A Firenze scoppia la guerra della sosta: impugnato il regolamento comunale

Tre fiorentini sono ricorsi alle carte bollate contro il provvedimento che ha rivoluzionato i parcheggi in città.

29 marzo 2011 - 6:00

Nel capoluogo toscano è in corso una battaglia legale dal cui esito potrebbero scaturire ulteriori “ribellioni” dei cittadini di altri comuni dove gli amministratori abbiano eventualmente commesso irregolarità nel definire dove si può parcheggiare l'auto e dove invece non si può. Tre fiorentini, supportati da uno studio legale, hanno impugnato l'intero provvedimento di regolamentazione della sosta entrato in vigore lo scorso novembre, ritenendolo contradditorio e non conforme alla legge.

MOSSE E CONTROMOSSE – La micidiale bordata ad alzo zero ha costretto il comandante della Polizia Municipale a reagire, con l'urgenza del caso, sollecitando l'intervento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'unico modo legalmente valido per impedire che la regolamentazione già adottata venisse sospesa e che il comune fosse costretto a coprire in tutta fretta la segnaletica già predisposta. I tre cittadini hanno reagito annunciando che faranno ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) per impugnare a loro volta il provvedimento che permette al regolamento e alla segnaletica di restare in vigore, motivando il ricorso con il fatto che “non esiste alcuna urgenza di mantenere in essere detti atti, mentre esiste quella di revocarli, perché i cittadini pagano tutti i giorni il parcheggio e non avranno la possibilità di farsi restituire quanto indebitamente pagato”.

LE DIFFICOLTÀ – Il documento che illustra i motivi dell'impugnazione esordisce innanzitutto riportando con dovizia di particolari le difficoltà incontrate dagli esperti nel reperire le informazioni e i documenti utili a verificare se nel regolamento fosse contenuta qualche imprecisione. Difficoltà costituite da innumerevoli visite nei vari uffici dove la documentazione era dispersa e nel dover interloquire con personale non sempre collaborativo. Insomma, la solita estenuante battaglia del cttadino alle prese con una burocrazia poco interessata ad agevolarlo nel verificare la congruità di un atto pubblico.

INCONGRUENZE… – Quali sono, secondo i tre agguerriti fiorentini, gli errori commessi da chi ha ideato l'intero complesso di regole che disciplinano la sosta a Firenze, il cui centro abitato è stato suddiviso in cinque zone definite “ZCS”, cioè “Zone a Sosta Controllata”? Innanzitutto, rilevano gli esperti ai quali si sono affidati, ci sono incongruenze nell'individuazione delle cosiddette “aree non disciplinate”. Il Comune le avrebbe erroneamente equiparate a quelle libere, cioè non soggette al pagamento della sosta. Alcune di queste sarebbero state collocate nel centro abitato mentre in realtà, secondo le planimetrie, non vi apparterrebbero. Inoltre, secondo la documentazione dell'amministrazione, nelle aree non disciplinate ve ne sarebbero alcune di proprietà privata dove ovviamente non si può sostare, altre dove la sosta è materialmente preclusa dalle condizioni della strada e altre ancora dove essa è già vietata dalla segnaletica. Fin qui, le incongruità del regolamento che però, secondo i ricorrenti, conterrebbe vere e proprie violazioni di legge. Per esempio il fatto che, in contrasto con quanto prevede l'art. 7, comma 8 del Codice della Strada, non esistono adeguate aree a sosta libera in prossimità di quelle a pagamento o riservate ai soli residenti. Quelle a libero parcheggio, a dire il vero, si può evitare di predisporle in alcune zone, per esempio quelle “di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico”. Su questo punto, però, il ricorso afferma che, per definirle, il regolamento si rifa a un “piano del Traffico”, quello del 1999, nel quale si dichiara di “rilevanza urbanistica” l'intero centro di Firenze, senza peraltro definire meglio quali zone siano soggette alle particolari esigenze di un traffico, che dal 1999 a oggi, può anche aver subito variazioni significative.

…E IRREGOLARITÀ – I successivi rilievi mossi al regolamento forentino sono assai pesanti e affermano che la segnaletica verticale e orizzontale relativa alla sosta non è conforme al Codice della Strada. Quella verticale, per esempio, violerebbe gli art. 38 e 45 perché i cartelli già in uso sono stati corretti con etichette autoadesive rimovibili, mentre quella orizzontale destinata a delimitare gli spazi riservati ai residenti, di colore bianco, è coadiuvata da un cartello di divieto di sosta integrato con un pannello che reca l'avviso “eccetto residenti ZCS”. I tre esponenti hanno deciso di rendere pubblico il testo del documento d'impugnazione pubblicandolo su tre diversi siti internet: www.viverelacitta.it, www.perlasicurezzastradale.org e www.coordinamentocamperisti.it. Eloquenti le motivazioni dichiarate del loro gesto: “altri sindaci – affermano – utilizzano gli stalli di sosta per far cassa, inficiando il diritto alla libera sosta dei cittadini che sono anche utenti della strada”. Insomma, gli amanti delle interminabili battaglie tra i cittadini e la pubblica amministrazione troveranno nella vicenda parecchi motivi d'interesse.

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