Sicurezza passiva. Ecco le novità ISO

Si è chiuso nei giorni scorsi, presso la sede dell'UNI a Milano, un ciclo di riunioni internazionali ISO (gruppi di lavoro internazionali ISO TC22/SC10 e SC12) sulla protezione degli utenti della...

27 Maggio 2010 - 07:05

Si è chiuso nei giorni scorsi, presso la sede dell'UNI a Milano, un ciclo di riunioni internazionali ISO (gruppi di lavoro internazionali ISO TC22/SC10 e SC12) sulla protezione degli utenti della strada in caso di incidente.

L'Italia è in prima fila nel processo di aggiornamento delle linee guida sulla sicurezza passiva e non è un caso che gli incontri siano stati organizzati dalla Commissione CUNA Sicurezza Passiva ed Ergonomia nella sede UNI. La finalità più importante delle riunioni era di convergere verso un'unica scrittura delle norme in questione che sono già in una fase avanzata di elaborazione, oltre a deliberare un testo condiviso dai partecipanti su ogni specifico tema.

La novità più significativa è l'istituzionalizzazione delle simulazioni virtuali – enormemente perfezionate grazie alle conoscenze moderne su queste tecnologie – che consentono di ottenere test più affidabili, soprattutto nell'effettuazione dei calcoli, grazie alla combinazione di tutte le possibili tolleranze rispetto ai materiali usati e alle variabili che spesso possono presentarsi tra un crash test e l'altro (riducendo le incognite ad un valore tra X e Y).

Oltre agli effetti positivi sull'attendibilità dei test e dei relativi calcoli, la procedura virtuale consente al produttore di ridurre costi e tempi.
Ciò non vuol dire rinunciare al crash test che rimane sempre un elemento indispensabile di valutazione, per verificare sul campo tutti i dati, ma a quel punto la produzione si troverà in fase più avanzata e il test fisico potrà essere spostato molto più avanti nel tempo.

I manichini hanno sempre giocato un ruolo di primo piano nel protocollo di prova e di valutazione della prova. li interventi riguardano in particolare il manichino WorldSID (World Side Impact Dummy) e l'intera nuova serie Q di manichini bambino (1 anno, 3 anni, 6 anni e 10 anni) che permette una migliore progettazione di seggiolini per bambino.

Due le novità fondamentali: adeguamento del biotipo all'area asiatica e sudamericana; i vecchi manichini infatti sono stati sviluppati con conoscenze e tecnologia nella migliore delle ipotesi risalente a 15 anni fa e tenendo in considerazione i prima paesi tradizionalmente motorizzati (area Europa e USA). Il nuovo modello congloba anche l'area asiatica e sudamericana (per fare un esempio considera un'altezza leggermente più bassa).

Contemplazione di danni non riscontrabili con il vecchio biotipo. Grazie all'avanzamento della tecnologia elettronica è stato possibile incrementare il monitoraggio di collo, spalla e femori (per quanto riguarda l'urto laterale) e degli arti inferiori nella loro totalità per quanto concerne l'urto frontale, non considerati dal vecchio modello che era stato ideato per registrare solo i danni più gravi e possibili cause di decesso.

Il manichino antropomorfo misura la probabilità che un essere umano subisca un certo tipo di lesione. Ad esempio misura la tolleranza umana all'impatto rispetto ad una frattura del costato. Con i vecchi manichini l'ampiezza del database era molto inferiore, i nuovi tipi sono indubbiamente più biofedeli e considerano parti del corpo ulteriori rispetto a torace testa addome e bacino. L'evoluzione è dovuta anche all'incremento di lesioni a collo, spalla e arti inferiori. Si cerca ovviamente di diminuire sempre più i danni.

fonte – repubblica.it

Commenta con la tua opinione

X