Crash test di compatibilità TCS. 4 Citycar alla prova

Crash test di compatibilità TCS. 4 Citycar alla prova Un nuovo crash test TCS per valutare la bontà della struttura del frontale

Un nuovo crash test TCS per valutare la bontà della struttura del frontale, per migliorare di conseguenza la compatibilità negli impatti fra due auto.

19 Settembre 2012 - 08:09

Da sempre nei crash test di compatibilità condotti dai vari enti indipendenti, le automobili più piccole e leggere hanno sempre avuto la peggio, sia per la differenza considerevole di massa che per la differente geometria delle zone di assorbimento urto del frontale. I risultati che abbiamo già potuto vedere nei crash test pubblicati in precedenza da ADAC (qui maggiori dettagli) e IIHS (qui i test) sono molto eloquenti. Il TCS introduce, oggi, un innovativo test che permette di valutare l'aggressività del frontale della vettura

ZONA DEFORMABILE – Secondo varie ricerche sugli incidenti reali è stato verificato che non sempre le strutture si comportano come previsto in fase di progettazione. Negli urti auto-auto, l'abitacolo viene sollecitato maggiormente e il rischio di lesioni per gli occupanti aumenta. Questo avviene solitamente quando le strutture di assorbimento sono “troppo concentrate in un punto”, finendo per penetrare nelle strutture morbide dell'auto antagonista come delle lance. Anche la diversa rigidezza del frontale delle vetture fa in modo che l'auto più morbida esaurisca la zona deformabile quando ancora la vettura rigida non si è deformata del tutto.

TEST COMPARATIVI – Per riuscire a paragonare vetture diverse è stata studiata l'introduzione di un nuovo test. La vettura da valutare va a colpire un carrello di 1400 kg con metà del musetto. Il frontale del carrello è dotato di un blocco deformabile che viene utilizzato per valutare l'aggressività delle strutture dell'auto. Sia il carrello che la vettura viaggiano a 56 km/h.

PICCOLE ALLA PROVA – Nella comparazione del TCS sono state protagoniste quattro citycar fra le più vendute. La Fiat 500, la Kia Picanto, la Renault Twingo e la Smart fortwo. Il test ha valutato sia le qualità del frontale, sia le lesioni sofferte dai manichini Hybrid III 50percentile a bordo della vettura. Per quanto riguarda le strutture frontali tutte le vetture devono essere riviste. Le migliori sono quelle di Fiat 500 e Kia Picanto nonostante l'eccessiva rigidità della zona della ruota, mentre Smart fortwo e Renault Twingo hanno strutture troppo cedevoli. Le rilevazioni dei manichini sono peggiori rispetto quelle del crash test Euro NCAP per tutte e quattro le auto. Solamente la Smart protegge adeguatamente il torace da gravi lesioni. Tutte le vetture testate sono state giudicate: soddisfacenti.

COMPATIBILITA' DA MIGLIORARE – Il superamento dei crash test Euro NCAP è già un buon elemento per una valida protezione degli occupanti. Tuttavia per migliorare notevolmente la sicurezza in caso d'incidente è auspicabile una maggiore compatibilità fra le varie vetture. Il muso dell'auto deve avere uno “scudo” protettivo ben dimensionato, con una valida geometria di assorbimento dell'impatto in modo che assorba una buona parte dell'energia cinetica. Le citycar sono coinvolte, nella maggior parte dei casi, in impatti con veicoli di massa superiore, che dovranno essere più compatibili con le vetture piccole. Una struttura mal progettata su una citycar arreca soprattutto gravi danni agli occupanti.

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