Chi compra un’auto usata è garantito per legge

9 novembre 2016 - 12:17

La garanzia è un diritto irrinunciabile del compratore privato che acquista veicoli usati da un professionista (concessionario, autosalone, officina ecc). Le norme del codice del consumo garantiscono infatti il compratore privato contro “difetti di conformità” del veicolo per 2 anni analogamente a quanto previsto per qualsiasi bene nuovo, auto comprese.

UN ANNO, MA SOLO SE LO ACCETTIAMO – Solo per le auto usate è possibile ridurre la copertura della garanzia però a non meno di 1 anno ma con l’espressa accettazione scritta del compratore. La riduzione della garanzia a meno di 1 anno anche con il consenso scritto del compratore non ha alcun valore legale. Sono le norme del Codice del Consumo che stabiliscono anche che la garanzia di conformità biennale non sussiste nei confronti di compratore-azienda o comunque soggetto giuridico. In questo caso valgono le condizioni stabilite contrattualmente dalle parti. Infine la compravendita di auto usate tra venditore privato e compratore privato non dà diritto alla garanzia di conformità essendo tutelata solo dalle norme del codice civile.

PRIMA ERA A SCELTA – Prima dell’entrata in vigore del Codice del Consumo il commerciante di auto aveva la facoltà di garantire la vendita di un’auto usata, stabilendone a suo piacimento la durata e i limiti. Oggi è obbligato per legge a garantire la trasparenza dell’acquisto e deve rimediare a difetti, compresi guasti non imputabili a normale usura o manutenzione, per una durata di 2 anni (riducibili a 1 con il consenso del compratore). In ogni caso (anche nell’acquisto di vetture nuove) la garanzia è dovuta al compratore privato per legge sempre dal venditore (che nel caso di auto nuova si può rivalere nei confronti del fabbricante).

OCCHIO ALLE KM0 – Attenzione quindi alle auto con chilometri zero, ovvero quelle immatricolate dai concessionari e rivendute a prezzi scontati come usato con garanzia della Casa. La garanzia del venditore per legge scatta dalla data di consegna e non dalla immatricolazione e pertanto se consegnata dopo 2 mesi dalla prima immatricolazione a nome del concessionario, la garanzia della Casa nei confronti del cliente in questo caso sarà di 22 mesi (garanzia residuale della Casa), ma quella del venditore nei confronti del compratore sarà comunque di 24 mesi. Per gli altri due mesi sarà il concessionario a risponderne in proprio perché non si può sottrarre a tale obbligo, salvo che non abbia fatto sottoscrivere un accordo in tal senso all’acquirente perché l’auto a chilometri zero è a tutti gli effetti di legge auto usata perché reimmatricolata in quanto la prima registrazione è normalmente a nome del concessionario e quindi la garanzia può essere ridotta con il consenso del compratore.

Per ulteriori informazioni vai alla nostra sezione sulla Garanzia auto Nuova o Usata

COME OPERA LA TUTELA – Il Codice del Consumo obbliga il venditore che esercita la professione di commerciante, a riconoscere all’acquirente consumatore privato la garanzia di conformità di due anni anche per le auto usate, analogamente a quanto previsto per le auto nuove. Il diritto di garanzia è irrinunciabile e qualsiasi dichiarazione liberatoria fatta firmare all’acquirente nel corso della trattativa, non ha valore giuridico. Per le auto usate, il Codice del consumo prevede che, con l’espresso consenso scritto dell’acquirente, il periodo di garanzia può essere ridotto a un anno, limite minimo per legge al di sotto del quale qualunque accordo è nullo. Se l’acquirente è una società o un libero professionista che compra l’auto per la propria attività o, se il venditore è un privato, l’unica tutela è costituita dal Codice civile perché la garanzia di conformità che abbiamo descritto è intesa dalla legge “garanzia al consumatore da parte dei commercianti professionisti”.

IL VALORE DEL BENE “CONFORME” – La garanzia di conformità ha lo scopo di dare all’acquirente la certezza che dopo l’acquisto dovrà affrontare solo le spese di manutenzione ordinaria e gli inevitabili inconvenienti legati all’età e allo stato d’uso del veicolo dichiarato dal venditore al momento dell’acquisto. Qualora dopo all’acquisto dovesse emergere con certezza, per esempio, che il numero di chilometri dichiarati dal venditore siano inferiori a quelli effettivi, il compratore può invocare la garanzia di conformità e obbligare il venditore a una riduzione di prezzo o all’annullamento del contratto con restituzione dell’auto e il rimborso del prezzo pagato. La legge in questo caso prevede però che il venditore possa essere compensato di una somma proporzionale all’uso del veicolo che si riferisce al tempo intercorso tra la data di acquisto e quella della contestazione del vizio di conformità.

