Crash test ANCAP sulla Chery J1, la “sorella” della Dr2

Le vetture della casa cinese Chery vendono importate nel nostro mercato dal marchio Dr. Vediamo come si è comportata la Chery J1 nel crash test ANCAP

13 maggio 2011 - 12:00

Qualche tempo fa una rivista russa provò sul campo la sicurezza passiva della Chery Tiggo, alias Dr5 (qui il nostro speciale) utilizzando il test frontale a protocollo Euro NCAP, con risultati veramente scarsi. Da qualche mese la Dr ha introdotto una vettura low cost di segmento B, quello delle classiche utilitarie sotto i 4 metri, dove troviamo la Mazda2, la Chevrolet Aveo, la Toyota Yaris e con qualche centimetro in più la Fiat Punto, la Ford Fiesta, la Opel Corsa e molti altri modelli.

PUNTA SUL PREZZO – Poche di queste auto hanno una dotazione completa con poco meno di 10.000 euro di listino. Molto spesso si compra una versione base con lo stretto indispensabile. La Dr2 offre una dotazione completa, per il suo prezzo, tutti i comfort e gli sfizi sono di serie. Troviamo, tra gli altri, i cerchi in lega da 15″, i sedili posteriori sdoppiati, servosterzo, chiusure centralizzate con telecomando, quattro vetri elettrici, poggiatesta per tutti i sedili, le luci di lettura, i sensori di parcheggio e per finire i sedili in pelle, che si trovano raramente di serie anche in modelli full-optional delle case più blasonate. Sul capitolo equipaggiamenti di sicurezza si trovano invece lacune non da poco. Di serie ci sono solamente l'ABS (richiesto di serie dalla Comunità Europea dal 2003), gli airbag frontali abbinati alle cinture anteriori con pretensionatore e il cicalino per avvertire il conducente del mancato utilizzo di quest'ultima. Non si vede traccia di airbag laterali, tantomeno di quelli a tendina e, cosa molto grave, manca l'ESP.

IL CRASH TEST ANCAP – La vettura “sorella” della Dr2 viene venduta in Australia con il suo marchio originale, Chery, ed è stata testata nei giorni scorsi dall'organizzazione ANCAP, organizzazione Australiana. Il protocollo ANCAP è praticamente lo stesso che utilizzava Euro NCAP prima di modificare i criteri con cui assegnava le stelle. Le due prove obbligatorie prevedono l'impatto frontale offset su barriera deformabile alla velocità di 64 km/h, con a bordo due manichini Hybrid III 50%, la seconda prova è l'impatto laterale con carrello che simula una vettura leggera che impatta la fiancata alla velocità di 50km/h, a bordo siede un manichino ES2. Nel caso in cui la vettura fosse dotata di airbag laterali per proteggere la testa si esegue il test del palo, ma la J1 non ne è equipaggiata e quindi il test non viene eseguito. Vediamo come si è comportata la Chery J1 – Dr2 nel crash test.

IMPATTO FRONTALE – La prima cosa che non dovrebbe succedere nel test frontale qui avviene: la cellula abitativa perde la sua rigidità, quindi in un impatto poco più severo potrebbe rovinosamente collassare di colpo. Il pedale del freno arretra di quasi 17cm e si alza di 6cm, mettendo a rischio di lesioni serie i piedi e le caviglie del pilota. Anche i movimenti del volante sono ampi, si sposta indietro di oltre 15cm e si abbassa di 1. Questo potrebbe causare pericolo alla testa del pilota, che vede ridotto lo spazio che consente all'airbag di svolgere il suo lavoro. Il vano porta si comprime di 7cm. Tutte le portiere rimangono chiuse durante il test, per aprire dopo la prova la porta del guidatore è richiesta uno sforzo notevole. Durante il test una sezione della marmitta colpisce severamente il serbatoio del combustibile, ma non lo danneggia, quindi problemi di perdite di benzina non ce ne sono. Le teste dei manichini sono ben protette dai due airbag frontali, tuttavia le lesioni riportate al torace del pilota sono sopra i limiti di sopportazione del corpo umano. Anche le gambe del pilota sono protette in maniera marginale, con la zona del piantone dello sterzo che offre poca protezione per ginocchia e femori. Il risultato finale del primo test è di 5,23 punti su 16 totali, con in più il pericolo di vita per le lesioni riportate dal torace del pilota. Il passeggero risulta ben protetto globalmente. Inoltre a dimostrare la debolezza della scocca c'è anche da far notare il distaccamento del parabrezza, che in molte automobili moderne viene utilizzato come elemento strutturale che aumenta la rigidità complessiva del mezzo.

IMPATTO LATERALE – Durante la prova di crash laterale la testa del pilota va a colpire il montante centrale, tuttavia il rischio di lesione alla testa è basso. Preoccupa di più la protezione del torace, che è praticamente nulla, ed espone il pilota a serie probabilità di ferite letali agli organi interni durante un incidente del genere. La Chery J1 – Dr2 ottiene 11,7 punti su 16 complessivi in questo test, con l'avvertimento di possibili lesioni mortali per la pressione sul torace.

RISULTATO COMPLESSIVO – ANCAP ha giudicato la Chery J1 – Dr2 come un'auto da 3 stelle, avendo ottenuto in totale 16,9punti al netto delle penalità. Se fosse stata testata da Euro NCAP prima dell'introduzione del protocollo 2009 avrebbe ricevuto la stella finale sbarrata, per via delle lesioni al torace giudicate letali in entrambi i test, ANCAP lo indica con una postilla nel punteggio.

OMOLOGAZIONE EUROPEA – Sicuramente la Chery J1 – Dr2 è stata progettata tenendo conto solamente il superamento dei crash test previsti dalle normative europee, che richiedono requisiti di progettazione molto più blandi rispetto a quelli utilizzati nei rating (Euro NCAP e ANCAP in questo caso). Basti pensare al crash test frontale, che avviene con la stessa modalità di quello eseguito in questo specifico test, ma a 56 km/h anziché a 64. Il livello complessivo di sicurezza è notevolmente minore rispetto ad un'auto pensata per proteggere a 360 gradi come molte di quelle che troviamo in commercio ora. Anche in questo caso la dicitura “low cost” fa rima con “low safety”, e sicuramente con i soldi di una vettura nuova con un livello basso di sicurezza si trovano anche auto più sicure (e relativamente recenti) sia a livello passivo (crash test migliori, più airbag…) che attivo (una cosa su tutte l'ESP).

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