Test box da tetto: più sicurezza ma tante cose da migliorare

Su 8 box da tetto testati dal TCS solo uno spaventa nel crash test mentre è globalmente cresciuta la sicurezza e la qualità costruttiva

29 novembre 2013 - 7:00

Il TCS ha messo sotto torchio 8 box da tetto prima delle vacanze invernali, riscontrando che a differenza dei test passati, i Costruttori hanno migliorato notevolmente la sicurezza dei bauli. Ma tra un eccellente solitario e una maggioranza con buoni voti e piccoli difetti da migliorare c'è ancora qualche prodotto pericoloso in caso d'incidente a bassa velocità.

UNO QUASI PERFETTO – Nel test dei box da tetto di quest'anno il Touring Club Svizzero ha confrontato prodotti di marchi conosciuti nel mondo degli accessori aftermarket e altri acquistabili sul web con capienze variabili da 410 a 650 litri. Il prezzo, che non è sempre un indice affidabile di qualità, stavolta è l'eccezione che smentisce la regola: il più caro Thule Motion 800 (460 l – 569 euro) si classifica con il voto “eccellente” ma non certo per il listino più alto di tutti. Le valutazioni dei tecnici svizzeri si sono soffermate sulla qualità costruttiva, sulla semplicità d'uso, sulla sicurezza durante la guida e in un crash test a 30 m/h. Il Thule Motion 800 ha convinto il TCS da ogni punto di vista: resta fermo durante la guida dell'auto ed è sicuro nel crash test, oltre ad essere facilmente installabile grazie alle istruzioni perfette. L'unico punto debole evidenziato sta nella media resistenza delle plastiche se esposte al freddo.

EN PLEIN SFIORATO – In coda al primo della classe 2013, si posizionano l'Hapro Traxer 6.6 (410 l – 366 euro) e il Kamei 510 (510 l – 447 euro) con il voto “molto consigliato” per la sicurezza di marcia, il sistema di apertura e chiusura e la semplicità d'uso. L'Hapro però ha le cinghie ferma-carico scomode da infilare mentre il Kamei manca nel fissaggio senza limitatore di coppia e nella resistenza delle cinghie, che in un punto hanno ceduto durante il City Crash Test. La sicurezza durante la guida è il fattore che ha penalizzato i cargo box Neumann XX-Line (650 l – 406 euro), Atera Cargo 830 (410 l – 317 euro), Cartrend Exodus (420 l – 244 euro) e Rameder Black line 580 (580l – 366 euro) con la votazione “consigliati”.

SICUREZZA NELLA MEDIA E SUPPORTI DA MIGLIORARE – Il Neumann si è distinto per la comodità della doppia apertura, presente anche negli altri modelli, ma non dichiara il suo peso, rendendo difficile la comprensione del carico che può essere effettivamente stipato per non superare quello sostenibile dal tetto dell'auto in movimento (solitamente tra 50 e 75 kg). Durante la prova di stabilità si è mosso e il perno di fissaggio – troppo debole – potrebbe facilmente spezzarsi, lasciando il box libero di muoversi. Anche l'Atera stupisce per la doppia apertura ma poi non dà il massimo nella praticità d'uso: è facile sbagliare nel montaggio, durante lo smontaggio le maniglie possono cadere sul tetto e il volume effettivo è 58 litri più basso di quello dichiarato. Cartrend e Rameder sono ottimi per la sicurezza d'uso durante la marcia ma convincono meno nelle fasi di montaggio e di carico. Col Cartend  Exodus c'è il rischio di ferirsi per la chiusura troppo rigida, i ganci devono essere incastrati con forza nei fori e il carico consentito è eccessivo per la struttura. Rischi da non sottovalutare anche durante l'uso del Rameder Black line, che consente di bloccare la serratura anche se il coperchio non è perfettamente chiuso. Inoltre bisogna sigillare con nastro adesivo i fori inutilizzati sul fondo, chiedere aiuto a un'altra persona per montarlo sull'auto e il volume effettivo è quasi 100 litri inferiore a quanto dichiarato dal Costruttore.

RIMANDATO AL CRASH TEST – Le ottime istruzioni d'uso e il ridotto scarto del volume effettivo non salvano il box Jetbag 70 Premium (420 l – 341 euro) dal giudizio “consigliato con riserva”. L'unico cargo box ad avere l'apertura da un solo lato si è mosso notevolmente durante la prova di stabilità, ma si distingue dai concorrenti anche per essere l'unico rimandato alla prova del Crash Test City per aver spezzato le staffe posteriori nell'impatto a 30 km/h.

I CONSIGLI PER USARLI AL MEGLIO – Non sempre le istruzioni d'uso chiariscono il modo con cui disporre i bagagli per non destabilizzare troppo l'assetto dinamico dell'auto  e per evitare  che il carico sfondi il box in una frenata d'emergenza. I bagagli morbidi, quali borse, sacchi a pelo, coperte, ecc. andrebbero posizionati nello spazio anteriore del box per evitare, in caso d'incidente, che gli oggetti appuntiti perforino il box e il tutto va assicurato con cinghie di qualità. Non bisogna dimenticare che con il box sul tetto l'altezza dell'auto aumenta insieme alla sua superficie frontale e laterale. Di conseguenza, bisogna moderare la velocità rispetto alla guida di tutti i giorni e prestare maggiore attenzione al vento laterale. Per quanto riguarda il peso del carico, anche se offrono una capienza maggiore del bagagliaio di un'utilitaria, i box da tetto non sono fatti per trasportare oggetti particolarmente pesanti, che vanno posizionati correttamente nel bagagliaio. Il peso del carico trasportabile nel box si ottiene sottraendo al peso massimo trasportabile dal tetto (riportato sul libretto di uso e manutenzione) il peso del box sommato al peso delle barre portatutto, se queste non fanno già parte della struttura dell'auto. Al ritorno da ogni vacanza, se non utilizzato, il box va smontato per evitare fastidiosi fruscii durante la guida e un consumo di carburante mediamente superiore del 20%.

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