Pericolo camion. In America le barre anti-incastro posteriori non funzionano, i test IIHS

Una serie di crash test effettuati da IIHS mette in luce una grave mancanza di robustezza da parte delle protezioni anti-incastro dei camion, con serie conseguenze per gli automobilisti?

10 marzo 2011 - 12:00

Potete viaggiare su una delle auto più sicure del mondo, ma se disgraziatamente tamponate un camion dotato di una barra posteriore anti-incastro poco efficace o del tutto inesistente, le possibilità di sopravvivere sono relativamente basse, se non nulle.

Queste le chiare e schiette parole di Adrian Lunz, Presidente dell'Istituto americano IIHS, in merito allo studio sulla robustezza delle barre posteriori dei camion. Questo grande problema nasce da una normativa molto blanda, che negli USA prevede solamente la resistenza della barra ad un determinato carico (relativamente basso) e ne stabilisce la forma e l'altezza da terra. Ma tutto ciò non può bastare se un'auto va a tamponare il rimorchio in questione.

STATISTICHE AMERICANE – Nel 2009 il 70% delle 3163 persone morte in incidenti che coinvolgevano i camion erano automobilisti. Molti di loro si sono incastrati con la propria auto sotto il telaio del rimorchio del camion, con le conseguenze che si possono tranquillamente immaginare.

ZONE D'ASSORBIMENTO INUTILI – Il frontale delle automobili è progettato per deformarsi ed assorbire l'energia dell'impatto, rendendo quindi sopravvivibile anche un incidente a velocità sostenuta. Però se il punto iniziale dell'impatto è all'altezza del parabrezza, e non sul frontale, la zona di assorbimento non viene neppure coinvolta, e quindi l'ostacolo penetra nell'abitacolo con la probabile decapitazione degli occupanti, anche a velocità minime (parlammo di un pericolo simile in questo speciale). In casi come questi è fondamentale il lavoro svolto dalla barra anti-incastro dei rimorchi. Questa, essendo posizionata all'altezza del frontale dell'auto, se è abbastanza robusta da sostenere l'impatto della vettura, non farà incastrare la stessa sotto il rimorchio e farà funzionare efficacemente la zona di deformazione del veicolo, che proteggerà i passeggeri prevenendo spiacevoli effetti “ghigliottina”.

I CRASH TEST FRONTALI – Per verificare la protezione dei sistemi anti-incastro è stata utilizzata una Chevrolet Malibu, riconosciuta come Top Safety Pick nei crash test IIHS (qui i dettagli del protocollo) e che ha ottenuto 5 stelle ai crash test NHTSA (maggiori dettagli sui test eseguiti qui). L'obiettivo principale era valutare la robustezza delle barre posteriori dei camion. Nel primo test l'auto va a tamponare il camion con tutto il frontale, alla velocità di 56 km/h. Sui vari rimorchi testati quello della Hyundai è stato il peggiore. Durante l'impatto i bulloni che uniscono la barra al telaio del rimorchio si tranciano di netto, con conseguente rottura della stessa ed inevitabile incastro dell'auto sotto il rimorchio. Le conseguenze per gli occupanti dell'auto sono letali. Alcuni rimorchi testati sono omologati anche seguendo la normativa canadese, più restrittiva ed esigente in quanto a robustezza rispetto a quella statunitense, questo ha permesso di salvare l'automobile e i relativi passeggeri virtuali.

I CRASH TEST OFFSET – Ma come si comportano le barre se l'auto le colpisce sullo spigolo? In questo test l'auto va ad urtare il rimorchio alla velocità di 56 km/h con il 50% del proprio frontale. Fra i vari modelli testati, quello che ha resistito perfettamente a questo impatto è stato provato anche con l'impatto offset del 30%. Se nella prima prova l'automobile andava a colpire il supporto verticale della barra, che con la sua rigidità sosteneva la spinta dell'impatto e salvava i malcapitati passeggeri, nel test con il 30% del frontale la vettura colpisce solo lo spigolo della barra, mancando il robusto supporto verticale. In questo caso l'auto piega completamente la barra di protezione del camion, e finisce la sua corsa sotto il telaio del rimorchio, con conseguenti rischi per il pilota.

PETIZIONE SALVAVITA – Il Presidente Adrian Lunt ha lanciato una petizione all'Ente governativo che si occupa della sicurezza stradale, l'NHTSA. Le richieste vertono sul problema della scarsa richiesta di resistenza delle barre richiesta dalla normativa attuale. Essa è anche strutturata male, secondo Lunt, prendendo in considerazione ogni singolo elemento che compone il sistema di sicurezza, senza valutare la barra anti-incastro nella sua interezza. Quindi IIHS richiede una nuova normativa, che riesca ad omologare barre più resistenti, per evitare di decapitare altri americani che hanno la sfortuna di tamponare un camion.

Qui sotto il video di IIHS, con i nostri sottotitoli in italiano, buona visione.

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