Auto a guida autonoma e infrastrutture, a che punto siamo in Italia?

Il futuro dell’auto a guida assistita è condizionato dalle infrastrutture: ecco come si preparano gli operatori della telematica e del post-vendita

Auto a guida autonoma e infrastrutture, a che punto siamo in Italia?
Le due forti evoluzioni dell'auto, la guida autonoma unita alla capacità di stare connessa con l'ambiente, porteranno allo sviluppo di nuove offerte di servizi. Le molte previsioni sui futuri scenari sono talvolta poco realistiche soprattutto sui tempi. Tuttavia servono a dare concretezza all'ipotesi che il settore  possa subire una marcata seppur graduale  trasformazione nei prossimi anni. Di questo e di molto altro si è discusso nel 6° Summit della telematica e del post-vendita al quale SicurAUTO.it ha preso parte, ecco come gli operatori si stanno preparando all'arrivo della guida autonoma ma soprattutto qual è la percezione dei servizi innovativi con il parere degli esperti del settore.

CIFRE  DA CAPOGIRO

Secondo uno studio di McKinsey il mercato automotive in 15 anni potrebbe diventare una torta da 6.600 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto ai circa 3.500 del 2016. Il post-vendita potrebbe passare da 840 a 1.270 miliardi di dollari, con un incremento intorno al 50%. Anche per le vendite di auto si stima un aumento da 2.600 a 3.800 miliardi. Ma il vero boom è atteso per la spesa di mobilità condivisa che crescerebbe dai 21 miliardi del 2016 agli oltre 1.300 miliardi del 2030.  I servizi generati dai dati resi disponibili  dalla connettività potrebbero aumentare invece di 15 volte, passando da 14 a 210 miliardi, a cui andrebbero aggiunti i potenziali risparmi nell'uso e nella gestione del veicolo. Queste stime, non tutte condivise dagli analisti, rappresentano una sfida ambiziosa per i costruttori che incontreranno vari concorrenti e con alcuni dei quali sarà consigliabile fare accordi.

PREVISIONI OTTIMISTICHE SUGLI INCIDENTI

Gianpiero Mosca, A.D. di Aon giudica poco realistica la previsione della Commissione Europea secondo cui, già nel 2020 si avrà una drastica riduzione dei sinistri grazie alla guida assistita ed autonoma. Questo perché la tecnologia specifica è ancora immatura (vedi qui il più grande test in Europa della tecnologia V2X) ma soprattutto per la mancanza delle necessarie infrastrutture e adeguate normative. A tale proposito si prevede che il progetto Smart Road di Anas, leggi qui come dovrebbe diventare la Salerno Reggio-Calabria sarà realmente operativo non prima del prossimo decennio. Anche Toni Purcaro, managing director di Dekra e Andrea Alessi direttore Divisione VW nei loro interventi hanno posto l'accento sul notevole ritardo delle infrastrutture e delle normative rispetto alla tecnologia delle auto a guida assistita. Secondo Alessi, VW dal 2025 sarà in grado di produrre auto a guida autonoma e connessa.

SCATOLA NERA TROPPO COSTOSA

Mosca ha inoltre sottolineato che solo una compagnia assicuratrice ha fin'ora investito in modo massiccio sulla soluzione telematica (scatola nera), mentre le altre compagnie ne scoraggiano addirittura l'installazione a causa degli elevati costi del componente, del montaggio e della gestione dei dati. D'altra parte, recenti sondaggi hanno evidenziato che i consumatori hanno più fiducia nei marchi automotive che non nei brand della tecnologia digitale. Fra le motivazioni di acquisto, la connettività risulta al 4 posto ben distanziata dall'immagine del brand, dai consumi e dalla sicurezza. Molto interessante e realista l'intervento dell'ing. Eugenio Razelli, ex A.D. di Magneti Marelli il quale prevede i primi sistemi di guida assistita di livello 2 a partire dal 2021.

RIPARATORI AUTORIZZATI IN RIPRESA

Nel corso del convegno si è parlato anche di riparatori, revisioni e di post-vendita on line. Andrea Biava, direttore rete di Volvo Italia rispondendo ad una domanda di Pier Luigi Del Viscovo, moderatore del convegno, ha evidenziato  la positiva inversione di tendenza che ha interrotto la diminuzione dei riparatori ufficiali iniziata nel 2007. Parallelamente, il numero dei riparatori indipendenti è rimasto più o meno costante. Fabrizio Guidi, presidente di AsconAuto giudica comunque eccessivo il numero dei riparatori indipendenti soprattutto rispetto alle realtà degli altri Paesi europei. Toni Purcaro di Dekra si aspetta un calo del numero di prime revisioni dopo i primi 4 anni a causa della contrazione delle vendite degli anni precedenti. Interessanti i dati emersi da un sondaggio sul post-vendita on-line per le operazioni consentite da tale sistema. L'indagine evidenzia un ridotto divario di gradimento tra la fascia 35-44 anni (37%),  e quella da 55 a 65 anni (34%), mentre risulta inaspettata la limitata propensione al sistema on-line della fascia più giovane 25-34 anni (26%).

Pubblicato in L'esperto di SicurAUTO il 06 Febbraio 2018 | Autore: Bruno Pellegrini


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