Se non un vero e proprio stato d’uso, al momento dell’acquisto sarebbe consigliabile farsi rilasciare dal venditore una certificazione di conformità seria e semplice con le indicazioni solo delle informazioni più significative sulle condizioni del veicolo. La legge protegge il consumatore nei confronti del venditore considerato “esperto” e persegue l’obiettivo “usato a sorprese zero.
E’ il caso di segnalare che la manomissione del contachilometri oltre che costituire motivo di vizio di garanzia di conformità è anche una “pratica commerciale scorretta” punita dal Codice di consumo. Se portata davanti all’Antitrust può dar luogo a pesanti provvedimenti amministrativi nei confronti del venditore di entità proporzionale al suo giro d’affari totale come è già avvenuto in più di un caso in Toscana e Lombardia (vedere bollettino Antitrust).

Per cosa? – Il consumatore ha diritto alla certezza che il veicolo acquistato sia conforme in tutto e per tutto non solo al contratto sottoscritto, ma anche a ciò che è stato pubblicizzato, a ciò che è stato dichiarato alla presenza di testimoni e alle ragionevoli attese del Consumatore in rapporto al veicolo oggetto della trattativa (marca, percorrenza, anzianità). Il Venditore che si affida all’improvvisazione, a dichiarazioni avventate, vantaggi inesistenti va incontro al rischio di doverne rispondere. Perciò è consigliabile all’acquirente far assistere alla trattativa testimoni anche nella semplice veste di accompagnatori.

Per quanto tempo? – Ripetiamo che l’acquisto di una vettura nuova dà diritto alla garanzia legale di 24 mesi e non può essere limitata o esclusa. Ogni clausola in tal senso anche se accettata espressamente nel contratto è nulla. Per auto usate la garanzia può essere limitata a 12 mesi, ma il consenso scritto delle parti. In mancanza di tale accordo la garanzia ha durata biennale. L’equazione “usato uguale garanzia di 12 mesi” non trova riscontro nella legge. Nel momento in cui il Consumatore accetta una limitazione a 12 mesi, concede qualcosa che dovrebbe avere una contropartita.

E in caso di procura? – Se il venditore concessionario o commerciante indipendente dichiara di operare per procura con la vettura presente nella contrattazione nel salone senza intervento dell’effettivo proprietario, la legge presume che la vendita sia stata effettuata dal commerciante e l’acquirente avrà il diritto di pretendere dallo stesso la garanzia.

Mi chiedono una franchigia – Nessuna limitazione può essere imposta alla garanzia in quanto, come abbiamo visto, costituisce diritto irrinunciabile. Sono nulle pertanto le clausole che prevedono una franchigia sulle spese in caso di riparazione dei guasti coperti dalla garanzia. Il venditore è tenuto per legge ad accollarsi l’intero costo del ripristino del veicolo.

Per le vetture d’importazione? – La tutela vale anche per le macchine immatricolate per la prima volta all’estero e poi importate in Italia. Il venditore è obbligato a dare la garanzia di conformità delle auto usate.

Se la vettura ha problemi tecnici? – In caso di avaria non attribuibile a usura o carenza di manutenzione nel periodo di garanzia, si ha diritto senza spesa al ripristino del veicolo usato “conforme” alle condizioni contrattuali concordate al momento dell’acquisto. Le riparazioni dovranno essere eseguite in tempi ragionevoli, altrimenti è possibile chiedere un congruo compenso per gli eccessivi disagi subiti come per esempio il dover noleggiare una vettura sostitutiva. Se il guasto è di natura “improvvisa e accidentale” non è di responsabilità del Venditore e rimane a carico del Consumatore, salvo che il Venditore non abbia concesso una Garanzia Convenzionale Ulteriore, a estensione e integrazione della Garanzia di conformità dovuta per legge.

Se il guasto è attribuibile a usura, ma questa non è compatibile con la percorrenza dichiarata del veicolo, si tratta di un difetto di conformità. Se il veicolo è stato consegnato privo della documentazione relativa all’effettuazione dei tagliandi pregressi e la circostanza non è stata dichiarata al momento della vendita, il Consumatore ha giustificato diritto di ritenere che la manutenzione periodica non sia stata eseguita regolarmente e che pertanto il logorio del veicolo si può ritenere superiore a quanto rilevabile dal contachilometri e invocare la garanzia con diritto a una riduzione di prezzo da concordare o alla cancellazione del contratto con restituzione del veicolo e il rimborso del prezzo pagato.

