Auto nuova difettosa: il caso eclatante di un cliente arrabbiato

Quando l’auto di un cliente arrabbiato diventa la valvola di sfogo, si assiste ai casi più originali ma meno efficaci di far valere i propri diritti

Auto nuova difettosa: il caso eclatante di un cliente arrabbiato
Talvolta i clienti insoddisfatti della propria auto nuova a causa di guasti frequenti o ritenuti gravi reagiscono in modo energico o plateale nell'intento di far valere i propri diritti o semplicemente per danneggiare l'immagine del marchio coinvolto nella disputa. Oggi ci sono molti strumenti per ottenere giustizia o clamore mediatico senza intraprendere azioni legali lunghe e dispendiose: basti pensare ai programmi televisivi a difesa dei consumatori, alle segnalazioni ai giornali o ai siti web del settore come SicurAUTO.it (si vedano i tanti casi affrontati nella rubrica L'esperto), ai vari enti di difesa del consumatore. Ma fino agli anni '80 il panorama nazionale offriva poche possibilità di rivalsa ed era frequente imbattersi in clienti esasperati e delusi che minacciavano di rendere di dominio pubblico i difetti della propria auto con scritte o cartelloni installati sulla vettura. In gran parte si trattava solo di minacce o sfoghi emotiviche non trovavano reale attuazione, tranne questa volta. Ecco come sono andate le cose.

UN GUASTO AL CAMBIO

Negli anni '80 assistiamo al primo boom di vendite delle grosse berline dotate dei nuovi motori turbodiesel prestazionali. Vetture belle, veloci che nulla hanno da invidiare alle sorelle a benzina, con il grosso vantaggio del basso prezzo di allora del gasolio. Ebbene, ad una di queste berline, con motore 2.4 turbodiesel, si rompe un cuscinetto del cambio (un 5 marce manuale). Evento insolito ma non impossibile. L'auto è in garanzia ed il guasto è ovviabile sostituendo i soli componenti danneggiati. Tuttavia,  considerando il limitato chilometraggio e la categoria dell'auto si concorda con la concessionaria venditrice la sostituzione del cambio completo, nella convinzione di soddisfare totalmente il cliente. Chi scrive era in quegli anni ispettore tecnico della Casa in questione.

IL CARTELLONE DELLA DISCORDIA

L'intervento viene effettuato in tempi brevi ma, dopo un paio di settimane,  il portiere della nostra sede ci informa che un'auto delle nostre è parcheggiata davanti all'ingresso con un grosso cartellone sul tetto su cui campeggia la scritta su ambo i lati "Non comprate questa macchina, è pericolosa". Dalle finestre dei nostri uffici assistiamo stupiti alla scena: l'auto fa più volte il giro dell'isolato, fra la curiosità dei passanti, per poi fermarsi nuovamente davanti alla nostra sede. Una telefonata al concessionario chiarisce che si tratta proprio del proprietario dell'auto alla quale è stato sostituito il cambio in garanzia. In effetti apprendiamo che il cliente in questione aveva accennato al capo officina, al momento di ritirare la vettura, che avrebbe messo un cartello denigratorio sul tetto dell'auto ma la minaccia era stata intesa come il solito sfogo polemico che non avrebbe avuto alcun seguito.

ARRIVA LA POLIZIA

Il collega dell'ufficio legale, ravvisando il reato di pubblicità denigratoria (vietata dal nostro ordinamento giuridico), decide di fermare la sceneggiata e avvisa il commissariato di zona. La Polizia interviene rapidamente fermando per una intera giornata auto e guidatore. Ovviamente questo è stato invitato a smontare subito il cartellone posto poi sotto sequestro. Il commissario ci ha poi riferito che l'autore del gesto non si aspettava l'intervento delle Forze dell'Ordine e di avere avuto paura per un possibile arresto. I tempi cambiano, le auto anche ma i problemi sono ancora esternati in modo pittoresco, come dimostra questa foto scattata recentemente in Gran Bretagna. Quindi, prima di perdere le staffe e distruggere l'auto a picconate nel piazzale della concessionaria (si perde ormai il conto di clienti facoltosi che danno sfogo artistico alla rabbia trasformando vetture di lusso in catorci d'arte solo per vendetta nei confronti della Casa), è più ragionevole intraprendere la strada pacifica, talvolta con buone dosi di pazienza e tolleranza puntando sempre e comunque a far valere i propri diritti di consumatori.

Pubblicato in L'esperto di SicurAUTO il 14 Novembre 2017 | Autore: Bruno Pellegrini


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