A Cuba si potrà (finalmente) acquistare un'auto nuova

A Cuba si potrà (finalmente) acquistare un'auto nuova Forse questa volta ci siamo: Raoul Castro ha annunciato la sospirata legge che liberalizzerà il mercato dell'auto cubano. Ma le "classic car" americane potrebbero sparire dalle strade dell'isola

Forse questa volta ci siamo: Raoul Castro ha annunciato la sospirata legge che liberalizzerà il mercato dell'auto cubano. Ma le "classic car" americane potrebbero sparire dalle strade dell'isola

19 Aprile 2011 - 04:04

Il 6° congresso del Partito Comunista Cubano ha portato una ventata di novità (per ora solo annunciate) per i cittadini dell'isola caraibica. Tra queste, il presidente Raoul Castro ne ha anticipata una che potrebbe cambiare il volto automobilistico di Cuba: ai cittadini sarà presto concesso di acquistare un'auto nuova.

MUSEO A CIELO APERTO – Attualmente il regime mantiene ancora la ferrea regolamentazione che permette la libera compravendita delle sole auto già immatricolate fino al 31 dicembre 1958, cioè prima dell'avvento della “revolución”. Ma poiché in precedenza, durante la dittatura di Fulgencio Batista, Cuba era divenuta il paradiso di chi aveva i soldi (oltre che l'inferno di chi non ne aveva), le strade si erano riempite di mastodontiche e assetate vetture americane, prevalentemente di proprietà dei ricchi turisti yankee che avevano fatto dell'isola la loro metà tiristica d'eccellenza. Dopo la fuga di Batista e degli americani, questo patrimonio di vetture venne praticamente abbandonato e oggi, gelosamente custodito e tenuto in efficienza dai cubani, fa parte a pieno titolo del folklore dell'Isola, le cui strade sono una specie di museo a cielo aperto: circolare all'Avana è un po' come farlo nella Boston o nella Philadelphia degli anni '40 e '50.

PAROLA D'ORDINE: RAPPEZZARE – Attenzione, però: quello cubano è un museo che non tiene in nessun conto la verità storica e l'originalità dei suoi reperti, poiché aprendo il cofano di una vecchia Chevrolet Bel Air o di una Studebaker Conestoga non è improbabile trovarvi il motore di una Fiat o di una Ford degli anni '90, o anche più recente. Quel che conta è difendere la mobilità individuale, e poiché gli Stati Uniti mantengono l'embargo commerciale sull'isola e i ricambi “made in Usa”, d'epoca o meno, sono merce rara, l'unico modo per mantenere tale mobilità è rappezzare con ciò che si trova in giro i pachidermi di 40 o 50 anni fa, gli unici per i quali c'è la libera comprevendita.

IL “CERTIFICATO” – In teoria, l'acquisto di un auto nuova non è vietato, ma è subordinato a un'estenuante trafila che lo rende di fatto impossibile. Oltre ai soldi (che già nelle tasche dei cubani non abbondano), serve un certificato di autorizzazione all'acquisto che si ottiene dopo anni e anni dalla richiesta, durante i quali le autorità indagano minuziosamente sul passato e sul presente dell'aspirante proprietario per accertare se la sua ideologia sia sufficientemente “pura” e come abbia fatto a procurarsi il denaro destinato all'auto. Gli 11 milioni di cubani attendono da sempre una legge che liberalizzi il commercio di automobili, che sembrava dovesse arrivare già nel 2008. Poi, qualcosa (non si sa esattamente cosa) non funzionò e il progetto di legge fu rimesso nel cassetto e rimandato a tempi migliori.

BENEFICI PER L'AMBIENTE – Le recenti parole di Raoul Castro hanno riacceso le speranze degli automobilisti cubani, anche se ciò potrebbe portare all'impoverimento del vasto “museo dell'auto” dell'isola e, forse, anche alla sua scomparsa. Se i propositi governativi si tradurranno in realtà, del rinnovamente del parco circolante cubano ne beneficeranno l'ambiente e la sicurezza stradale, poiché questi “ricordi viaggianti” di un automobilismo che fu sono eccezionalmente inquinanti e anche insicuri. Ma sarà un vero e grande dispiacere per chi ama l'auto e che d'ora in poi certe reliquie potrà ammirarle solo ai raduni o nei musei, quelli veri.

1 Commento

aldo
20:11, 19 Aprile 2011

Un buon articolo, ben documentato e obiettivo. L'unica inesattezza è che le auto “trapassabili” a Cuba sono quelle immatricolate fino al dicembre 1960 e non '58…. ma va bene lo stesso.

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