Auto contro camion: le barre posteriori sono inefficaci

Auto contro camion: le barre posteriori sono inefficaci Il TCS ha dimostrato che in caso d'incidente la protezione posteriore dei camion cede e l'auto s'incastra sotto

Il TCS ha dimostrato che in caso d'incidente la protezione posteriore dei camion cede e l'auto s'incastra sotto

15 Febbraio 2013 - 06:02

Il TCS (Touring Club Svizzero) ha mostrato la pericolosità della zona posteriore dei camion quando un'auto impatta contro l'inefficace barra anti-incastro. In attesa che i legislatori stabiliscano norme valide, un modo per evitare che l'auto finisca sotto c'è, ma al momento è una misura del tutto artigianale escogitata dai tecnici svizzeri.

PROTEZIONI CEDEVOLI – Durante l'impatto tra un'auto che tampona la zona posteriore di un camion, la barra anti-incastro vincolata al telaio in coda al mezzo pesante dovrebbe evitare che il veicolo più piccolo passi sotto, schiacciandosi. Il più delle volte però in questo tipo d'incidenti gli elementi deformabili dell'auto, che dovrebbero assorbire l'energia dell'urto, non entrano affatto in funzione per il cedimento della suddetta barra. Le conseguenze gravi che si possono immaginare hanno causato, secondo i dati del TCS, almeno 10 incidenti mortali e 200 feriti gravi in Svizzera nel 2012. Il copione è sempre lo stesso: la barra anti-incastro posteriore cede e lascia penetrare sotto l'assale dell'autocarro la più leggera struttura dell'auto, che si schiaccia fino ai posti posteriori.

LA VITA APPESA A UNA BARRA – Il TCS ha dimostrato la pericolosità delle protezioni tradizionali dei camion con un crash test in cui un'auto tampona a 56 km/h un autocarro. Come era prevedibile che accadesse, la protezione posteriore, costruita secondo l'attuale direttiva europea 2006/20/EG, si spezza e gli elementi deformabili dell'auto non vengono nemmeno sfiorati, lasciando l'auto libera d'infilarsi sotto alla struttura del camion. L'abitacolo ne esce distrutto fino ai sedili posteriori e, a causa dello schiacciamento del tetto e del limitato spazio di sopravvivenza rimasto, anche gli airbag non possono fare nulla per evitare il contatto tra la testa dei manichini e il camion.

SI PUO' RENDERLA PIU' SICURA – I tecnici svizzeri hanno poi ripetuto il test impiegando una barra ottimizzata, ma è una modifica che non esiste in commercio. Applicando dei rinforzi laterali obliqui e posizionando la protezione più in basso la struttura deformabile dell'auto assorbe gran parte dell'energia dell'urto, permettendo alle cinture e agli airbag di svolgere efficacemente il loro lavoro (in gallery i dettagli delle due prove). Con un costo di 122 euro si è in grado di limitare notevolmente il rischio di lesioni agli occupanti dell'auto ma le protezioni posteriori degli autocarri non sono i soli elementi che andrebbero rivisti poiché servirebbero anche normative più efficaci in materia di sicurezza.

MA MANCANO NORME EFFICACI – Il TCS aveva in passato già segnalato alla Commissione europea che la prescrizioni applicate dal marzo 2007 a livello comunitario non erano adeguate, sollevando i rischi dimostrati dai crash test effettuati. Le intenzioni sono quelle di proporre un inasprimento delle norme sugli elementi protettivi posti sotto la parte posteriore degli autocarri. La Svizzera si batterà, infatti, a Ginevra il prossimo aprile a una riunione internazionale per  allestire proposte sulle norme di sicurezza dei veicoli più valide, attraverso l'Ufficio federale delle strade (ASTRA). Il problema, però, si estende oltre i confini europei, poiché anche negli USA le normative sono carenti, come dimostrano i risultati dei crash test svolti dall'IIHS. Oltre la barra anti-incastro posteriore, sarebbe necessario regolamentare anche l'utilizzo delle pedane idrauliche usate per lo scarico merci, poiché lasciarla aperta e sospesa può provocare conseguenze drammatiche identiche a quelle di una protezione posteriore inefficace, come si evince dal video del crash test eseguito su un'auto che impatta contro la sponda aperta di un camion.

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