Accise carburanti 2013: confronto tra Italia e Europa

Ecco quanto si paga di accise sui carburanti in Italia e nel resto d'Europa nel 2013

23 gennaio 2013 - 9:00

La crisi, si sa, è ormai alle stelle. Ormai la vendita di carburanti è in picchiata (domani pubblicheremo tutti i dati aggiornati), ma le accise continuano a rimanere altissime. Con questo articolo cercheremo di fare chiarezza su quanto pagheremo di accise nel 2013 (salvo ritocchi all'insù) e quanto ne pagheranno i nostri cugini europei. I numeri, provenienti da un recente comunicato stampa della FIGISC (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburante) e ANISA (Associazione Nazionale Imprese Servizi Autostradali, si commentano da soli.

ALIQUOTE DI IMPOSTA VIGENTI – Gli importi vigenti dal 1° gennaio 2013 per le accise gravanti sui prodotti della rete distributiva dei carburanti in Italia sono i seguenti:

ADDIZIONALI REGIONALI – Dopo la revisione o l'abolizione da parte di alcune Regioni, di parte o delle intere addizionali di accisa gravanti sul prodotto benzina, dall'inizio dell'anno il quadro delle imposte imposte regionali vigenti su tale prodotto è così strutturato:

E IN EUROPA? – Nel contesto dell'Europa Comunitaria, le disposizioni dell'Unione sulla “armonizzazione” delle accise sugli oli minerali fissano esclusivamente (ben lungi dall'armonizzare) delle aliquote minime, determinate in 359 euro per 1.000 litri per labenzina, in 330 euro per 1.000 litri per il gasolio ed in 125 euro per 1.000 chilogrammi per il gpl (pari a 68,85 euro per 1.000 litri). In realtà, il panorama delle accise è assai diversificato tra i Paesi membri: per la benzina si va da un minimo di 0,363 euro/litro per la Bulgaria ad un massimo di 0,752 euro/litro per l'Olanda, mentre per il gasolio si spazia dal minimo comunitario di 0,330 euro/litro di Bulgaria e Lituania al massimo di 0,697 dell'Inghilterra (in entrambi i casi il valore massimo è pari a più del doppio del valore minimo). La media aritmetica comunitaria è di 0,544 euro/litro per la benzina e di 0,424 per il gasolio.

ITALIA SECONDA PER TASSAZIONE – L'Italia si piazza al secondo posto, in un ordine decrescente, per entrambi i prodotti, preceduta solo dall'Olanda per la benzina e dall'Inghilterra per il gasolio. La così detta “armonizzazione comunitaria” è, dunque, una autentica favola. Una conclusione che vale per le accise – come si può vedere con chiarezza dalla tabella in asso, ma altresì per l'imposta sul valore aggiunto. E infatti, su una media aritmetica comunitaria del 21 % (aliquota attualmente vigente per l'Italia, almeno fino a metà anno), l'IVA sui carburanti spazia, infatti, dal 15%, ad esempio, per il Lussemburgo, fino al 27% dell'Ungheria: ossia dodici punti di differenza addirittura.

1 commento

Bruno
17:52, 23 gennaio 2013

E brave le Regioni Liguria e Piemonte con le addizionali più alte. Ma anche Regione Lazio non scherza. Piemontesi,liguri e laziali, tenetelo a mente alle prossime elezioni.

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