Le smart sono sicure? Vediamo alcuni crash test

Con l'arrivo delle nuove smart ritorna il solito interrogativo: ma le smart sono sicure? Ecco la risposta

25 luglio 2014 - 10:00

Poco più di due metri e mezzo di auto: l'ideale per scorrazzare in città, per parcheggiare ovunque (anche in maniera selvaggia) ma con un grande interrogativo, che fin dalla sua uscita ha attanagliato la mente di chi l'ha vista passare, almeno una volta: ma la smart, è un'auto sicura?

DISCENDENZE NOBILI – La piccola smart (rigorosamente in minuscolo, come da filosofia del marchio), nelle prime due generazioni è stata interamente progettata da Daimler-Benz, Casa con un know how di sicurezza invidiabile. Tra le tecnologie adottate e progettate negli anni è da segnalare l'invenzione della cellula di sicurezza, già nei primi anni '50, seguita dal piantone di sicurezza dello sterzo e dall'introduzione degli airbag frontali per primi in Europa. La piccola vettura progettata a Stoccarda non poteva che essere studiata con tanti accorgimenti mirati a sopperire alla mancanza del musetto, zona che in un'auto comune ammortizza il colpo in caso di incidente per trasferire meno forze agli occupanti. La cellula dell'abitacolo era notevolmente robusta, e all'interno di esso era stato creato molto spazio per frenare gli occupanti, con cinture di sicurezza dotate di limitatori di carico e pretensionatori, con airbag frontali di notevoli dimensioni e con il piantone dello sterzo che scorre avanti in caso di incidente, per aumentare ancora di più lo spazio di arresto per il pilota. Questi accorgimenti saranno serviti a superare i test indipendenti più severi, contro altre vetture in crash test di compatibilità o in crash test di valutazione, come quelli di Euro NCAP?

CONTRO LA PIU' GRANDE – Il primo crash test indipendente sulla smart city-coupe lo organizzò la rivista tedesca Auto Motor und Sport. Un crash test di compatibilità contro la Mercedes Classe S, dove la piccola smart con i suoi 700 kg circa dovette resistere ai 2000 e oltre kg della berlina tedesca in un impatto frontale offset a 50 km/h. Nonostante la spettacolarità dell'impatto, con la smart che rimbalzò indietro ribaltandosi sul fianco, le lesioni dei manichini all'interno dell'utilitaria furono accettabili: solo il ginocchio destro del pilota subì lesioni gravi. La struttura rimase perfettamente in ordine, senza pericolose intrusioni. L'energia dell'impatto si trasferì sul frontale della Classe S, che ammortizzò una notevole quantità di energia grazie alla deformazione del suo frontale.

Maggiori informazioni le trovate nel nostro speciale: Crash Test Compatibilità: smart contro Mercedes Classe S

EURO NCAP CON RISERVA – Il crash test della prima generazione della smart da parte di Euro NCAP (qui il protocollo di prova utilizzato) risale all'anno 2000. Solo tre stelle furono ottenute come risultato finale, soprattutto a causa del duro colpo inflitto dalle ginocchia del conducente sul rigido supporto della plancia e all'eccessivo strattonamento della cintura di sicurezza sul torace del passeggero. La struttura sopperì comunque molto bene all'impatto frontale, le portiere si poterono tranquillamente aprire e chiudere anche dopo la severa collisione a 64 km/h. Nell'impatto laterale le cose andarono molto meglio, il frontale della barriera colpì la ruota posteriore, che assorbì molta energia e funse da scudo. Grazie anche alla posizione di guida rialzata, notoriamente più sicura in caso di urto laterale, il manichino subì solo piccole lesioni nella zona addominale. Gli airbag laterali, disponibili come optional, fecero ottenere il massimo dei voti in un test laterale condotto separatamente.

