Crash test ANCAP sulla “sorella” della DR5, la Chery J11

Crash test ANCAP sulla “sorella” della DR5, la Chery J11 L'ANCAP

L'ANCAP, ente australiano, ha testato in un crash test la Chery J11, "sorella" della DR5 venduta sul mercato italiano. Risultati deludenti nei test

15 Ottobre 2011 - 12:10

Un nuovo crash test targato ANCAP, ente australiano simile al nostro Euro NCAP, mette in luce le notevoli lacune in ambito strutturale presenti sulla vettura “sorella” del SUV DR5 venduto in Italia. La DR ha puntato molto sul prezzo, già dal lancio del primo modello low-cost della marca italiana, la dotazione di serie è completa e i prezzi sono molto contenuti. Molte le “frivolezze” presenti di serie; radio MP3 con USB, climatizzatore e sedili in pelle. Tuttavia l'equipaggiamento di sicurezza è molto carente, essendo presenti solamente i due airbag frontali e l'ABS. Non sono disponibili nemmeno come optional né gli airbag laterali, tantomeno l'ESC. Ora la vettura dalla quale deriva, denominata Chery J11 in Australia, è stata sottoposta ad un crash test ufficiale, più precisamente dall'organismo australiano ANCAP.

I PRECEDENTI – Già qualche anno fa la Chery fu testata da una rivista russa (in questo caso la denominazione dell'auto era Tiggo), con risultati poco confortanti che potete trovare nello speciale “crash test DR5?“. La scorsa primavera fu testata sempre da ANCAP la Chery J1, vettura dalla quale deriva la DR2, potete trovare il test qui. Ancora i risultati non erano propriamente incoraggianti, addirittura le lesioni riportate dal manichino furono “letali”. La Chery J11 testata secondo il protocollo ANCAP ha lo stesso equipaggiamento di sicurezza della DR5 venduta in Europa: airbag frontali, cinture anteriori con pretensionatori e ABS.

CRASH TEST FRONTALE – Nell'impatto frontale 40% offset su barriera deformabile alla velocità di 64 km/h la cellula abitativa della J11 collassa e non fornisce una sufficiente rigidità per fare lavorare correttamente i sistemi di ritenuta dei passeggeri. Questo ha comportato uno schiacciamento del vano porta di ben 13,3 cm. Il pedale del freno arretra di 13,8 cm e la frizione di 10,3 cm. Anche il volante accusa un elevato spostamento: 13,8 cm all'indietro e 5,8 cm in alto. Dopo l'impatto non è stato possibile aprire la portiera del conducente a mano, pertanto i soccorsi al pilota non sono immediati. Per quanto riguarda le rilevazioni dei manichini Hybrid III 50% installati ai posti anteriori, il contatto fra testa ed airbag è ottimale e stabile sia per il pilota che per il passeggero. Qualche pressione di troppo per il torace del pilota, che unito alle penalizzazioni della scocca instabile e all'arretramento del montante anteriore, portano a zero il punteggio del petto. Possibili le ferite di grave entità pe il torace dunque. Gravi le conseguenze anche per le gambe del conducente, per via delle strutture molto rigide e scoperte sotto la plancia, e attorno la colonna dello sterzo.

LATERALE – Per il momento l'impatto laterale non è stato eseguito. E' stato assegnato d'ufficio il massimo punteggio possibile, 16 punti. Tuttavia ANCAP sta per eseguire il test, ma anche un risultato diverso non influirà comunque sul punteggio globale della Chery J11.

INVESTIMENTO PEDONE – La Chery J11 ha ottenuto zero punti. Nessuna delle 36 zone d'impatto offre un minimo di protezione, pertanto si richiede che Chery investa risorse per migliorare anche questo aspetto della protezione.

SOLO 2 STELLE – Secondo gli standard ANCAP (che si rifanno a quelli Euro NCAP precedenti al 2009) la Chery J11 è stata valutata (al netto delle penalità) nell'impatto frontale con 2 punti su 16. L'impatto laterale le vale 16 punti d'ufficio, ma il punteggio verrà rivisto con il test vero e proprio. Visto che un'auto per ottenere un punteggio di 3 stelle deve come minimo ottenere 4,5 punti nel test frontale, la Chery J11 viene valutata con 2 stelle.

ANCORA LOW-SAFETY – Questo test riconferma il nostro pensiero sulle Chery, importate in Europa (speriamo con alcune modifiche al telaio) da DR Motors, sono auto troppo low-cost alle quali corrisponde, per forza di cose, un low-safety. L'omologazione Europea è da sempre molto blanda, il crash test previsto dalla normativa è eseguito a 56 km/h e pertanto diventa una pura formalità (tra 56 km/h e 64 km/h le forze in gioco cambiano di molto). Le auto moderne, quelle serie, sanno sicuramente fare di meglio e i vari crash test NCAP mondiali ce lo dimostrano. Il nostro consiglio è sempre lo stesso: meglio comprare un'auto usata di qualche anno, ma con un equipaggiamento e una tecnologia migliore per quanto riguarda la sicurezza. Nonostante tutto speriamo che almeno DR Motors riesca ad approntare qualche modifica sottopelle alle vetture che importa da Chery, e finalmente daremo la notizia di una DR sicura a 360°. Vedremo anche se le Chery che arriveranno in Europa dal 2015, notizia di questi giorni, saranno pensate per offrire un buon livello di sicurezza attiva e passiva, oppure rimarranno sullo standard che presentano ora, totalmente inadeguato.

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