ACI: autovelox, il caos nel 2013

L'ACI denuncia il grave ritardo nella destinazione dei proventi delle multe per la messa in sicurezza delle strade

14 dicembre 2012 - 7:40

Dove vanno a finire i proventi delle multe da autovelox? La legge per fare chiarezza ci sarebbe pure, perà manca il regolamento attuativo, e ora, l'ACI denuncia il grave ritardo nella destinazione dei proventi delle multe per la messa in sicurezza delle strade.

TRE ANNI – Come spiegavamo qui, la Legge 120/2010, articolo 25, che riforma il Codice della strada, è chiara: prevede la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli Enti proprietari delle strade. Ma, perché venga applicata, occorre un Decreto ministeriale attuativo, che ancora non si vede all'orizzonte. Adesso, il Comitato di presidenza della filiera della sicurezza stradale FINCO, riunitosi a Roma presso la sede dell'ACI, evidenzia che manca ancora il Decreto attuativo della legge 120/2010, senza il quale dal 1° gennaio 2013 si paventa il caos gestionale nei Comuni e nelle Province.

PREOCCUPAZIONE – ACI, FINCO e Federmobilità guardano con preoccupazione al perdurare di questa situazione di incertezza sui poteri locali per le pesanti ripercussioni nella improrogabile attività di manutenzione delle strade, con le vicende politiche del Paese che compromettono l'incolumità dei cittadini sulle strade. “L'importanza della sicurezza delle strade nei confronti della circolazione e del trasporto non ha bisogno di molte parole – ha affermato Lino Setola, Presidente della Filiera – si tratta semplicemente di un rischio che il Paese non può e non deve correre”. “La rete stradale non va abbandonata a sé stessa – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia – perché se l'esiguità dei fondi disponibili oggi ne rallenta i lavori di manutenzione, domani ne impedirebbe totalmente la ricostruzione. I proventi delle contravvenzioni non dovrebbero rientrare nel Patto di Stabilità perché destinati ad investimenti per la sicurezza stradale e non a spese correnti degli Enti locali. L'Italia sconta ancora la mancanza di una politica della mobilità e dei trasporti”.

SLITTA TUTTO – Il Regolamento necessario doveva slittare al 2013, ma a quanto pare i tempi si dilateranno ancora. Tre anni senza che la norma venga resa effettiva: se non è uno scandalo, si tratta di ritardi inammissibili, visto che in ballo c'è la sicurezza stradale e la trasparenza dell'operato delle amministrazioni. In un'epoca in cui sarebbe meglio rinsaldare il rapporto (un po' logoro) fra chi maneggia denaro pubblico e chi paga le tasse. L'obiettivo della Legge “dimenticata” è evitare che i Comuni facciano cassa sulle pelle degli automobilisti, piazzando le macchinette solo per ripianare le casse esauste delle amministrazioni; e mira a garantire più fondi agli Enti proprietari delle strade perché migliori la sicurezza. Col taglio ai proventi, i Comuni sarebbero messi alla prova. Il Decreto attuativo avrebbe chiarito quali proventi devolvere (quelli incassati o il totale delle multe, incluse le sanzioni non ancora pagate). Evidentemente, è così che nei ministeri si lavora a favore della sicurezza stradale: rimandando di continuo le regole che farebbero calare gli incidenti. Non c'è poi tanto da stupirsi se l'Italia, ancora nel 2011, non ha centrato l'obiettivo di dimezzare i morti sulle strade in 10 anni: avrebbe dovuto farlo dal 2000 al 2010…

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