Cambio automatico, da umiliante ripiego a optional più richiesto in Italia

Sempre più italiani pensano che il cambio automatico non sia un vezzo americano, ma non è sempre stato così

Cambio automatico, da umiliante ripiego a optional più richiesto in Italia
Negli anni '80 la percentuale di diffusione delle vetture con cambio automatico non arrivava in Italia neanche all'1% del parco circolante, la più bassa in assoluto fra i Paesi ad alto indice di motorizzazione. Tale esigua minoranza era costituita essenzialmente da auto di grossa cilindrata di prestigiosi marchi esteri sulle  quali il cambio automatico, spesso fornito di serie, costituiva il naturale equipaggiamento ai fini del massimo confort di guida.Attualmente,nel nostro Paese, la percentuale delle auto nuove immatricolate dotate di cambio automatico supera il 20% e il trend è in continua crescita. Per avere termini di paragone a livello mondiale, basti pensare che negli USA ben il 96% delle auto circolanti dispongono di cambio automatico (30 anni fa era già il 71%), mentre nel resto dei Paesi UE la diffusione media (in crescita) è di circa il 30%.

CAMBIAMENTO CULTURALE

Negli ultimi 10 anni la situazione in Italia è progressivamente cambiata: il cambio automatico, nelle sue varie espressioni, è ora un optional richiesto anche sulle city car (FCA lo propone allo stesso prezzo del cambio manuale) ed è ormai irrinunciabile sulle auto del segmento premium e sulle sportive di alte prestazioni tutte dotate di cambi sequenziali con palette al volante. Già negli anni '60 e '70 anche buona parte delle auto europee di piccola e media cilindrata (la Mini è stata tra le prime) erano disponibili a richiesta con il cambio automatico o semiautomatico, tuttavia una sorta di inerzia mentale, mista a pregiudizi radicati, induceva l'automobilista medio italiano a considerare il cambio automatico un ripiego umiliante fatto per chi non sapesse guidare. Alla base di tale storica ostilità vi era indubbiamente molta disinformazione. Non pochi automobilisti credevano (e credono ancora) che il cambio automatico sulle auto fosse del tutto simile al sistema adottato sui ciclomotori e scooter monomarcia privi di frizione.

CHI LO PROVA NON LO LASCIA PIU'

Che tale convinzione fosse solo preconcetta, lo dimostra il fatto inconfutabile che coloro i quali  hanno deciso di provare per la prima volta il cambio automatico, poi non vi hanno più rinunciato. Bisogna riconoscere che il notevole successo commerciale della Smart nel nostro Paese ( l'Italia è il primo mercato europeo per Smart  e Roma è la prima città al mondo per diffusione della piccola citycar), abbia contribuito in modo determinante a far conoscere, specie all'utenza più giovane, i vantaggi del cambio automatico nell'uso prevalentemente urbano. Questo è accaduto nonostante il cambio della Smart fosse uno dei primi elettro-attuati (i cosiddetti robotizzati), non molto rapido nelle cambiate, quindi abbastanza lontano dalle prestazioni degli attuali rapidi cambi a doppia frizione a gestione elettronica (sai quanti tipi di cambi esistono? Scopri qui le differenze tra le varie trasmissioni).

AUTOMATICI PER TUTTI I GUSTI

Oggi si può affermare che i moderni cambi automatici sia del tipo con convertitore di coppia, sia elettro-attuato a doppia frizione, sono in grado di fornire eccellenti prestazioni, piacere di guida ed anche una  riduzione dei consumi di carburante (grazie all'elettronica) rispetto al tradizionale cambio manuale. Nel giro di due decenni si è passati progressivamente dal tradizionale cambio automatico a 3 rapporti + retromarcia destinato essenzialmente a vetture di lusso con grande coppia motrice, al 4 marce con o senza gestione elettronica, per poi passare al 5 o 6 marce. Attualmente convivono cambi automatici idraulici con convertitore di coppia a 6,7, 8 e 9 marce, e quelli a doppia frizione o singola frizione, tutti utilizzabili anche in modalità sequenziale manuale. Ovviamente, anche per le ibride il cambio automatico è la soluzione ideale.

DE PROFUNDIS  PER LA FRIZIONE

Ma al di là del tipo di cambio automatico, del numero di marce, della rapidità delle cambiate, del kick down, e delle modalità sport, la vera carta vincente dell'automatico, gradita a tutti gli automobilisti, è l'eliminazione del pedale della frizione, da sempre una vera tortura nel traffico urbano. Peraltro tale organo meccanico ormai da vari decenni non subisce alcuna evoluzione tecnica significativa e ciò la rende  concettualmente obsoleta. Inoltre, come è noto, la sua efficienza e durata dipende molto dalle caratteristiche del guidatore. Su non pochi modelli premium o sportivi di notevole potenza il cambio manuale non viene più proposto per assenza di richieste e per oggettivi  limiti funzionali della frizione che diventa ingestibile, faticosa e poco duratura con oltre 500 CV da scaricare a terra.

Pubblicato in L'esperto di SicurAUTO il 01 Dicembre 2017 | Autore: Bruno Pellegrini


Commenti

Marcello il giorno 01 Dicembre 2017 ha scritto:

Si, tutte belle parole condivisibili. Però non viene menzionato il fatto che costa circa 1.500 euri in più del manuale, e ciò non "aiuta" alla diffusione... e se costasse uguale allora si, che venderebbe di più.

Bruno Pellegrini il giorno 01 Dicembre 2017 ha scritto:

Gent.mo Marcello,
certo l'assenza di sovrapprezzo, come Lei osserva, agevolerebbe molto la diffusione del cambio automatico. La promozione FCA va in questa direzione. Tuttavia alcuni optional molto meno utili del cambio automatico hanno lo stesso prezzo. Quindi è importante scegliere con razionalità.

Albe il giorno 02 Gennaio 2018 ha scritto:

Condivido l'osservazione di Marcello, aggiungo inoltre che su molte auto, per avere il cambio automatico, bisogna andare su motorizzazioni molto spinte. Pensate alla nuova t-roc: per avere il diesel automatico bisogna per forza scegliere il 2000 4x4 dal costo, ovviamente, più alto.
La promozione FCA comunque è durata 1 mese.
E vi parla una persona che ha l'automatico e non torna piu indietro.

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