A Montecarlo debutta la comunicazione sull'auto elettrica

Come faranno gli strateghi della comunicazione a convincerci ad acquistare una vettura a batteria? Ecco qualche indicazione da Montecarlo, dove si è tenuta una manifestazione sull'auto elettrica.

21 settembre 2010 - 7:00

Si è conclusa a Montecarlo una tre “giorni” dedicata all'auto elettrica che si è tenuta durante la settimana europea della mobilità. La Direction de l'Environnement del Principato (l'equivalente del nostro ministero dell'Ambiente), ha organizzato, dalle 10 alle 18 di ciascuno dei tre giorni della manifestazione (16-18 settembre), una prova di veicoli a trazione elettrica a due e a quattro ruote, tra i quali la sportiva californiana Tesla, la Mitsubishi i-MiEV e alcune microvetture.

Al di la del valore e della riuscita dell'iniziativa (ne sono già state organizzate numerose e altrettante seguiranno in molte città del mondo), è interessante analizzare il commento di Sylvie Savoca, che nel Principato è l'incaricata dei veicoli ecologici alla Direction del l'Environnement, rilasciato prima dell'inizio della manifestazione: “Chiunque potrà scoprire che condurre un mezzo elettrico non si limita al solo rispetto ambientale ma è anche una filosofia: la condotta “zen”. Guidare un mezzo elettrico porta il pilota a un nuovo tipo di piacere. Al volante non c'è che silenzio, calma e serenità”.

Si tratta, a nostro parere, di un illuminante concentrato dei principi ispiratori intorno ai quali dovrà probabilmente ruotare la futura comunicazione globale sull'auto elettrica. Un tipo di comunicazione che avrà il non facile compito di demolire progressivamente le nostre convinzioni sulle vetture dotate dei tradizionali motori termici e sul tipo di mobilità che esse hanno garantito fino a oggi, sostituendole con altre.

Alla nostra consolidata idea di brillantezza, scatto, flessibilità e piacere di guida che questo tipo di trazione ha consentito per oltre un secolo (rispetto alla quale la tecnologia non ha saputo finora proporre alternative convincenti), dovranno ora subentrare altre convinzioni, basate in parte sulle stesse idee, ma traslate sull'auto a batteria, sobria ed ecologica per definizione, ma che dovrà necessariamente essere descritta come portatrice di un piacere di guida diverso, ma altrettanto gratificante di quello consentito da un'auto tradizionale (e, ci auguriamo, non venga trascurato il fattore sicurezza).

Con buona pace degli amanti dell'”aroma” della benzina e del rombo degli scarichi arroventati. Riusciranno nel loro intento gli strateghi del marketing e della comunicazione? La strada non sarà in discesa, staremo a vedere. Certo è che se non ci riusciranno, ben difficilmente l'auto eletrica sarà in grado di affermarsi come alternativa alla vecchia “pistoni e cilindri”.

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