Batterie auto: il test ADAC e i consigli su manutenzione e scelta

Batterie auto: il test ADAC e i consigli su manutenzione e scelta
Il termine batteria, utilizzato per indicare quel componente delle nostre amate auto, tanto indispensabile quanto temuto nei freddi mattini invernali, è l'appellativo che ha sostituito nel linguaggio comune il termine più tecnico di accumulatore di carica elettrica. Non a caso però, una batteria di accumulatori è definita come un insieme di elementi, detti celle, collegati tra loro con la funzione di cedere e ricevere energia elettrica.
COM'È FATTA UNA BATTERIA - Una comune batteria al piombo di un'automobile è costituita da sei celle elettrolitiche collegate in serie tra loro all'interno di un contenitore plastico che ha lo scopo di proteggere dalle vibrazioni e dagli urti il cuore dell'accumulatore e contenere la soluzione elettrolita fondamentale al funzionamento della stessa batteria. Ogni cella elementare è formata da un diverso numero di sottili lamine di piombo per l'anodo e biossido di piombo per il catodo separate da lamine di materiale isolante, il tutto immerso in una soluzione di acqua ed acido solforico ad una precisa concentrazione. Le celle elettrolitiche sono collegate a dei morsetti contraddistinti dal segno (+) e dal segno (-), rispettivamente per il polo positivo e negativo, visibili sulla parte superiore del contenitore plastico attraverso i quali avviene il collegamento all'impianto elettrico dell'auto e quindi la carica e la scarica della batteria. La notevole diffusione delle batterie di avviamento al piombo/acido, in campo automobilistico e non, è dovuta alla capacità di erogare correnti molto elevate pur godendo di prezzi di acquisto molto contenuti, vantaggi che contrastano la necessità di effettuare una manutenzione periodica ed una limitata resistenza alla scarica totale.

LO SPIONCINO MAGICO

- Negli ultimi anni un gran numero di produttori di batterie ha dotato gli accumulatori di idrometro ottico di monitoraggio della carica; tali indicatori ottici si prestano a comunicare, attraverso il cambiamento di colore riflesso sulla lente esterna, se lo stato di carica è ottimale e quando una batteria ha bisogno di manutenzione, secondo colorazioni stabilite dal produttore. Le informazioni trasmesse dallo spioncino magico però sono largamente indicative poiché considerano la quantità di elettrolita corrispondente ad una singola cella su sei, confondendo in molti casi l'automobilista che pur rilevando uno stato di carica ottimale non riesce ad avviare il motore dell'auto.

TENSIONE E SPUNTO

- La tensione di una batteria al piombo per autovetture è 12 Volts (circa 2 Volts per cella); la capacità indica la quantità di carica che una batteria può immagazzinare ed è espressa in Ah (Ampere-ora), il valore di capacità per una batteria che riporta la dicitura 50Ah(C20) indica che la batteria è capace di erogare una corrente di 2,5 Ampere per un tempo di 20 ore prima di raggiungere la tensione di 10,5 Volts; la corrente di spunto o corrente di avviamento a freddo rappresenta la massima corrente che la batteria è capace di erogare per 30 secondi prima di raggiungere la tensione di 7,2 Volts e risulta circa 8 volte maggiore della capacità (ad esempio: 400A), quindi è chiaro che tra due batterie a parità di capacità è da preferire quella con uno spunto maggiore facilitando così le fasi di avviamento del motore.

COME FUNZIONA?

- Il principio di funzionamento di una batteria al piombo è la reazione di ossido-riduzione reversibile che trasforma l'energia chimica, dovuta alle sostanze che costituiscono la cella elettrolitica, in energia elettrica durante il processo di scarica e viceversa nel processo di carica. Durante la scarica la batteria fornisce energia elettrica e la reazione chimica comporta la produzione di solfato di piombo, un sale poco solubile, che tende a stratificarsi sulle piastre dell'accumulatore sottoforma di piccoli granuli. Il processo di carica della batteria comporta le stesse reazioni del processo di scarica che avvengono, in questo caso, in maniera inversa in quanto indotte dall'energia elettrica fornita dall'impianto di ricarica del veicolo. Durante la carica i cristalli di solfato di piombo, formatisi nel processo di scarica, vengono trasformati in piombo e biossido di piombo, tornando in soluzione.
Se entrambi i processi si bilanciano, quindi la carica ceduta viene recuperata, la batteria godrà di uno stato di carica ottimale nel tempo.


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