Addio batterie, l'auto si ricarica con la carrozzeria

Volvo ha trovato il modo di inserire sottili condensatori nella fibra di carbonio per sostituire le batterie pesanti delle auto elettriche

25 ottobre 2013 - 7:00

Costose, pesanti e limitate, le batterie agli ioni di litio delle auto elettriche sono da sempre il tallone d'Achille di una tecnologia che non ha mai potuto sfruttare al meglio il trampolino di lancio sul mercato. Perché se da una parte alcune Case costruttrici hanno pensato di dare le batterie in comodato d'uso e diminuire il costo iniziale d'acquisto, la percorrenza media limitata a circa 180 km non ha mai superato le aspettative dell'automobilista medio, che vuole una riserva di migliaia di chilometri anche se ne percorre poche decine al giorno. La ricerca condotta da Volvo con l'Università di Londra ha permesso di realizzare delle batterie integrate alla carrozzeria di fibra di carbonio. In questo modo – si spera – le auto elettriche e ibride potrebbero liberarsi dal peso e dall'ingombro delle batterie agli ioni di litio con costi di produzione più bassi.

FINO A 130 KM SENZA BATTERIE – Insieme ad altri partner d'eccezione Volvo ha affiancato l'Imperial College di Londra nella ricerca sullo stoccaggio alternativo dell'energia nei veicoli elettrici. Dopo circa 3 anni di sviluppo è nato un prototipo di Volvo S80 che nasconde sotto la carrozzeria delle sottili batterie realizzate unendo le nanotecnologie con i super condensatori, in grado di immagazzinare un'elevata quantità di carica a dispetto delle ridotte dimensioni. La tecnologia ideata potrebbe essere destinata non solo ai veicoli elettrici e ibridi ma anche alle auto con motore tradizionale a combustione interna per soppiantare la batteria al piombo. La Casa svedese ha sostituito il cofano anteriore e quello posteriore, normalmente prodotti con lamiere metalliche, con dei fogli di fibra di carbonio accoppiati a dei capacitori. In futuro questa soluzione potrebbe essere destinata anche ad aree più estese, come il tetto e i parafanghi e garantire all'auto una percorrenza di 130 chilometri con una riduzione del peso complessivo superiore al 15%.

FUNZIONA ANCHE AL POSTO DELLA BATTERIA AL Pb – Come qualsiasi altro accumulatore i pannelli di carbonio possono essere ricaricati sia da una presa di corrente elettrica sia attraverso il recupero di energia in frenata, per poi scaricarsi quando viene alimentato il motore elettrico. L'aspetto sorprendete della tecnologia sviluppata da Volvo è che  un foglio di carbonio appositamente stampato potrebbe sostituire in un'auto tradizionale sia la batteria d'avviamento sia la barra stabilizzatrice. L'esperimento ai ricercatori è riuscito sostituendo gran parte degli elementi strutturali anteriori della Volvo S80 (in foto) con il sandwich di fibra di carbonio. La quantità di corrente erogata è in grado di avviare un motore a combustione e tenere accesi tutti i dispositivi che funzionano a 12 V. E' presumibile che rispetto a una comune batteria al piombo, i benefici si traducano in una riduzione del consumo di carburante (l'auto pesa meno) e in una maggiore rigidità del telaio ma non nel costo di una batteria al carbonio di ricambio, che dovrebbe durare molto più a lungo se integrata al telaio.

CONVIENE, MA A QUALE COSTO? – I tecnici  Volvo assicurano che le batterie in fibra di carbonio integrate alla carrozzeria renderanno le auto più resistenti, leggere ed ecocompatibili tuttavia i punti di domanda sono ancora troppi per immaginarne un'imminente diffusione. Ad esempio, come reagirà la struttura ad un impatto? E quanto costerà riparare un'auto danneggiata? Poi, che la fibra di carbonio sia più resistente dell'acciaio ci sta bene, ma se dovesse compromettersi l'integrità dell'impianto elettrico in un incidente, siamo proprio sicuri che il rischio d'incendio e di scarica sarebbero controllati? Questi dubbi potrebbero essere sciolti nelle successive fasi di sviluppo del progetto anche se l'ultima parola spetterà alle prove NCAP, che analizzano le auto elettriche per valutare la solidità e la sicurezza delle batterie negli incidenti simulati.

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