A.C.Modena: l'auto si usa meno ma più spesso

Il Censis in collaborazione con l'Automobile Club d'Italia ha redatto uno spaccato dell'automobilista italiano, pregi, pochi, e difetti, più numerosi.

29 dicembre 2010 - 15:53

Il Censis in collaborazione con l'Automobile Club d'Italia ha redatto uno spaccato dell'automobilista italiano, pregi, pochi, e difetti, più numerosi.

Gli italiani auto-dipendenti – Ing. Orlandi cosa pensa dei dati che emergono dall' “inchiesta” congiunta? “Gli italiani si confermano un popolo d' automobilisti, fortemente legati alla propria vettura, che guidano alla prima occasione, ma costretti, dalla congiuntura economica, a ridurne l'uso complessivo. E' soprattutto il costo della benzina ad alimentare un assurdo paradosso: negli spostamenti più brevi, soprattutto in ambito urbano, non si rinuncia all'auto, mentre per le lunghe percorrenze si predilige il mezzo pubblico. Così facendo, le famiglie riescono a ridurre la spesa per la gestione -auto”

I dati relativi alle infrazioni lasciano esterefatti – Il 18,7% degli automobilisti guida, ancora, senza utilizzare la cintura di sicurezza. “Pensare a questo dato e quanto ciò costa economicamente alla comunità, è veramente incomprensibile. Negativo è anche quell' 87,8% dei conducenti che ammette di distrarsi spesso con il cellulare. Dai dati emergono le dieci infrazioni più ricorrenti al Codice della Strada. In ordine decrescente: dal 27% del parcheggio in divieto di sosta, al superamento dei limiti di velocità parcheggio in doppia fila, mancato uso delle frecce, passaggio con semaforo rosso, inversione a U, violazione delle zone a traffico limitato, inosservanza della precedenza, per arrivare al sorpasso a destra che rappresenta un 3,2% delle infrazioni.”

Alcune infrazioni sono “veniali”, altre hanno un maggior coefficiente di rischio – “Certo che un divieto di sosta o in doppia fila non hanno la stessa percentuale di innescare un incidente come si può imputare a: superamento del limiti di velocità, uso dei telefonini, passaggio con semaforo rosso e mancata precedenza.- conclude Orlandi- Ci preoccupa molto che siano gli under 34 ad essere più inclini a commettere infrazioni. In percentuali più elevate, della media degli altri conducenti”.

Fonte – modena2000.it

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