Accordo Pininfarina-Bolloré-Cecomp per la Bluecar elettrica

In base all'intesa, dallo stabilimento piemontese di Pininfarina usciranno fino a 4 mila auto a batteria per il car sharing parigino.

14 marzo 2011 - 10:30

Pininfarina, il gruppo francese Bolloré e la socità Cecomp hanno stipulato un contratto preliminare che costituisce un significativo passo avanti sia nella diffusione dell'auto elettrica in Europa, sia nella costituzione in Italia di una base produttiva per questo tipo di veicoli. In base all'accordo, la Pininfarina affitterà alla Cecomp (il cui acronimo significa Centro esperienze costruzione modelli e prototipi) un suo ramo d'azienza che comprende lo stabilimento di Bairo Canavese (Torino), i 57 dipendenti che vi lavorano e le relative attrezzature.

PER IL CAR SHARING – Dalla fabbrica usciranno fino a 4.000 vetture elettriche basate sul progetto Bluecar di Pininfarina-Bolloré e destinate al servizio di car-sharing di Parigi e di altri 40 comuni dell'Île de France. La gara d'appalto per tale servizio è stata vinta appunto dal gruppo Bolloré, l'imprenditore transalpino che nel settore dei trasporti ha rilevato interessi in Francia e in Africa e che è socio di Pininfarina nella VEPB (Vehicule Électriques Pininfarina Bolloré), azienda nata con la specifica missione di realizzare vetture a batteria. La Cecomp, invece, è una piccola azienda di La Loggia (Torino) che dal 1978 si occupa di realizzare maquette e prototipi, ossia, in pratica, di tradurre in realtà i disegni di stilisti e progettisti. Il contratto siglato tra le tre realtà industriali ha un valore di 14 milioni di euro e scadrà il 31 dicembre 2013. Si tratta quindi di un'intesa "prudente?, ma che può servire da apripista per altre interessant prospettive di collaborazione tra le tre aziende in vista di ulteriori commesse di veicoli elettrici.

ELETTRICHE DA OTTOBRE – La Bluecar è un'interessante monovolume 4 porte-5 posti lunga 3,65 metri, caratterizzata dalla presenza, oltre che delle batterie al litio, anche di un supercapacitore che permette di incrementare lo spunto e l'autonomia (i dati parlando di 250 km). Le sue caratteristiche di eco-compatibilità non si limitano però alla sola propulsione: sulla Bluecar è presente anche una serie di cellule fotovoltaiche collocate sul tetto che servono ad alimentare le utenze ausiliarie, mentre gli interni sono realizzati con materiali naturali (per esempio, il simil-cuoio di origine vegetale) che impattano in maniera contenuta sull'ambiente in fase di realizzazione e permettano un elevato grado di riciclabilità. Il servizio di car-sharing parigino, gestito da Autolib, è già attivo con una gamma di vetture a carburanti fossili che al massimo arriva all'ibrido (Toyota Prius). Tuttavia, con l'arrivo dei primi esemplari di Bluecar, a partire dal prossimo ottobre, la flotta Autolib prenderà una decisa connotazione "tutto-elettrico?.

2 commenti

franco
9:12, 15 marzo 2011

Tutto molto bello ma si deve fare molto di più rendendo concorrenziale anche nel prezzo lìauto a zero emissioni. Saluti

Riccardo
11:35, 16 marzo 2011

Risponde l'autore dell'articolo:

Per ora il dato su "quanto guadagnano? i costruttori sulla vendita di un'auto elettrica è più segreto del numero di cellulare di Belen Rodriguez. Qualcuno (pochi) dice che guadagnano moltissimo, altri che non guadagnano proprio nulla per colpa degli ingentissimi investimenti necessari, che certo ancora non sono stati ammortizzati. Propendiamo per questa ipotesi che, se è vera, implica che l'unica strada che potrebbe portare a risparmiare qualcosa nell'acquisto di un'auto elettrica passa per gli incentivi statali all'acquisto, con o senza rottamazione della vecchia auto. Attualmente, all'estero le cose funzionano così, e in molti Paesi dove le auto elettriche sono già in vendita gli incentivi si aggirano sui 5-6 mila euro per ogni esemplare. Da noi, invece, per il momento tutto tace.

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