Crash test di tamponamento Autobild: il pericolo delle auto a 7 posti e delle citycar

5 aprile 2016 - 20:05

Partiamo da un fatto avvenuto qualche tempo fa in Germania: un camion centra in pieno un ingorgo autostradale a circa 85 km/h, colpisce il camion davanti a se, che a sua volta a circa 60 km/h va a centrare un furgone della Wolkswagen. L’asse posteriore del furgone, per via della deformazione, arriva quasi dietro al sedile del pilota. Il tragico epilogo dell’incidente parla di 1 morto e cinque feriti gravi, di cui alcuni morti a distanza di qualche giorno. Una tragedia che potrebbe ripetersi.

SCENARI INQUIETANTI – Ma cosa sarebbe successo se al posto del furgoncino ci fosse stato un piccolo monovolume, magari di quelli da 7 posti con tutti i passeggeri a bordo, e nel caso più sconcertante con due bambini sulla terza fila di sedili? Caso molto peggiore rispetto al furgone trasporto merci di cui vi parlavamo prima. Questa è la domanda che si sono posti i colleghi di Autobild che, in collaborazione col centro tecnico di Dekra AG, hanno voluto simulare due crash test di tamponamento piuttosto insoliti.

A DUE PASSI DAL LUNOTTO – Quanti monovolume compatti da 7 posti sono stati venduti negli ultimi anni? Tanti. Un grande successo dovuto al fatto che per avere 7 posti, nel recente passato, bisognava optare per forza per un monovolume di grandi dimensioni. Ma la stessa riflessione la si può fare con le “super-utilitarie” di oggi che in 3 metri riescono a trasportare nell’abitacolo 3 o 4 persone. Queste due categorie di mezzi sono accomunati da una cosa: la distanza fra la testa del passeggero posteriore e il lunotto, che il più delle volte è ridotta a pochi centimetri.

NORMATIVE E RATING SCADENTI – In Europa le automobili devono sottostare alla normativa ECE-R34 per quanto riguarda i tamponamenti, la più “leggera” al mondo. Un carrello di 1100 kg con fontale piatto e rigido va a tamponare l’auto ferma alla velocità di 38 km/h. L’unico requisito richiesto dalla normativa è l’integrità del serbatoio del carburante. Una prova alla portata di tutte le auto, che non richiede particolari accorgimenti per essere superata, a differenza di quella richiesta negli stati Uniti dalla normativa FMVSS 301, dove un carrello da 1360 kg con barriera deformabile va ad urtare, a 80km/h, il posteriore sul 70% della larghezza dell’auto. Per quanto riguarda la protezione degli occupanti, in Europa il test indipendente Euro NCAP valuta solamente la protezione offerta dal sedile in caso di colpo di frusta, in un tamponamento a bassa velocità. E per i posti posteriori vicini al lunotto nessuno (oltre alle case produttrici, si spera) si preoccupa di verificarne la sicurezza. Un grande applauso va quindi alla testata tedesca Autobild, che ha voluto verificare sul campo la protezione offerta da queste auto (anche se un po’ troppo in ritardo come affermano anche loro).

LE CANDIDATE E IL TEST – Due diversi test per due diverse auto. Nella prima prova una Renault Grand Scenic, con sette passeggeri a bordo, viene tamponata da un SUV. Nel secondo test una Toyota iQ viene tamponata da una berlina. Per simulare meglio un tamponamento a catena, tipico impatto cittadino, le due auto testate si trovano davanti un’altra automobile, che a sua volta è messa a ridosso di un muretto (che potrebbe essere un’altra auto).

Andiamo a vedere cosa è accaduto durante i due crash test. In fondo alla pagina trovate la galleria con tutte le foto scattate da Autobild.

