A Ravenna voragine annunciata: sospesi i tecnici comunali

Alle due donne cadute in una voragine insieme alla loro auto poteva andar peggio. Ma questa volta il buco che s'è aperto davanti a loro aveva dato segnali premonitori che sono stati sottovalutati

28 marzo 2011 - 9:20

Erano dirette a Ravenna, ma un enorme buco apertosi nel manto stradale le ha inghiottite con tutta l'auto, una Fiat 600. È accaduto circa alle 13 di venerdì 25 marzo sulla provinciale ravennate, nei pressi di Lido Adriano, precisamente in via Manzoni. Le occupanti della vettura, una di 58 anni e l'altra di 60, sono state estratte malconce (ora sono in ospedale in gravi condizioni, ma dovrebbero salvarsi) grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco, che sono accorsi anche con un'autogru, liberandole dalle lamiere contorte dell'utilitaria pesantemente danneggiata.

POLEMICHE – La voragine, larga praticamente come l'intera carreggiata, ma fortunatamente non molto profonda, s'è aperta all'improvviso e non ha lasciato alla guidatrice il tempo di reagire. E ora si accendono le polemiche, perché il tratto di strada interessato dal cedimento era stato ispezionato la mattina stessa dai tecnici del Comune, il cui intervento era stato sollecitato dalla Polizia Municipale, a sua volta avvertita da uno o più cittadini cittadino accortisi che qualcosa nell'asfalto non andava. I tecnici, però, non avevano rilevato nulla, o comunque nulla di così grave da richiedere la chiusura della strada che, se fosse stata predisposta, avrebbe evitato un incidente che per le due donne poteva avere conseguenze ben più gravi.

L'AGGRAVANTE – Insomma, qualcosa non ha funzionato. Nella fattispecie, pare che un canale di scolo abbia ceduto e che l'acqua fuoriuscita abbia progressivamente eroso il terreno sotto l'asfalto, che a un certo punto, al passaggio dell'auto, ha ceduto di schianto. In Italia buchi, smottamenti e voragini non sono certo infrequenti: ogni anno provocano milioni di euro di danni ai veicoli coinvolti e più volte SicurAUTO ha dovuto occuparsi della strade killer. L'episodio di Lido Adriano conferma che, purtroppo, il monitoraggio del patrimonio stradale per accertare la sua idoneità alla circolazione lascia spesso a desiderare. Ma questa volta c'è la significativa aggravante costituita dal fatto che non si è trattato di un fenomeno senza preavviso, ma di un episodio preceduto da avvisaglie che sono state evidentemente sottovalutate.

LA LEZIONE – Quindi, la lezione da trarre da questa vicenda è duplice: non solo le operazioni di monitoraggio delle strade vanno intensificate, ma deve essere anche migliorata la preparazione del personale addetto ai controlli e, forse, anche quella di chi deve poi decidere se chiudere più o meno tempestivamente al traffico i tratti stradali danneggiati. Nel caso in questione, il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha comunicato che i tecnici comunali che avevano effettuato il sopralluogo sono stati sospesi e che “nulla sarà tralasciato per accertare le eventuali responsabilità”. Che potrebbero anche non essere, o non essere soltanto, dei tecnici coinvolti.

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