Vai a discutere con il Commerciante… – Per i difetti manifestatisi dopo la vendita, risponde sempre il venditore. Si ribalta il vecchio rapporto fra commerciante e cliente, nel senso che nella precedente legislazione era l’acquirente a dover provare il difetto nei confronti del Venditore. Per i difetti che si manifestano nei primi sei mesi, Il Codice del consumo presume esistessero già al momento dell’acquisto e stabilisce che spetta al Venditore dimostrare non sono a lui imputabili. Il senso della normativa è che qualsiasi difetto di conformità è tale perché esistente al momento della vendita, anche se gli effetti del difetto si manifestino oltre i primi 6 mesi. In ogni caso, nel comunicare guasti o difetti il compratore avrà tempo due mesi per informare il Commerciante. In precedenza ogni malfunzionamento andava invece dichiarato entro otto giorni. Ora con una semplice raccomandata con ricevuta di ritorno si ha tempo due mesi dall’ultimo giorno di garanzia per reclamare un difetto a condizione che sia dichiarato che si sia verificato entro il tempo di copertura previsto dal contratto.
La garanzia scatta dal giorno della consegna e non da quello di immatricolazione. Pertanto per le auto nuove è consigliabile farsi timbrare dal venditore il libretto di garanzia della vettura (quello dei tagliandi per intenderci) con la data di consegna. Per le auto usate farsi rilasciare dal venditore una dichiarazione che attesti la data di consegna da cui scatta la garanzia. Solo in tal modo sarà possibile evitare possibili contestazioni sulla data di scadenza della garanzia.

In caso di ricorso al Giudice è bene ricordare che, in mancanza dichiarazione scritta del venditore o di testimoni, l’unica data a far fede sarà quella del passaggio di proprietà presso il Pubblico registro automobilistico (Pra). Come abbiamo accennato esiste un’altra arma formidabile a disposizione del consumatore per trattare con commercianti che non vogliono arrendersi al profondo cambiamento del quadro normativo. Non solo le false informazioni, ma l’omissione di informazioni e la vendita aggressiva sono sanzionabili come comportamenti sleali, con pesanti multe dell’Antitrust e conseguente pubblicità negativa. Per completare l’informazione va chiarito che l’Antitrust ha poteri solo di colpire i commercianti sleali con provvedimenti amministrativi (in verità molto esosi) per aver evaso le norme del Codice del consumo, ma non può condannare al risarcimento dell’acquirente per il quale è competente l’Autorità giudiziaria. Un precedente provvedimento dell’Antitrust però favorisce il successivo giudizio del magistrato ordinario nei confronti del consumatore danneggiato.

E i danni indiretti? – Le nuove norme non prevedono però esplicitamente il rimborso delle spese per il carro attrezzi o altre spese, come l’auto sostitutiva, conseguente al difetto. Tali spese dovranno essere vagliate dal giudice ordinario, salvo che il Commerciante non si sia organizzato per fornire servizi di Assistenza stradale. Questi servizi sono tipicamente coperti dalla Garanzia Convenzionale Ulteriore, che il Commerciante può includere volontariamente nel prezzo di vendita, ma non far pagare a parte.

“Usato Garantito”, garanzia di affidabilità per un Venditore? – “Usato garantito” equivale semplicemente a una garanzia aggiuntiva e ulteriore rispetto a quanto previsto dalla legge a carico del Venditore. Interviene specificatamente per i guasti improvvisi e accidentali, purché non dovuti a normale usura o insufficiente manutenzione. Chi offre “usato garantito” dovrebbe potersi ritenere un Venditore serio e affidabile, a condizione però che offra, in merito allo stato del veicolo, anche una serie di servizi e di informazioni allo scopo di assicurare correttamente il principio di trasparenza perseguito dalla legge. Tuttavia, spesso, la denominazione di Usato Garantito si trasforma in un classico specchio per le allodole perché induce il Consumatore a ritenere, in buona fede, che per qualunque inconveniente la garanzia provvederà senza costi per lui. È un equivoco che nasce dall’uso del termine garanzia, che viene assimilata alla garanzia del nuovo, mentre si tratta di cosa ben diversa. Può garantire una copertura maggiore di servizi (es. rimborso carro attrezzi, auto sostitutiva e spese accessorie) che non rientrano strettamente negli obblighi a carico del venditore, ma non è assimilabile alla garanzia delle auto nuove.
L’usato garantito, cioè corredato di un’esplicita garanzia convenzionale scritta, in termini chiari e comprensibili, ricorre assai spesso presso i concessionari ufficiali di marche prestigiose per vetture selezionate. Anche i Commercianti indipendenti possono offrire condizioni analoghe appoggiandosi a serie organizzazioni in grado di garantire veicoli di tutti i tipi anche fino a 10 anni di anzianità e con percorrenze di 150.000 Km e oltre.

