Toyota: auto più sicure per i bambini con i crash test virtuali

Airbag e sedili non saranno più solo a misura di adulto: Toyota introduce nuove feature ai crash test virtuali con i manichini di 10, 6 e 3 anni

1 luglio 2016 - 12:38

Nell'ultimo update del software che Toyota ha contribuito a sviluppare per simulare al computer gli effetti dei crash test sono stati inseriti anche i bambini. Resta comunque una differenza tra i test virtuali e quelli reali, che non potranno mai essere sostituiti del tutto.

I CRASH TEST VIRTUALI Con sempre più potenti e precise tecnologie a disposizione è stato aggiornato ancora una volta un software che permette di simulare in modo virtuale dei crash test. Le fasi di sviluppo di ogni modello da anni a questa parte passano per i crash test simulati al computer, poiché permettono di ottenere dei risultati discreti con una spesa nulla – non c'è l'effettiva costruzione e distruzione di un'auto fisica – lasciando ai test di impatto reali semplicemente il compito di validazione finale. Oltre al vedere come si comporta idealmente l'auto, con le relative deformazioni, il programma prevede anche uno studio dei danni che potrebbero subire dei passeggeri: finora il software ha previsto esclusivamente passeggeri adulti, sulla base dei quali quindi venivano sviluppate le auto, mentre dall'ultimo aggiornamento sono stati inseriti anche i bambini.

BAMBINI VIRTUALI Progettare un'auto simulando al suo interno esclusivamente passeggeri adulti crea un errore di fondo di progettazione non trascurabile, soprattutto in virtù delle valutazioni specifiche introdotte nei crash test proprio per capire i danni che potrebbero subire bambini correttamente seduti sui seggiolini: a tal proposito leggi il nostro #SicurEDU per sapere tutto sui seggiolini da auto per i bambini. Durante gli impatti virtuali, quindi, sono stati inseriti tre modelli diversi di bambini selezionabili, così da coprire un ampio panorama di casistiche ed adattare lo sviluppo della cellula dell'auto di conseguenza. Un portavoce del brand ha spiegato che i modelli, completi anche di ossatura e simulazione delle interazioni degli organi interni così come del cervello, fanno riferimento a bambini di 3, 6 e 10 anni e con corporatura studiata seguendo i dati del Centers for Disease Control americano.

REALE VS VIRTUALE Se da un lato i crash test virtuali possono aiutare le Case in primis ad abbattere i costi di sviluppo e poi a capire “cosa potersi aspettare” da una prova di impatto reale, dall'altro non prendono in considerazioni le variabili si assemblaggio che, invece, esistono nella realtà. Secondo Russ Rader, portavoce dell'Insurance Institute for Highway Safety, i software possono arrivare ad essere perfetti mentre le auto possono mostrare anche variazioni tra i modelli di preserie e quelli che lasciano la linea di produzione ogni giorno. I software non potranno quindi mai sostituire del tutto i crash test reali, ed infatti tutte le validazioni finali sui modelli vengono fatte con impatti reali e non simulati (guarda il video esclusivo del crash test live che abbiamo visto con Fiat).

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