Per chi volesse leggere l’articolo in tedesco questo è il link: Test di tamponamento Autobild

[Pag2-Crash test di tamponamento Renault Grand Scenic-scenic]

Un tranquillo pomeriggio attende i nostri amici dummy (scopri come sono fatti i manichini da crash test). A bordo della Renault Grand Scenic troviamo sette ragazzi che stanno andando a fare una bella passeggiata in riva al mare. Soffermiamoci sulla coppia di ragazzi seduti nella terza fila: Marco, un ragazzo di 1 metro e 75 pesante 75 kg (manichino Hybrid III 50percentile), e la sua ragazza Alice, alta 150 cm e pesante 50 kg (Hybrid III 5percentile). Tutti a bordo della monovolume francese, che ha ottenuto 5 stelle nei crash test Euro NCAP, ed è catalogabile come una delle più sicure della categoria. Fra la testa dei due ragazzi e il lunotto ci sono 21cm di spazio, dimensione ragguardevole, rispetto a quella che offre la concorrenza, pensate che nella Ford C-Max 7 ci sono solo 6 cm fra testa e lunotto.

TUTTI IN FILA – Cavolo, forse Onda Verde aveva ragione, sono fermi in colonna sulla A14. E intanto per passare il tempo stanno ridendo e scherzando fra loro, quando all’improvviso una Mercedes Classe M gli piomba addosso a 64 km/h. Trenta centimetri di intrusione da parte del SUV tedesco, che potrebbero fare molto male ai ragazzi della terza fila di sedili. Per via dell’urto subito dopo la Scenic va a sbattere sulla Renault Laguna che li precede nella lunga colonna.

ANALISI SCONCERTANTI – Fortunatamente Marco e Alice sono due amici di metallo e gomma, pieni zeppi di sensori, perché le rilevazioni e i filmati registrati durante la simulazione non lasciano spazio a dubbi. Nelle immagini si vede la testa di Marco sbattere violentemente sul tetto e poi rimbalzare sul sedile davanti. Il Professore Dimitrios Kallieris, che ha lavorato 35 anni presso l’Istituto di Medicina Legale di Heidelberg, ha analizzato i risultati per Autobild: la testa di Marco supera il limite biomeccanico, in parole povere rischia un gravissimo trauma cranico, con possibili emorragie celebrali. Inoltre il carico sul collo è tremendamente elevato, non sono da escludere fratture alla colonna vertebrale. Il Professore è preoccupato anche per le conseguenze dell’impatto su Alice, soprattutto per l’accelerazione subita dal suo torace, le cui costole rompendosi possono andare a trafiggere i polmoni o il fegato, con tutte le conseguenze del caso.

RENAULT CRITICA – Dal canto suo la Casa produttrice della Scenic, la Renault, accusa il laboratorio di avere utilizzato dei manichini poco realistici (infatti hanno utilizzato i manichini Hybrid III che solitamente si usano nei crash test frontali, qui la descrizione dei dummy) e che in sostanza potrebbero avere fornito dei dati poco affidabili. Inoltre si sono difesi ritenendo il test poco realistico anche per il fatto che i mezzi più pesanti di 1800 kg (come la Classe M utilizzata da Autobild) coprono solamente il 5% del parco mezzi europeo. Renault sostiene anche che un tamponamento a 64 km/h fa parte solo del 4% dei tamponamenti. E i tamponamenti ricoprono solo il 15% degli incidenti con feriti che avvengono in Europa. Insomma dati probabilmente veri ma che non possono giustificare un risultato così eclatante, specie se le case non intendono investire in crash test di questo tipo.

Questo è il video del crash test Autobild sulla Renault Grand Scenic

Nella prossima pagina troverete il crash test della Toyota iQ.

