Accessori auto farlocchi: pericoloso

La Guardia di finanza ha ricostruito la filiera di distribuzione di accessori taroccati di auto e moto

7 luglio 2014 - 11:00

Chi architetta la truffa immette sul mercato accessori taroccati di auto e moto, a prezzi stracciati: così, con la recessione che morde, sono numerosi i clienti interessati. Però poi il tutto si rilfette negativamente sulla sicurezza stradale: è chiaro che veicoli con accessori non omologati diventano pericolosi, per gli altri utenti della strada, e per il proprietario del mezzo. Un fenomeno, di cui si intuiscono solo le proporzioni. Per fortuna, sempre più spesso, c'è la Guardia di finanza a stroncare il giro di oggetti farlocchi. Di recente, è successo in provincia di Treviso. Come riporta la Tribuna di Treviso, le Fiamme giallo hanno ricostruito la filiera di distribuzione di accessori taroccati di automobili e motoveicoli e gadget di squadre di calcio ed ha denunciato quattro persone per commercio di prodotti contraffatti.

UN BEL BUSINESS – Si tratta di due imprenditori di Como che producevano la merce taroccata, un cinquantenne di Quinto che, nel suo capannone di oltre duemila metri quadrati, stoccava e distribuiva i pezzi, e un quarantenne di Treviso, titolare di una pompa di benzina, che li vendeva al dettaglio. Sotto sequestro sono finiti oltre 22.000 pezzi taroccati per un valore complessivo di circa 400.000 euro ed i macchinari per produrli. Davvero notevole come giro d'affari, il che dà l'idea di quanto la crisi incida sulle scelte degli italiani. L'operazione, sviluppata dai militari del nucleo mobile della compagnia di Treviso, parte da lontano. Ancora un anno fa quando, durante un controllo ai fini fiscali di un distributore di carburante, i finanzieri scoprono che il benzinaio mette in vendita alcuni ricambi per auto, camion e moto.

DI CHE SI TRATTA – Circa 18.000 articoli fra copricerchioni, coprimarmitte, tovagliette ed altri accessori per camion con i marchi dei più noti produttori di mezzi pesanti come Scania, Iveco o Mercedes, prodotti che riportano il marchio Ferrari, di altre prestigiose case automobilistiche o per motociclisti amanti di Harley Davidson o Ducati; più 4.000 gadget di squadre di calcio: ecco che cosa si vendeva. Molti dei prodotti erano privi di etichetta in evidente contrasto con il codice di consumo per il quale è obbligatorio indicare la provenienza della merce e la qualità e composizione del prodotto. A quel punto i finanzieri sequestrano la merce, alcune decine di pezzi e cercano di ricostruire la filiera di produzione e distribuzione della merce contraffatta. Si tratta di un'indagine, denominata “Football and Cars”, molto complessa che permette di scoprire che l'intera attività aveva base nella provincia di Como, dove è stato sequestrato un ingente quantitativo di analoghi prodotti, oltre alle macchine per la riproduzione illecita e le brochure illustrative.

ECCO LA RETE – Quattro, complessivamente, le denunce per commercio di prodotti contraffatti: il benzinaio da cui è partita l'indagine, l'imprenditore con capannone a Quinto che fungeva da centro di stoccaggio e di distribuzione del materiale nel Nord Est e due imprenditori di Como, rispettivamente il grossista ed il produttore della merce taroccata. Anche in Lombardia i finanzieri hanno sequestrato un ingente quantitativo di materiale che spesso rappresenta un pericolo per gli altri automobilisti, soprattutto in autostrada: copricerchi, mascherine e coprimarmitte sono infatti spesso realizzati in acciaio ed in caso di distacco dai mezzi pesanti potrebbero provocare gravi incidenti.

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