Semaforo verde per la GdF: va a caccia di cuscinetti falsi

Semaforo verde per la GdF: va a caccia di cuscinetti falsi Le Fiamme Gialle di Caserta hanno effettuato un blitz in alcuni depositi di Casagiove sequestrando 180 mila cuscinetti contraffatti...

Le Fiamme Gialle di Caserta hanno effettuato un blitz in alcuni depositi di Casagiove sequestrando 180 mila cuscinetti contraffatti...

11 Maggio 2010 - 09:05

Le Fiamme Gialle di Caserta hanno effettuato un blitz in alcuni depositi di Casagiove sequestrando 180 mila cuscinetti contraffatti (per un peso di 90 tonnellate e un valore di 5 milioni di euro) e denunciato tre persone per contraffazione, ricettazione e frode in commercio. Il materiale era contenuto in confezioni, anch'esse abilmente imitate, recanti il marchio di un noto produttore svedese i cui cuscinetti sono diffusissimi, per esempio, nei mozzi ruota di molti modelli di auto.

L'azione della GdF, che segue quella simile dell'aprile 2009 effettuata dalle autorità della Repubblica Ceca (in cui furono sequestrate 30 tonnellate di cuscinetti con il marchio del medesimo produttore e di altri) dimostra che la contraffazione di questi componenti dilaga in tutta Europa. Si tratta di un fenomeno dalle conseguenze potenzialmente disastrose per gli automobilisti poiché, al di là dei legittimi interessi dei produttori di ricambi originali (che devono difendersi dai danni causati dall'industria del falso), c'è da dire che un cuscinetto contraffatto e prodotto chissà dove può presentare, in tema di resistenza e di durata, prestazioni assai inferiori a quelle del materiale originale.

È evidente che in un componente così critico presente in sottoinsiemi fondamentali per la sicurezza come i mozzi ruote, tali scadenti caratteristiche possono causare cedimenti improvvisi, uscite di strada e quindi incidenti gravissimi. Si potrebbe puntare il dito contro i ricambisti troppo disinvolti che non hanno scrupoli ad approvvigionarsi di materiali scadenti e dai costi inferiori rispetto a quelli autentici, ma ciò sarebbe riduttivo: il fatto è che le Forze dell'Ordine hanno già accertato che i produttori di ricambi falsificati sono riusciti a infiltrarsi con successo nella filiera di quelli originali.

In pratica, ricambisti e meccanici possono anche essere in buona fede nel vendere e installare ricambi creduti originali e che invece sono contraffatti. Le tecniche di falsificazione diventano infatti sempre più sofisticate e le “patacche” sono sempre meno distinguibili dalle parti autentiche, mentre riprodurre perfettamente i marchi su imballaggi e confezioni ormai non comporta più alcuna difficoltà.

Difendersi? Praticamente impossibile. Quindi, ben vengano, e speriamo che vengano intensificate, le attività di controllo e repressione degli abusi.

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