ACI: le tasse stritolano l'auto

L'ACi lancia un altro urlo di dolore: la tassazione crescente affossa il mercato

8 gennaio 2013 - 8:43

Governo che viene, tasse sull'auto che crescono; e così il mercato delle macchine in Italia viene affossato. L'ennesimo allarme arriva da Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia, supportato dalla tabella che trovate in allegato.

DRAMMA – “L'attuale drammatico crollo delle immatricolazioni che si è registrato nel 2012 è conseguenza diretta della folle corsa dei costi per l'auto; in particolare della pressione fiscale che è aumentata negli ultimi anni fino a sfiorare i 60 miliardi di euro, più che raddoppiando rispetto a solo venti anni fa”: questa la denuncia di Sticchi Damiani. E così, sommando questo a tutti i costi di gestione per l'auto (cresciuti del 4.5% nel solo 2012, raggiungendo la cifra record di 3.425 euro l'anno per mezzo), si capisce perché oltre il 52% degli italiani dichiari che non cambierà l'auto nei prossimi tre anni.

ATTESE – Nel 1990, gli oneri fiscali a carico degli automobilisti italiani sfiorassero i 28.500.000 euro, mentre oggi sono vicinissimi ai 60 miliardi. In due decenni, sono più che raddoppiate le tasse automobilistiche (da 3.031,6 euro a 6.690), addirittura quadruplicate quelle per i parcheggi (da 322,79 a 1.384,57), quasi raddoppiate le tasse su carburanti e lubrificanti (32 miliardi e mezzo di euro). La pressione fiscale sulla Rca, poi, è aumentata di quasi sei volte. Solo nell'ultimo anno, fanno notare all'ACI, la benzina è aumentata  del 16% (negli ultimi due anni il pieno è diventato più caro del 25%) edil costo al chilometro è cresciuto dell'11,3%. Mentre l'assicurazione è aumentata del 3,2%. Ma cosa aspettarsi dal prossimo Governo? “L'alleggerimento del carico fiscale per l'auto dovrebbe essere una delle prime voci dell'agenda politica di qualsiasi candidato alle prossime elezioni politiche perché l'intero comparto è allo stremo delle forze”, è la ricetta ACI. Anche se già prima dell'arrivo dell'Esecutivo dei tecnici la speranza era che l'auto non venisse ulteriormente soffocata di tasse. Ma, tanto per fare un esempio, il bollo è stato sottoposto ad aumenti continui: prima Prodi nel 2007 che ha elevato il valore a kiloWatt, poi il superbollo di Berlusconi e quindi il superbollo ancora più pesante e costoso di Monti. Avanti il prossimo…

1 commento

Michele
16:24, 8 gennaio 2013

La domanda sorge spontanea: che cosa serve l'Aci? Se fornisse servizi e facesse da portavoce degli automobilisti come, ad esempio l'ADAC tedesco o il TCS svizzero, bene, ma in realtà proprio l'Aci è uno dei gabellieri dello Stato, gestisce il PRA che è il doppione della Motorizzazione (dunque il primo dovrebbe semplicemente sparire ma nessun governo o parlamente ha MAI fatto nulla in merito, ed i relativi costi li sostengono i “cornuti & mazziati” degli automobilisti) ed è meglio sorvolare su quanto di tanto in tanto si scopre delle varie delegazioni locali dell'Aci (ad es. http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-30c550ad-c14e-49fe-850e-015fcad4c135.html). In poche parole, l'Aci fa parte dello stesso meccanismo che approfitta di leggi obsolete e mai attualizzate, connivenze politiche ben note, in poche parole “urla ma razzola alquanto male”.

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