Limite a 30 km/h? E’ l’unico modo per salvare il 90% dei pedoni

Uno studio inglese mette in discussione l’effetto della velocità sui pedoni in città e i limiti oggi validi in città

Limite a 30 km/h? E’ l’unico modo per salvare il 90% dei pedoni
Il limite di velocità in città di 30 km/h è per molti automobilisti solo un modo delle amministrazioni di fare cassa con multe facili, ma a dare una valenza ulteriore a questo limite odiatissimo dai più è uno studio inglese sulla mortalità in città. La domanda sembrerebbe banale ma ha permesso di fare una previsione su quante persone si possono salvare in un incidente (anche se da noi la cultura di attraversare sulle strisce è lacunosa, guarda qui la nostra video inchiesta a Salerno). Ecco le risposte

LA PRIMA CITTA' COL LIMITE A 30 KM/H

Lo studio inglese è riportato dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta che spiega anche come il problema dei 30 km/h siano solo gli italiani a farselo, visto che Graz (in Ungheria) è stata la prima città in Europa ad introdurre una zona a 30 km/h per tutto il centro urbano. Inoltre su un totale di 1000 km di strade sono stati attuati interventi relativi alla velocità e dopo i primi 6 mesi la riduzione degli incidenti gravi è arrivata al 24%.

QUANTO PUO' SALVARSI UN PEDONE?

Tornando allo studio inglese, è stato dimostrato che riducendo del 10% la velocità media del traffico il numero di vittime da incidenti stradali possa scendere del 37,8% e lo studio è avvalorato anche dal report del British Medical Journal. Il giornale medico analizza gli incidenti che hanno coinvolto i ciclisti (che a Londra rappresentano un'importante quota tra gli utenti della strada) in un periodo di 20 anni. La tabellina qui sotto riassume  come i limiti di velocità possano influenzare le probabilità che un pedone si salvi se viene investito da un'auto:
  • a 64,4 km/h, il 90% dei pedoni viene ucciso
  • a 48,3 km/h, il 20% dei pedoni viene
  • a 32 km/h, il 3% dei pedoni viene ucciso

IL LIMITE E' UN NUMERO, LA SICUREZZA E' CULTURA

Il British Medical Journal riporta i dati dall'introduzione di limiti di velocità a 20 miglia all'ora (32 km/h) elaborato sull'incidentalità relativa a un periodo di 20 anni. Dai dati della pubblicazione inglese emerge che la riduzione più significativa dei feriti e dei morti coinvolge la fascia d'età inferiore a 15 anni. In particolare, per quanto riguarda i bambini il numero di vittime sotto i 15 anni che è rimasto ucciso o ferito gravemente si è ridotto della metà nelle aree in cui il limite di velocità è sceso a 20 miglia all'ora. Al di là della reale efficacia dei limiti a 30 km/h in città, il dibattito sulle finalità locali di ridurre la velocità dove è più facile irrogare multe agli automobilisti distratti è sempre forte e aperto. Ma c'è un aspetto che gli schieramenti a favore o contro il taglio dei limiti di velocità in città potrebbero dimenticare, e lo scriviamo ricordando lo slogan del Centro Antartide che SicurAUTO.it sostiene da sempre nelle sue iniziative per la sicurezza stradale, quando scendiamo dall'auto o dalla moto, "siamo tutti pedoni"!

Pubblicato in Codice della Strada il 12 Febbraio 2018 | Autore: Donato D'Ambrosi


Commenti

Gustavo il giorno 12 Febbraio 2018 ha scritto:

Possibile che non si riesca semplicemente a far rispettare in maniera ferrea, a pedoni e automobilisti, le strisce pedonali? Con i led e i sensori di movimento oltretutto si potrebbero programmare economicamente le strisce per illuminarsi di arancione e poi rosso quando si avvicina un pedone. Non vedo perché bisognerebbe andare a 30 km/h anche tra un attraversamento pedonale e l'altro se le possibilità di incontrarne uno fossero 0%.

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