Intervista a Francesco Mazzone membro di Euro NCAP per ACI

A colloquio con Francesco Mazzione, membro del board di Euro NCAP in rappresentanza dell'Italia

2 luglio 2012 - 7:00

A seguito dell'evento Euro NCAP sul sistema AEBs tenutosi a Bruxelles qualche giorno fa e alle notizie sui nuovi protocolli che saranno utilizzati da Euro NCAP fino al 2017, abbiamo voluto sentire le opinioni di chi lavora attivamente nel board di Euro NCAP e ha visto nascere il nuovo sistema di valutazioni che sarà adottato dall'ente nei prossimi anni. Una chiacchierata a tutto tono con l'ing. Francesco Mazzone dell'Automobil Club d'Italia.

TEMPISTICHE COERENTI – Perchè i nuovi crash test più severi sono stati rimandati al 2015? Non si tratta di un tempo troppo lungo? Mazzone spiega che “le tempistiche sono coerenti con gli sviluppi dei nuovi modelli di auto. Euro NCAP non vuole più scuotere il pubblico, come avvenne nel 1997 con l'introduzione dei primi e severi crash test, ma vuole incentivare lo sviluppo di auto sempre più sicure creando dei nuovi rating affidabili per l'utente e stimolanti per le case automobilistiche. Il tutto con tempistiche adeguate all'introduzione delle nuove tecnologie sui modelli di auto in sviluppo”. “Le valutazioni vogliono essere in miglioramento continuo senza stravolgimenti – aggiunge l'ingegnere – ma diventando nel tempo sempre più complete nel campo della sicurezza attiva, passiva e preventiva. L'introduzione dei nuovi sistemi di sicurezza attiva (AEBs in primis) non cancellerà la sicurezza passiva, perché nessuna tecnologia di prevenzione è infallibile al 100%”.

NOVITA' FUTURE – Mazzone esprime soddisfazione per essere entrato, grazie ad ACI, in uno dei gruppi di lavoro per lo sviluppo dei nuovi protocolli che andranno a integrare quelli già esistenti e coglie l'occasione per illustrarci i cambiamenti più importanti. “Per rendere più severo e completo il protocollo dal 2015 introdurremo un crash test frontale aggiuntivo che valuterà anche la protezione offerta alle persone di sesso femminile e integreremo nuove valutazioni per la protezione bambini usando manichini di varie età: 6 e 10 anni, oltre ai classici di 3 anni e 18 mesi. Verrà inoltre modificato il crash test laterale con una nuova barriera più invasiva e pesante rispetto a quella odierna. Sarà introdotta anche una misurazione statica dei poggiatesta posteriori, oltre alla classica prova di protezione dal colpo di frusta già eseguita. Insomma, una valutazione a 360° della sicurezza passiva offerta dalle automobili, che sarà integrata anche dalla presenza dei sistemi di sicurezza attiva, specialmente di tipo avanzato (AEBs, sistemi di avviso di superamento linea carreggiata, limitatori di velocità…)”.

VEICOLI COMMERCIALI – A una nostra domanda sul protocollo dei crash test sui mezzi commerciali redatto nel 2010 ma mai utilizzato, Mazzone ci rassicura: “sono iniziati i test su alcuni veicoli e entro l'anno dovremmo avere i primi risultati”. Ma perchè così tardi? “Non essendo test molto richiesti dai costruttori, le prove sui furgoni devono essere finanziate direttamente da Euro NCAP e ciò crea qualche problema di budget”. Ricordiamo che una valutazione completa Euro NCAP costa circa 150.000 euro, veicolo escluso.

COMPATIBILITA' FRA AUTO – “Purtroppo i crash test Euro NCAP – spiega Mazzone – sono delle prove standard, scientifiche e ripetibili che non riescono a tenere conto della compatibilità fra le diverse automobili negli scontri reali, per il momento non saranno introdotti test a riguardo, ACI in un futuro condurrà però degli studi indipendenti sulla problematica”.

FORMAZIONE E INFRASTRUTTURE – Mazzone ricorda che in Italia manca una valida e completa formazione ai giovani nelle scuole, che si trasforma in scarse basi sulla sicurezza stradale. “Un'altra grave mancanza è un possibile 'approccio alla Euro NCAP' sulle infrastrutture – aggiunge -, ma i costi sarebbero altissimi e nessun ente stradale sarebbe disposto a sostenere un'iniziativa del genere considerato lo stato delle nostre strade. Euro NCAP per le auto ha fatto tantissimo, ma se si ragionasse allo stesso modo sulle infrastrutture, proteggendo chi sbaglia, la sicurezza stradale sarebbe ai massimi livelli”.

CHI SCEGLIE LE AUTO? – Per terminare la nostra conversazione abbiamo voluto chiedere a Mazzone chi sceglie le automobili da testare, nel caso specifico quelle sponsorizzate da ACI: “noi proponiamo un modello di auto secondo l'interesse del mercato italiano. La proposta è valutata poi dal Segretariato Generale di Euro NCAP, Michiel van Ratingen, e se l'automobile non è presente nelle richieste pervenute dai costruttori o dagli altri membri, l'auto viene approvata, acquistata in anonimato e testata dal nostro laboratorio accreditato (il CSI di Bollate)”.

CAMBIO DI MENTALITA' – Mazzone ha voluto salutarci con una riflessione: “durante gli anni 50 negli Stati Uniti le Case inserirono nelle auto le cinture di sicurezza, tuttavia il pubblico recepì questa decisione come un segnale di debolezza da parte dei Costruttori. Con le loro auto il rischio di avere un incidente è aumentato e mettono le cinture per rimediare alla cosa? Penso subito l'opinione pubblica… Naturalmente non era vero e i fatti diedero ragione alle Case, le cinture erano un dispositivo che proteggeva gli utenti negli incidenti e, una volta notata la riduzione di morti e feriti, il pubblico cambiò mentalità”. Mazzone si augura, infine, che le valutazioni di Euro NCAP non siano un incentivo per uno stile di guida aggressivo, distratto e sempre a rischio. “La fisica non si può modificare e non ci sono auto a '5 stelle' o sistemi avanzati di sicurezza attivi che riescano ad evitare il peggio. L'automobile sicura non deve sostituire il cervello del pilota”.

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