A Palermo cittadini uniti contro i posteggiatori abusivi

Nel capoluogo siciliano è cominciata la guerra degli automobilisti contro chi pretende un vero e proprio pizzo per "guardare" la macchina

25 luglio 2013 - 11:05

A Palermo è cominciata la guerra contro i posteggiatori abusivi. E, come avviene spesso di questi tempi, il centro di 'comando' è su Facebook. Sono oltre 7.000, infatti, gli iscritti al gruppo “Posteggiamo i posteggiatori“, promotori di una “lotta pacifica” contro una delle piaghe più fastidiose che colpiscono quotidianamente il capoluogo siciliano. Una grande massa di automobilisti e motociclisti che non solo chiede alle autorità di attivarsi per limitare il fenomeno – e non con qualche blitz ogni tanto – ma segnala, anche con tanto di foto, la presenza dei posteggiatori abusivi nelle varie zone della città.

I PALERMITANI SI SONO STANCATI – Tutto è partito nella prima metà di maggio con cinquemila volantini stampati, finanziati dai membri del gruppo, e lasciati sui parabrezza delle auto nelle zone centrali di Palermo, con la scritta: “Buongiorno Palermo, arruspigghiati (svegliati, in siciliano n.d.r.). Se paghi il posteggiatore abusivo per paura, paghi il pizzo”. I palermitani, insomma, si sono stancati. Non ne possono più di dovere sottostare alla 'piaga' del parcheggiatore abusivo che pretende un vero e proprio 'pizzo' per 'guardare' la macchina. Un'estorsione in piena regola, in quanto l'automobilista non paga quanto richiesto per la custodia del suo mezzo quanto perché teme che possa subire danni per vendetta, nel caso in cui decidesse di non sborsare la somma.

LA LEGGE C'È MA È LACUNOSA – La vicenda dei posteggiatori abusivi non è naturalmente nuova ma nel corso degli anni si è intensificata, nonostante ci sia una sentenza della Corte di Cassazione, la numero 41462 del 2004, ai sensi della quale chi chiede in soldi in cambio della custodia dell'automobile, commette reato e ciò indipendentemente dalla somma richiesta agli automobilisti. In pratica, come succede sovente in Italia, basterebbe applicare la legge, con costanza e rigidità, per combattere questa fastidiosa gabella. Anche se sul tema del posteggiatore abusivo si mischiano sentenze contrastanti senza considerare che spesso queste persone sono nullatenenti e quindi le sanzioni economiche non valgono a nulla… Così facendo, la figura del posteggiatore abusivo resiste. Si trova dovunque, in qualsiasi orario della giornata. Anche nelle zone blu, quelle in cui l'automobilista è già costretto dal Comune a pagare per potere parcheggiare. E spesso si pretende una quota fissa: due euro, nei pressi dello stadio, quando gioca il Palermo o sino a 5 euro nelle zone dei grandi concerti.

TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI – Ora, è chiaro che il singolo automobilista può fare poco: per uno che si lamenta, cento pagano in silenzio. Ecco perché, come fu scritto su Mobilita Palermo nel febbraio 2012, non bisogna solo “non chinare la testa, non abbassarsi a questi soprusi, evitando di pagare” ma anche (e soprattutto) “pianificare azioni collettive e sinergiche che possano destare l'attenzione e sollevare il problema, ormai non più sostenibile”, proprio come sta facendo sul social network il gruppo “Posteggiamo i Posteggiatori”. Senza dimenticare la pretesa di “una legislazione adeguata che possa consentire di combattere efficacemente il fenomeno” e di “un'amministrazione decente che possa costituire un valido interlocutore nella lotta alla criminalità organizzata, e non più fantocci senza alcuna volontà politica o autorità di sorta”.

LE REAZIONI DEI PALERMITANI – A proposito dell'amministrazione, aumenta il numero delle lettere che i palermitani inviano al Comune e a noi di SicurAUTO.it. Come quella di una studentessa universitaria che ha rivelato come il problema sia particolarmente difficile a sopportarsi nella zona del Policlinico Paolo Giaccone. Tuttavia, la ragazza pone anche l'accento sul fatto che chi di competenza fa davvero poco per combattere contro il fenomeno e addirittura aumenta il disagio degli automobilisti:

“Dentro il Policlinico è impossibile posteggiare, perché non si trova mai posto e perché non poso pagare ogni giorno il parcheggio.  I parcheggi custoditi nei dintorni (hanno una licenza?!) chiedono come minimo 2€ per mezza giornata (peggio che dentro al policlinico). Poi c'è il 'parcheggio della rotonda': la rotatoria davanti all'Istituto Di Igiene, divenuta parcheggio privato di un posteggiatore palermitano che pretende anche lui 2€ al giorno. Restano i posti sulla strada.  L'80% dei posti ha le strisce blu: se rimango per sei ore il costo è di 3€, ma NESSUNO in quella zona ha mai comprato una scheda parcheggio: il tabacchi si mette a ridere quando qualcuno gliele chiede.  E visto che nessuno mette la scheda, una squadra di posteggiatori si è stabilita in ogni angolo di ogni strada, e pretendono non meno di 1€. Poi, 2 o 3 volte l'anno passa la Polizia Municipale e li multa tutti (gli automobilisti, s'intende). Il restante 20% dei posti sarebbe teoricamente gratuito. Sono i posti sulle stradine isolate. Anche lì da due anni c'è una colonia di posteggiatori”.

Dopo aver descritto questo quadro desolante, la ragazza, quindi, si chiede: “Perché non si fa nulla? È un problema gravissimo, per il cittadino e per l'immagine della città. Significa legittimare la presenza di delinquenti sulla maggior parte delle strade palermitane e permettergli di compiere uno o più reati al minuto ogni giorno. Nessun Sindaco permetterebbe mai nulla di simile in una città che si rispetti”.

L'INVITO AD AGIRE DEL SINDACO – Il primo cittadino Leoluca Orlando, comunque, ha recentemente trattato l'argomento con una nota, dopo che – prima del concerto di Jovanotti di qualche settimana fa – polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale hanno monitorato insieme la zona del Velodromo: “Occorre una vera e propria ribellione civile e il rifiuto sistematico da parte di tutti i cittadini. Così come tutti noi consideriamo un dovere non pagare il pizzo, tutti gli automobilisti devono considerare un dovere il non pagare questo pizzo da strada”. Il sindaco, poi, ha tenuto a precisare che “il fenomeno dei posteggiatori abusivi è un fenomeno prevalentemente palermitano e siciliano e con legami ormai chiari con la criminalità organizzata, come tutti sanno e come dimostrano i dati sulle persone che vengono denunciate dalle forze dell'ordine. Chi diffonde la finta equiparazione tra posteggiatore ed extracomunitario mostra solo di perseguire scopi ben diversi dalla legalità”. La battaglia, quindi, è solamente appena cominciata.

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