[Pag3-Crash test di tamponamento Toyota iQ-iq]

E’ arrivata Giulia in stazione, andiamo a prenderla! E così il fratello maggiore e il papà prendono la Toyota iQ e raggiungono la ragazza. La iQ è risultata l’utilitaria più sicura del 2010 considerati i risultati del test Euro NCAP e le sue dotazioni di sicurezza. Ecco perché SicurAUTO.it le assegnato il “SicurAUTO SafeBuy 2010” (scopri anche le altre vincitrici). Ma vediamo come si è comportata in questo tamponamento. Anche in questo caso i manichini scelti sono stati di diverse dimensioni: Giulia, una ragazza di 14 anni, alta un metro e mezzo e pesante 50 kg (Hybrid III 5percentile) prende posto dietro il sedile passeggero, suo padre, un uomo di 175 cm per 75kg di peso (Hybrid III 50percentile), mentre alla guida troviamo il fratello, della stessa stazza del padre. Dietro al guidatore prendono posto le valigie della sorellina. Tra la testa di Giulia e il lunotto c’è spazio solamente per un cartone di latte.

GIORNATA TRAFFICATA – La famiglia è incolonnata e il fratello inserisce il freno a mano nell’attesa che il traffico davanti a loro si muova un po’. Ma una Opel Vectra, che sopraggiunge, non si accorge della coda e li travolge in pieno a 50 km/h. Un’esplosione di vetri e un botto pazzesco, metallo deformato e airbag che fumano, poi la tranquillità. Ma cosa sarà successo alla piccola Giulia e ai due passeggeri anteriori?

FILMATI SCORAGGIANTI – Dalla visione del filmato registrato all’interno della iQ si vede subito la gravità dell’incidente: la testa di Giulia colpisce il tetto dietro di se, poi viene catapultata sul sedile anteriore e il su ginocchio penetra nello schienale del papà. Per fortuna che Giulia e gli altri passeggeri sono dei manichini che possono fornirci dati precisi sulle conseguenze dell’impatto. Le preoccupazioni apparse dalla visione del filmato vengono confermate: Giulia ha subito alti carichi su collo, femore e bacino. Il professore Kallieris (che ha analizzato i risultati dei test) annuncia le possibili conseguenze dell’impatto: fratture vertebrali, possibile frattura del bacino e molto probabile rottura della rotula e del femore per Giulia. La spinta del ginocchio sul sedile ha causato una violenta accelerazione del torace del padre (ma al di sotto dei limiti accettabili), perciò non si escludono fratture costali, soprattutto se la persona ha una certa età. Toyota ha appreso i risultati del test e ha commentato che nonostante tutto la cellula di sicurezza della iQ ha retto bene all’impatto.

SOCCORSI DIFFICOLTOSI – Giulia dopo l’incidente è rimasta incosciente e in qualche modo andava estratta dalle lamiere. I tecnici DEKRA hanno trovato la situazione non proprio semplice. Per rimuovere Giulia dall’auto incidentata non c’è spazio, per agevolare il tutto bisogna rimuovere il sedile del passeggero, o peggio tagliare il tetto ed estrarla dall’alto.

ULTIMO GRANDE DUBBIO – La Toyota iQ è dotata dell’airbag a tendina sul lunotto, che dovrebbe proteggere la testa in caso di tamponamento. Ma l’apertura, secondo i tecnici di Autobild, non è avvenuta correttamente e la conformazione del cuscino potrebbe non essere pienamente efficace in impatti violenti, come un SUV o un furgone che tampona la iQ. Tutto ciò ci dispiace, grazie a questa insolita valutazione prenderemo in considerazione di rivedere i parametri con i quali valuteremo le auto nel prossimo “SicurAUTO SafeBuy“, perché qualsiasi protocollo può essere sempre migliorato. Grazie soprattutto ai crash test indipendenti.

Qui sotto il video del crash test di Autobild sulla Toyota iQ.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Crash test SUV: Citroen a 5 stelle solo con gli optional

Il seggiolino Chicco Oasys i-Size bocciato dal TCS: la fibbia cede nel test

Uber, nuove regole sulla sicurezza: solo auto a 5 stelle in Australia dal 2019