Maggiori informazioni sono disponibili nella scheda del crash test Euro NCAP della smart city-coupe

BUONA LA SECONDA – La seconda generazione della smart fortwo ha ottenuto 4 stelle ai crash test Euro NCAP nell'anno 2007. Migliorata molto la zona della plancia, che non ha ferito più in maniera grave i femori e le ginocchia del conducente: lesioni possibili, ma di media entità in questo caso sia per il pilota che per il passeggero. Molto migliorati i sistemi di ritenuta: gli airbag e le cinture hanno protetto in maniera esemplare gli occupanti del veicolo, nonostante la piccola zona frontale destinata all'assorbimento dell'urto. Nel crash test laterale la struttura ha retto bene, tuttavia la testa ha subito lievi lesioni, così come il torace. Sempre disponibili come optional gli airbag laterali, fino ad oggi, nel 2014, una scelta assolutamente incondivisibile per qualsiasi moderna utilitaria, specialmente per la smart fortwo, che è sempre stata pubblicizzata come automobile sicura.

Tutti i dettagli del crash test Euro NCAP sono disponibili nella scheda della smart fortwo

SMART IN THE USA – La seconda generazione della smart fortwo è sbarcata anche negli USA, subendo anche lì i più severi crash test indipendenti, in questo caso parliamo dell'ente IIHS. Passati a pieni voti il crash test frontale offset e il più severo crash laterale, con barriera SUV, come previsto dal protocollo IIHS, grazie anche agli airbag laterali che proteggono la testa e il torace in caso di impatto laterale, di serie per il mercato statunitense. Le cose sono andate molto peggio quando IIHS ha voluto testare la compatibilità fra le auto medie e le utilitarie, in un crash test frontale offset fra due veicoli, con la stessa velocità di 64 km/h utilizzata nell'impatto offset su barriera. In questo test di compatibilità la piccola fortwo è andata a impattare contro una Mercedes Classe C con risultati deludenti. La struttura principale ha sostanzialmente retto l'impatto con intrusioni di media entità, ad eccezione della zona delle gambe, che è collassata sotto la spinta della pesante berlina. I sistemi di ritenuta tuttavia hanno potuto ben poco a un impatto che è l'equivalente a quello che potrebbe essere lo scontro classico a muro a oltre 80 km/h. Il volante si è alzato notevolmente e la testa ha  colpito il rigido montante anteriore. Le lesioni riportate dal manichino sono state letali, specialmente per quanto riguarda la testa.

Per maggiori dettagli è possibile consultare lo speciale dedicato: Crash test di compatibilità all'americana. Grandi contro piccoli

E LA TERZA? – Per il momento ancora nessun test indipendente è stato realizzato, l'auto è stata presentata appena pochi giorni fa. Daimler ha rilasciato il filmato di un crash test interno della nuova smart fortwo contro la Mercedes Classe S, dove le auto subiscono un crash test di compatibilità a 50 km/h. La nuova piccola, progettata da Daimler in collaborazione con Renault sembra reggere bene l'impatto, tuttavia non ci sbilanciamo troppo, poichè il video è poco chiaro. Le immagini più salienti, cioè quelle dell'inquadratura superiore e dell'inquadratura frontale sono state tagliate qualche attimo prima di apprezzare la deformazione massima delle vetture, l'unica inquadratura che va oltre è quella relativa al lato passeggero, non impegnato nel crash test offset, nella quale non c'è nulla di strano da segnalare: l'airbag ha accolto la testa dell'occupante in maniera ottimale . Nelle inquadrature post crash le auto sono relativamente lontane, segno che anche la nuova smart fortwo subisce rimbalzi notevoli e spettacolari in caso di incidente. Nell'inquadratura dove si può vedere il lato guidatore dopo la prova si nota un abitacolo apparentemente integro, ad eccezione di uno strano distaccamento del pannello della portiera nella zona anteriore: bodypanel di plastica saltato oppure un cedimento strutturale della zona inferiore dell'abitacolo? Inutilissima la scena dell'apertura della portiera del passeggero, in tutti i crash test effettuati da Euro NCAP, anche in quelli delle vetture più scarse, era possibile almeno aprire, se non anche chiudere la portiera del passeggero.

