150 auto blu all'asta: meglio che niente

Si aspettano i veri tagli veri ai costi della politica. Ma 150 auto blu in meno sono pur sempre un buon segno

14 marzo 2014 - 6:00

Carlo Cottarelli, il commissario per la spending review, è stato chiaro: l'intenzione è quella di lasciarne solo 5 auto blu per ogni ministero. Il premier Matteo Renzi s'è già mosso in questo senso, annunciando la vendita online delle prime 150 auto blu del Governo tramite un'asta su eBay, a partire dal prossimo 26 marzo. Si parte da una base di le auto di proprietà a disposizione del Governo che ammontano a 1.565, alle quali ne vanno aggiunte 315 a noleggio, 5 a leasing e 9 in comodato, per un totale di 1.894 macchine. Renzi ha citato il caso di Firenze dove nel 2012 ha messo all'asta le quattro vetture a disposizione del sindaco. Nel capoluogo toscano, la vendita ha portato nelle casse di Palazzo Vecchio 17.774 euro per la cessione di una berlina Volvo e di tre Alfa Romeo a gasolio acquistate cinque anni prima.

QUANDO LE VERE SFORBICIATE? – Le auto blu messe all'asta sono solo una parte delle prime modifiche che Renzi vuole apportare al nostro Paese: in ballo, ci sono anche la riforma costituzionale del Senato, il piano per le scuole e lo sblocco del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, tra le altre cose. Matteo Renzi ha detto di voler un'Italia più leggera alla guida del semestre Ue e di aver scelto l'hastag #LaSvoltabuona per il messaggio da lanciare. “Lavorare per cambiare l'Europa, ma bisogna cambiare noi stessi per essere in condizione di cambiare l'Europa. Perché questo accada, individuiamo un nemico contro cui battagliare in modo violento: ovvero chi dice 'si è sempre fatto così – ha spiegato Renzi -. Confermiamo ufficialmente 100 giorni di lotta dura per cambiare, prima la pubblica amministrazione ad aprile, poi il fisco a maggio e la giustizia a giugno, anche se queste cose non fanno parte del pacchetto di riforme di cui non abbiamo discusso. A luglio avremo un Italia più leggera. Politica, economia e occupazione sono i tre paletti”. Ed ecco dove Renzi vuole andare a sforbiciare: “Per la politica siamo partiti con la rivoluzione della legge elettorale con cui c'è un cambio strutturale. Poi, verrà la riforma costituzionale del Senato” con cui sarà ridotto il numero dei parlamentari. Il testo per la riforma “c'è, è pronto, ma prima di formalizzarlo diamo 15 giorni a chi vorrà dare indicazioni e poi si va in Parlamento” ha aggiunto. Inoltre, la riforma del titolo V della Costituzione, in cui c'è anche l'abolizione delle province e del Cnel.

QUANTE SONO OGGI – Le auto blu sono passate da 7.162 unità del gennaio 2013 a 6.504 nel novembre 2013; mentre le auto “grigie” (della pubblica amministrazione, ma non facenti parte del primo gruppo) sono passate da 53.277 a 50.077 unità. A rilevarlo è il censimento permanente delle auto pubbliche, realizzato da Formez PA su incarico del ministero per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione, aggiornato al 1° novembre 2013. Il parco auto complessivo, in dieci mesi, è passato da 60.439 a 56.581 vetture (delle quali 6.504 auto blu), con un calo del 6,4% rispetto a gennaio 2013 (dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012, la riduzione era stata del 3,1%). Dall'inizio del 2013, il parco auto della Pubblica amministrazione è diminuito di 3.741 vetture, in linea con il trend di riduzione degli ultimi anni. Questo consente una diminuzione della spesa per il 2013 pari a circa 110 milioni di euro, che si aggiunge a quella registrata nel 2012 (rispetto al 2011) di circa 130 milioni di euro. Il risparmio complessivo rispetto al 2011 sale quindi a 240 milioni di euro annui. Gli enti che partecipano al censimento sono stati 8.345, pari al 95% dell'universo di riferimento. La risposta delle amministrazioni si distingue per l'escalation positiva: si è passati, infatti, dal 59,2% degli enti rispondenti nel dicembre 2011 al 95% del novembre 2013, percentuale ormai stabile dall'agosto di quest'anno. Il 5% delle amministrazioni non ha risposto al censimento: questi enti, in base alle nuove norme, dovranno ridurre del 50% le spese per auto di servizio. Insomma, tagli leggeri: la strada è ancora lunghissima e vedremo fin dove si vorrà spingere Renzi, e fin dove la vecchia politica si opporrà. Perché le auto blu erano e restano il simbolo del potere, dello spreco, del superfluo, in un Paese in cui sempre più famiglie sono alle prese con gravi problemi economici e in cui la disoccupazione è dilagante.

3 commenti

Wancharida.Com
2:58, 6 aprile 2020

“Auto blu, le Maserati di La Russa su eBay” cioe LE! neanche LA. questo non lo scrivete? fango solo su chi e di sinistra? B U F F O N I ! ! !

rodica
16:07, 14 marzo 2014

come se puo pensare che una persona semplice , un operaio, arrivera a prendere una auto blu dell governo?????????????????????????tutte chiacchiere!!! e finito carnevale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!basta con le chiacchiere!!!!!!!!!!!!!

Stefano
14:26, 1 aprile 2015

Non avete nemmeno idea di quante spese fasulle a prezzi spropositati vengono attribuiti ad un auto blu. Prezzi enormi di manutenzioni esagerate inutili che solo per giustificare la spesa.
Il prezzo del veicolo è niente rispetto al costo del fso indotto creato intorno alle auto blu
Poi hanno il coraggio di metterti la
tassa del superbollo e ancor peggio il bollo sulle storiche ventennali

POTRESTI ESSERTI PERSO:

DPCM 6 marzo 2021

DPCM Draghi 6 marzo 2021: bozza e regole fino a Pasqua [PDF]

Il MIT cambia nome: nasce il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

Covid-19: lo smog rafforza il virus, lo studio in 82 città italiane