A1: TIR travolge carro-soccorso, due morti

Terribile scontro sull'A1, tra Guidonia-Montecelio e il bivio Roma Nord: il conducente ha perso il controllo del camion finendo sui veicoli in sosta

13 ottobre 2014 - 7:00

Gravissimo sinistro il 7 ottobre sull'Autostrada del Sole: due persone impegnate in un soccorso stradale sono decedute e altre sono rimaste ferite dopo che un TIR è piombato sull'autogrù di soccorso ferma in corsia d'emergenza per assistere un'auto in panne. Il tutto si è verificato poco dopo le ore 8, all'altezza del chilometro 531 dell'autostrada A1 Milano-Napoli, tra Guidonia Montecelio e Bivio A1/diramazione Roma Nord, verso Firenze. Il mezzo pesante ha urtato il carro di soccorso meccanico che prestava assistenza a un veicolo fermo in emergenza. Sul luogo dell'incidente, sono intervenuti ambulanze del 118, soccorsi meccanici, pattuglie della Polizia Stradale e gli operatori della direzione 5° Tronco di Fiano Romano. Il tratto autostradale è stato subito chiuso nella carreggiata Nord e il traffico è stato deviato: dalle 9 alle 11 gli utenti hanno viaggiato in entrambi i sensi grazie ad uno scambio di carreggiata che ha consentito le operazioni di ripristino dopo l'incidente. Nella zona prossima al luogo del sinistro si sono formati oltre 2 chilometri di coda.

STANCHEZZA ASSASSINA – Il sinistro fa riemergere con tutta la sua forza il problema dei controlli dei guidatori di mezzi pesanti. Di recente, una serie di verifiche della Stradale ha fatto emergere che c'è chi rimane allla guida di un TIR per 19 ore di seguito. È il primato tristissimo e pericolosissimo stabilito da un autista greco trovato al volante di un autoarticolato bulgaro durante un controllo della polizia stradale sulla statale 309 Romea a Ravenna. Si pensi che il Codice della strada italiano impone una sosta dopo 10 ore di guida: insomma, ha sforato di quasi altrettante 10 ore. Ancora più pazzesco quanto previsto dalle norme: in caso di immediato pagamento, non si può procedere al fermo del mezzo, e questo ha quindi comportato il paradosso di un autista fermato per aver superato i limiti dei tempi di guida, ma pronto a rimettersi in strada dopo la multa. La Stradale di Ravenna, a febbraio ha messo sotto osservazione i bisonti della strada con un posto di controllo al km 12+600 della Romea, in direzione nord e sud, utilizzando quattro pattuglie (Ravenna, Forlì, Faenza e Codigoro). Le verifiche dei tempi di guida sono diventate più rapide e precise grazie alla dotazione del police controller che consente di verificare i cronotachigrafi digitali fino a 28 giorni prima esaminando anche la corretta funzionalità dello strumento elettronico. Al termine delle attività (durante una giornata) sono risultati controllati ventisei autotreni, di cui otto risultati irregolari (cinque italiani e tre comunitari).

COMPORTAMENTI A RISCHIO – Ricordiamo che non c'è solo il contrasto dell'abusivismo nel settore, ma anche a fenomeni che mettono in estremo pericolo la sicurezza di tutti, dei trasportati (nel caso dell'autotrasporto di persone, servizi di linea, di noleggio con conducente, scuolabus) e, inoltre, proprio dei conducenti professionali che operano nel settore. Ci si riferisce a quelle condotte che attengono al mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo ed alle norme di comportamento del Codice della strada. Va ricordato che il Regolamento (CE) n. 561/2006 fissa limiti temporali rigorosi all'attività di guida da parte dei conducenti professionali affinché gli stessi siano in possesso dei requisiti psico-fisici in ogni momento. Non sono infatti solo sostanze quali alcol e stupefacenti che, se assunte prima di porsi alla guida, determinano alterazione dei predetti requisiti, bensì anche la stanchezza stessa. Il controllo da parte della Stradale avviene attraverso l'apparecchio di registrazione installato a bordo del veicolo denominato “tachigrafo” e si estende addirittura ai 28 giorni precedenti. È una doppia protezione: per la sicurezza degli altri utenti della strada, e per la tutela sociale del lavoratore che potrebbe essere indotto a violare la normativa in argomento o gli stessi limiti di velocità proprio per effettuare un maggior numero di viaggi.

IN CASO D'EMERGENZA – Tornando al sinistro mortale, non è questo il caso, perché a essere stati investiti sono stati operatori professionali. Comunque, è bene ricordare alcune regole valide per gli automobilisti. Primo, se si verifica una foratura in autostrada, per quanto possibile, sarebbe opportuno non fermarsi in corsia d'emergenza: qui i pericoli si moltiplicano, a causa dell'intenso traffico. Secondo l'opinione comune, la corsia di emergenza serve se ci si vuole fermare con sufficiente sicurezza lungo le autostrade e le superstrade: errore gravissimo. In realtà, la corsia di emergenza è un luogo molto pericoloso nel quale ci si può fermare solamente se non ci sono altre soluzioni. Molto frequenti, infatti, gli investimenti in corsia di emergenza da parte di auto o camion che sopraggiungono. Per cambiare una gomma, procedete almeno fino alla piazzola di sosta più vicina. E comunque anche la piazzola di sosta è un luogo pericoloso nel quale è consigliabile fermarsi per il tempo strettamente necessario. E Autostrade per l'Italia, primo gestore della rete autostradale, sottolinea che sulla sua tratte di sua competenza si registrano mediamente ogni anno 20 vittime in incidenti sulle corsie d'emergenza e nelle piazzole. Sono coinvolti pedoni o automobilisti che vengono investiti da altri veicoli che sopraggiungono mentre sono a bordo o quando scendono dalla vettura. Quindi, il consiglio di Autostrade per l'Italia è di considerare corsie d'emergenza e piazzole come luoghi non sicuri nei quali ci si deve fermare solo ed esclusivamente quando c'è una vera emergenza. In altre parole, bisogna evitare assolutamente di occuparle solo per sgranchirsi le gambe durante il viaggio, o per consumare uno spuntino o per espletare eventuali bisogni fisiologici oppure per controllare la stato dell'auto. Per queste necessità, vanno invece utilizzate le stazioni di servizio o le aree opportunamente attrezzate.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Daimler: il taglio di 6 miliardi e il futuro senza Nissan-Renault

Automobilisti italiani: il 79,5% afferma di rispettare le regole

Controllo pneumatici: la giusta pressione fa risparmiare 83 euro l’anno