Guida autonoma e ciclisti: arriva il crash test con la bici indistruttibile

Le auto intelligenti vanno in tilt davanti ai ciclisti, così Toyota ha ideato un test particolare per addestrare i sensori a riconoscerli ed evitarli

11 febbraio 2016 - 9:01

Nei milioni di chilometri macinati dai prototipi di auto senza conducente è emerso che uno degli ostacoli più difficili da evitare è rappresentato dai ciclisti. Carlos Ghosn di Renault Nissan li ha definiti “il più grande problema delle auto driverless” ed è celebre l'incontro tra una Google Car e un ciclista Hipster che l'ha mandata in crisi (leggi lo scivolone della Google Car con il ciclista). A risolvere l'insolito ma serio problema sembra voler provvedere Toyota con il primo crash test con uno speciale “dummy” in bicicletta.

I CICLISTI, BESTIA NERA DELLE AUTO DRIVERLESS – Toyota è al lavoro sul proprio progetto driverless e intende lanciare sul mercato un'auto senza conducente entro il 2020. Al pari di altri costruttori anche il colosso nipponico deve affrontare la problematica dei ciclisti e sembra che a Tokyo abbiano deciso di fare le cose in grande. Per mettere a punto i prototipi sono necessari centinaia di test grazie ai quali ricreare le situazioni critiche. (leggi anche i pedoni hanno un crash test dedicato) Ma quale ciclista rischierebbe di farsi piallare da un'auto senza conducente? Per risolvere questo ovvio problema è stata sviluppata e realizzata una bicicletta ad hoc con un manichino ciclista.

CAVIE SPECIALI PER L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE – La speciale bici da crash test è stata realizzata dal dipartimento americano di ricerca e sviluppo Toyota ed è stata modellata sulle forme di una mountain bike da 26″. Costruita con un materiale ultraresistente, ma che la faccia sempre riconoscere come una bicicletta dai radar di bordo (leggi il prototipo Volvo salva pedoni e ciclisti), è stata concepita per essere “distrutta” dopo ogni impatto ed essere rimontata subito dopo per poter ripetere i test. Per rendere i crash test realistici è stato realizzato uno speciale manichino in grado di muovere le gambe e simulare la pedalata; il rivestimento esterno del manichino viene riconosciuto dai sensori come pelle umana. Ottenuti i modelli realistici, rimaneva il problema del movimento da imprimere alla bici e lanciarla verso l'automobile. Escluso a priori un motore da bici elettrica, il quale si sarebbe danneggiato in seguito agli urti, i tecnici nipponici hanno trovato una brillante soluzione alternativa.

IL SIMULACRO DEL CICLISTA E' ANCORA TOP SECRET – Per simulare il movimento della bicicletta, e poter così effettuare il crash test, è stata realizzata una speciale piattaforma semovente che la spinge fino al punto d'impatto, ricreando così una situazione realistica, simile a quella impiegata per “lanciare” le auto nei crash test. La bici può essere lanciata fino a 32 km/h di velocità e verrà impiegata contro auto senza conducente spinte fino a 38 km/h, permettendo quindi un range di simulazioni quanto mai ampio. I tecnici Toyota hanno precisato che occorrono soltanto 5 minuti per rimettere in sesto la bici e rimetterla in pista. Le immagini della bicicletta e del manichino sono al momento secretate e verranno diffuse soltanto in aprile, in occasione del Congresso Mondiale degli ingegneri automobilistici a Detroit (World Congress of the Society of Automotive Engineers).

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