ACI: tasse, accise e rincari stanno uccidendo l'automobile

Più che andare avanti, l'auto ha messo la retromarcia. Chiediamo al Governo un tavolo tecnico per una strategia che dia ossigeno agli automobilisti

4 settembre 2012 - 11:53

“Tasse, accise e rincari stanno uccidendo l'automobile”. E' il monito del presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani, alla luce dei nuovi dati sull'andamento delle immatricolazioni che, come anticipato da Federauto venerdì scorso, fa registrare un -20,23% rispetto allo stesso mese del 2011.

MERCATO SOTTO 1,5 MILIONI – “Da tempo manifestiamo lo stato di grande crisi del settore dell'auto – ha aggiunto Sticchi – e già all'inizio dell'anno avevamo previsto un volume di vendite fortemente inferiore a 1,5 milioni di vetture per il 2012. La contrazione del 20% delle immatricolazioni ad agosto segue quella del 21% a luglio e per il nono mese misura le difficoltà di famiglie e imprese. La politica del Governo è stata finora improntata soltanto al facile e immediato prelievo dalle tasche degli automobilisti che, oggi più che mai, stanno riducendo l'uso dei veicoli cercando invano di ridurre le spese. Ci rimettono le famiglie e ci rimette lo Stato che malgrado tutto incamera meno di quanto previsto”.

SI TORNA INDIETRO – “Più che andare avanti, l'auto ha messo la retromarcia, almeno nel nostro Paese: così non c'è futuro. Chiediamo quindi al Governo la costituzione di un tavolo tecnico per delineare una strategia in grado di ridare ossigeno agli automobilisti e alle imprese, salvaguardando più di 10.000 posti di lavoro nel settore. Una prima misura efficace, immediata e di facile attuazione potrebbe essere la riduzione delle accise sui carburanti”.

ANCHE FEDERAUTO – All'appello dell'ACI fa eco quello di Federauto che tramite il suo presidente, Filippo Pavan Bernacchi, dichiara: “secondo le stime di Federauto, il progressivo raggiunto ad agosto conferma la previsione di mercato 2012 a 1.370.000 vetture, un volume inferiore di circa 630.000 unità rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Questo si tradurrà in un minore gettito di IVA e altre imposte stimato in 3 miliardi di euro, oltre a un probabile calo occupazionale di circa 220.000 unità in un settore che occupa, con l'indotto, 1.200.000 addetti. Il Governo Tecnico ha bersagliato il mondo dei trasporti con una miriade di tasse e balzelli. Eppure le auto, i veicoli commerciali e i camion, servono alle persone sopratutto per andare a lavorare, o a lavorare. Sale la spesa delle famiglie, la pressione fiscale sulle partite iva, si riducono i consumi, si uccidono le aziende e quindi l'occupazione. Forse con questa ricetta l'Italia si salverà, come ha promesso il Premier Monti, ma se continuerà l'immobilismo del Governo la filiera dell'automotive probabilmente no. E con essa sparirà una mucca da latte che porta il 16,6% delle entrate fiscali nazionali. Assurdo e incomprensibile.”

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