Accise benzina: +22,4% nei primi 11 mesi del 2012

Lo certifica il Dipartimento delle Finanze: in 11 mesi le accise sono cresciute del 22,4%

11 gennaio 2013 - 15:46

I portafogli degli automobilisti piangono quando si fa il pieno, e ora il Dipartimento delle Finanze fa capire perché: nei primi 11 mesi del 2012, le casse pubbliche italiane registrano un incremento delle entrate tributarie di 13 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2011. Lo certifica il Dipartimento delle Finanze: l'imposta di fabbricazione sugli oli minerali si attesta a 21.655 milioni di euro: +3.959 milioni di euro, pari a +22,4%.

DIVERSI FATTORI – A determinare l'incremento è stato l'effetto degli aumenti delle accise sulle benzine e sul gasolio usato come carburante, come scritto nell'articolo 23, comma 50-quater, del Decreto 98/2011, e nell'articolo 15, comma 1, del Decreto 201/2011; in più, vanno considerati gli aumenti delle aliquote di accisa deliberati dalla Determinazione del direttore dell'Agenzia delle Dogane numero 69805/RU, del 7 giugno 2012 (per far fronte al terremoto nelle Province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo), e dalla 88789/RU del 9 agosto 2012. Come se non bastasse, assieme alle accise, anche l'influenza dei fattori internazionali (greggio e quotazioni prodotti finiti) ha determinato che i prezzi al consumo siano stati nel 2012 superiori del 16,84% ri­spetto al 2011 e del 36,75% rispetto al 2010. Quanto alla componente industriale del prezzo (ossia il prezzo senza le imposte), gli aumenti delle quotazioni Platt's Cif Mediterraneo nel 2012 assumono un va­lore di 0,06 euro/litro per la benzina e di 0,07 euro/litro per il gasolio rispetto al 2011, mentre rispetto al 2010 tali aumenti valgono, rispettivamente, 0,19 euro/litro per la benzina e 0,2 per il gasolio. Grave la situazione per la rete autostradale: secondo le stime di Anisa (sindacato gestori), infatti, dopo una fase di crescita degli e­rogati, sa­liti dai circa 5,675 milioni di litri del 1980 ai 9,173 del 2000, dal 2004 al 2012 si è scesi poco sopra 4,7 milioni, con una flessione di oltre il 46% dell'erogato me­dio/impianto e del 45% dei consumi di benzina e gasolio.

I PREZZI – Intanto, le “punte” sono stabili: per la benzina a 1,888 euro/litro, il diesel a 1,794, il Gpl a 0,924. Ma le medie nazionali sono in crescita e si attestano a 1,827 euro/litro per la “verde” e 1,763 per il diesel. In calo (0,879) il Gpl. Secondo Quotidiano Energia, il prezzo medio praticato della verde sempre in modalità servito va oggi dall'1,815 euro/litro di Eni all'1,827 di Q8 e Shell; mentre per il gasolio andiamo dall'1,749 euro/litro sempre di Eni all'1,763 di Q8. Il Gpl è tra 0,863 euro/litro di Esso e 0,879 di Q8. Da segnalare che la Corte costituzionale, con la sentenza 299/2012, ha dichiarato “non fondate le questioni di legittimità costituzionale” relative alla deregulation degli orari e aperture inserite nel decreto “Salva Italia”. le Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Lombardia e Piemonte avevano presentato ricorso, che è stato respinto dalla Consulta: viene confermata la legittimità della normativa attualmente in vigore, che non stabilisce alcun limite agli orari, né alle aperture festive: le unità commerciali potranno aprire 24 ore su 24 nei 365 giorni dell'anno. Sperando che questo serva a stimolare la concorrenza e a far calare i prezzi.

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