Semaforo rosso per Opel: oggi è affidabile sul gpl, ma ieri…

Semaforo rosso per Opel: oggi è affidabile sul gpl, ma ieri… Opel strombazza la ridotta manutenzione delle sue auto a gas. Ma molti clienti ricordano ancora le centinaia di euro spesi per tenere in ordine le loro Zafira e Vectra a gpl. Andrebbero risarciti

Opel strombazza la ridotta manutenzione delle sue auto a gas. Ma molti clienti ricordano ancora le centinaia di euro spesi per tenere in ordine le loro Zafira e Vectra a gpl. Andrebbero risarciti

21 Maggio 2010 - 11:05

Le Opel a gas oggi sono affidabili. Lo sottolinea Il Sole 24 Ore sul suo blog motori. E nella pubblicità istituzionale della casa (vedere la foto), in bella evidenza in un ovale su fondo arancio, c'è scritto questo: “GPL senza manutenzione aggiuntiva”. La puntualizzazione è doverosa, ma noi la completeremmo così: “GPL senza PIÙ manutenzione aggiuntiva”. Già, perché fino a poco tempo le Opel a gas di manutenzione aggiuntiva ne richiedevano, eccome.

Lo sa bene la moltitudine di clienti che nel recente passato avevano acquistato modelli a gpl della casa tedesca (soprattuttto Zafira e Vectra) con propulsori 1.6 e 1.8 dotati di punterie meccaniche (quindi, senza recupero automatico del gioco delle valvole). Ovviamente, avevano optato per il gpl con l'intento di risparmiare sulle spese di mantenimento dell'auto.

Obbiettivo miseramente fallito, perché per tenere in ordine il motore, questi automobilisti sono stati costretti a spendere centinaia di euro in additivi per il carburante, kit di piattelli delle sedi valvole e rifacimento delle testate. Motivo: tali componenti si sono rivelati inadeguati a reggere le elevate temperature di lavoro deil gpl e il suo ridotto potere lubrificante.

Il lato sgradevole della faccenda è che questi clienti (noi ne conosciamo almeno una quarantina), prima di acquistare l'auto a gas o di farne trasformare l'alimentazione dal concessionario contemporaneamente all'acquisto, non erano stati avvertiti delle spese extra che avrebbero dovuto sostenere. Se ciò fosse avvenuto, forse Opel avrebbe venduto qualche vettura diesel o benzina in più e i suoi clienti avrebbero dovuto fronteggiare molti disagi e spese in meno.

Per chi i disagi li ha invece subiti, la pubblicità citata ha il sapore di una solenne presa in giro: “Oggi facciamo buone auto a gas – sembra voler dire Opel – ci dispiace tanto per chi ha acquistato quelle un po' meno buone”. Ma alle prese in giro si può anche rispondere seguendo il principio “l'unione fa la forza”.

Come? Ecco un suggerimento per i beffati da Opel: parlatevi tra di voi e, accertate le comuni sventure, prendete carta e penna e date il via a un'azione giudiziaria  collettiva per pretendere il risarcimento dei danni. Oggi la cosa si può fare e si chiama “class action”.

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