Acea: competitività da ritrovare

Secondo l'Acea (i Produttori automobilistici europei associati), per ritrovare la competitività serve soprattutto uniformare il quadro legislativo

8 giugno 2012 - 8:03

L'Europa dell'auto balbetta, e per ritrovare la competitività occorrono diverse misure, fra cui una uniformità a livello legislativo: lo ha spiegato l'Acea (i Produttori automobilistici europei associati) al vertice “Cars 21” (Competitive automotive regulatory system for the 21th century) appena svoltosi a Bruxelles.

CONTRO LA RECESSIONE – Le Case, riunite per discutere sul futuro dell'industria automobilistica europea, in profonda recessione, hanno stilato un report assieme a funzionari dell'Unione europea, ministri competenti in materia, fornitori, rappresentanti sindacali. Viene indicata la strada per risollevare le vendite, ovviamente non solo in Europa ma in tutto il mondo. In primis, urge uniformare il quadro regolamentare e legislativo, troppo frammentario, mediante iniziative politiche coordinate.

MA LA GERMANIA… – Da risolvere anche il problema della sovracapacità produttiva. Su questo tema, però, la Germania è un po' fuori dal coro, sostenendo che sul suo territorio non ci sono fabbriche da chiudere: una politica in difesa dell'Opel, la controllata dell'americana General Motors.

QUESTIONE COREA – Come presidente di turno dell'Acea, è intervenuto l'amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne: ha chiesto che le intese di libero scambio tra Unione europea e Paesi terzi siano sottoscritte solo dopo aver valutato la sostenibilità degli accordi rispetto all'industria auto. Il riferimento è ai patti di libero scambio con la Corea del Sud, già stipulati, e che non hanno convinto diversi Costruttori europei: “L'accordo commerciale con la Corea dice che ci sono delle cose da controllare nella fase post-applicazione e io ho incoraggiato il commissario Ue (Antonio Tajani) e altri (commissari) a farlo”. Marchionne non ha parlato di dazi alle importazioni di macchine coreane: “L'unica cosa che chiedo è di guardare ai numeri delle auto importate dalla Corea e delle auto esportate dall'Europa in Corea: guardate gli ultimi nove mesi, dal primo luglio (2011) alla fine del primo trimestre (2012), e rimarrete sorpresi dalle proporzioni”.

ALTRO CALO – Mentre il piano dell'Unione europea per riformare l'industria auto del Vecchio Continente sarà approntato entro ottobre 2012, le stime sull'intero anno in corso sono pessime: ci si attende un calo del 7% sul 2011.

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