Non tutte le garanzie convenzionali sono uguali – Non è il nome del fornitore della garanzia a dare certezza della qualità del servizio. Piuttosto è molto importante controllare le condizioni offerte. La legge richiede che vi sia certezza della prestazione in caso di guasto, eliminando ogni interpretazione discrezionale o cavilli tesi a negare o limitare il rimedio. Ricordare che in caso di contestazioni è sempre il venditore a risponderne. Nel caso (frequente) che l’organizzazione al quale il venditore ha affidato la gestione del servizio, ricorresse a pretesti vari per non riconoscere il problema in garanzia, il consumatore ha il diritto di rivolgersi al venditore per far valere i vostri diritti. Esigere sempre una garanzia convenzionale chiara e trasparente.

DIRITTI DEL CONSUMATORE – Attenti alle false aspettative; la garanzia è sempre legata all’uso pregresso del vicolo, e quindi abbiate sempre sott’occhio le TAVOLE DELLA GARANZIA. Il consumatore ha diritto alla conformità del veicolo acquistato rispetto:

  • Alle norme contrattuali;
  • Al contenuto della pubblicità;
  • Al campione mostrato;
  • A quanto promesso, in presenza di testimoni imparziali;
  • Alle ragionevoli aspettative del consumatore per lo specifico veicolo.

Nel caso che il venditore conceda una garanzia convenzionale ulteriore per guasti o rotture accidentali e improvvise, ovvero conceda servizi aggiuntivi, il consumatore ha diritto ad
una informazione chiara sui limiti e sulle condizioni di tale garanzia. In nessun caso la garanzia convenzionale può sostituire o ridurre le clausole e i contenuti della garanzia legale. Potrà soltanto integrarla ed estenderla. I contenuti della eventuale garanzia convenzionale ulteriore devono essere rese disponibili al consumatore in forma scritta, e costituiscono parte integrante del contratto. La garanzia legale e l’eventuale garanzia convenzionale ulteriore, in nessun caso possono costituire un costo acarico del consumatore.

Il consumatore ha il diritto di effettuare la manutenzione periodica dove preferisce, purché l’Officina sia qualificata, secondo quanto previsto dal  regolamento UE 461/2010. In caso di difetti denunciati dal consumatore il venditore ha il dovere di esaminare il fondamento del reclamo per contestarlo qualora immotivato o proporre uno dei seguenti rimedi :

  • Eliminazione del difetto e ripristino del veicolo alle condizioni di cui al momento dell’acquisto, senza spese per il Consumatore ed in un tempo ragionevolmente breve.
  • Qualora il difetto non risulti eliminabile, potrà proporre al compratore una riduzione del prezzo corrispondente al minor valore che il veicolo ha subito per effetto del difetto.
  • In casi estremi il consumatore ha diritto alla risoluzione del contratto, con la restituzione del veicolo e il rimborso del prezzo pagato oltre a spese ed oneri.
  • Il consumatore ha diritto di trattare esclusivamente con il Venditore, unico responsabile nei suoi confronti.
  • La garanzia sui veicoli usati non può essere inferiore a 12 mesi.

DOVERI DEL CONSUMATORE – Il consumatore è tenuto ad un uso corretto del veicolo, evitandone il sovraccarico, la circolazione su strade non adeguate. Deve inoltre attenersi alle disposizioni delle autorità preposte alla circolazione evitando usi diversi da quelli riportati sul libretto di circolazione.

  • Il consumatore è tenuto ad assicurare la manutenzione ordinaria prescritta dal Costruttore, e mantenere la documentazione fiscale degli interventi effettuati. In particolare il consumatore deve assicurare l’impiego di lubrificanti e ricambi della qualità prescritta dal costruttore.
  • Il consumatore non può considerare un difetto di conformità la sostituzione di particolari usurati, se raccomandati da officine qualificate ai sensi del Regolamento Europeo 416/2010.
  • Il consumatore non potrà considerare difetti di conformità la normale necessità operazioni di messa a punto, regolazione o pulizia di dispositivi installati sul veicolo.
  • In caso di difetto il consumatore deve presentare reclamo scritto al venditore, entro 60 giorni dalla scoperta del difetto.
  • In nessun caso il consumatore ha diritto a disporre riparazioni od altri interventi per la eliminazione del difetto, senza specifica autorizzazione del venditore, prima di 10 giorni lavorativi dal reclamo in caso di mancata risposta del venditore.
  • Il venditore può legittimamente rifiutare rimborsi per lavori effettuati prima di presentare reclamo, o comunque senza sua autorizzazione entro i termini previsti.

La legge definisce i vostri diritti, ma vi impone anche doveri specifici, da non perdere di vista.

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