Attendiamo con ansia i primi risultati dei crash test indipendenti per le due nuove smart: fortwo e forfour. Saranno più sicure delle precedenti? Non che non lo fossero già, ma nella nuova generazione gli airbag laterali sono finalmente presenti di serie, insieme all'airbag per le ginocchia del pilota: già un passo avanti è stato fatto.

2 commenti

Paoblog
11:18, 25 luglio 2014

Ovviamente ogni incidente è storia a sè, dato che le variabili sono molte, tuttavia io nel 2007 ho avuto un incidente con la smart 1a serie.
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Di fatto una Puegeot 208 è uscita sparata da un incrocio, in città, saltando lo Stop e me la sono trovata davanti senza possibilità di evitare lo scontro, anche a causa della auto parcheggiate sino al limite dell'incrocio che di fatto limitavano la visuale.
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Io procedevo sui 50 kmh. e tra l'altro si tratta di un incrocio a 800 metri da dove ho abitato per 40 anni e dove di incidenti ne ho visti parecchi, per cui sono certo di essere restato nei limiti.
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La frenata è iniziata sulle strisce pedonali ovvero è durata meno di 3 metri prima dell'impatto. Ho centrato la 208 sulla fiancata destra. Io mi sono girato di 90°, è esploso il parabrezza, si sono aperti gli airbag ed i danni complessivi sono stati tali che la società di Noleggio LT ha preferito non riparare la smart.
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La 208 ha perso il controllo ed è salita sul marciapiede centrano lo spigolo di un muro.
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Io sono sceso sulle mia gambe ed ho avuto il classico dolore al collo, senza altri danni se non i lividi sulla spalla e sull'inguine, dove le cinture hanno stretto con decisione.
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Il conducente della 208 ha sbattuto il torace sul volante ed il passeggero, senza cinture, ha preso il colpo laterale e dopo ha sbattuto sul parabrezza. entrambi sono stati poratti via in barella.

Paoblog
9:30, 26 luglio 2014

Di primo acchito mi vien da dire che chi non usa le cinture è refrattario a qualunque messaggio, esempio reale o campagna di prevenzione.
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Tuttavia tempo fa un'amica mi ha scritto in due riprese: “fino a poco tempo fa non sapevo nemmeno che (le cinturte) fossero diventate obbligatorie anche dietro! la cintura specie nei piccoli tragitti, non la metto mai, ma non per scelta, è veramente una dimenticanza? poi appena mi accorgo di essere senza l'allaccio subito, ma spesso scendo senza averlo fatto? mi viene più spontaneo allacciarla se parto per un viaggio, anche di pochissimi chilometri, ma solo per le strade in centro e tragitti di 5-10 minuti, la dimentico sempre?
dietro poi, non la metto proprio mai!”
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una settimana dopo arriva un altro commento, dopo aver letto un post specifico (vedi sotto): “ho visto il post sulla Mercedes e con quanto mi hai assillato è stata la prima cosa che ho notato! E ieri che ero a Grosseto dalle mie compagne di scuola che non vedevo "da una vita?, ho viaggiato davanti e dietro con la cintura! Grazie a Te.”
Vedi: http://paoblog.net/2013/10/21/cinture-3/
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Eppure ieri rientrando a casa si affianca una 500 con due giovani a bordo, naturalmente senza cinture e quindi persone che in teoria dovrebbero essere informate dei rischi, tanto più che saranno freschi di patente. Passano due carabinieri in moto ed ecco che la cintura, allacciata dietro la schiena (ritengo per disattivare il sensore) viene tirata sulla spalla il tempo necessario ad oltrepassare i due CC.
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Ma resta il fatto che neanche gli addetti ai lavori capiscono l'importanza delle cinture, per cui, spiace dirlo, sui grandi numeri è battaglia persa.
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Vedi: http://paoblog.net/2010/03/02/cattivo-esempio/
Vedi: http://paoblog.net/2011/02/22/pompieri-allacciate-le-cinture/
Vedi: http://paoblog.net/2013/10/16/non-allacci-le-cinture-neanche-se-tocchi-con-mano-il-risultato-degli-incidenti-altrui/

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