Auto con targa straniera: dopo quanto sono obbligato a cambiarla?

La legge, in merito alle targhe straniere è chiara, ma in molti continuano a circolare con vetture a targa estera. Ecco cosa fare e quando

Auto con targa straniera: dopo quanto sono obbligato a cambiarla?
Negli ultimi anni, in Italia, abbiamo visto sempre più auto con targa estera circolare. Tante le motivazioni, come il costo di acquisto, insieme ad altri vantaggi non proprio legati che hanno permesso a molti di non pagare bollo, o riuscire ad "eludere" il pagamento delle multe. Insomma, una mossa non proprio corretta nei riguardi degli altri cittadini, tanto da aver spinto la legislazione ad inasprire le sanzioni e le procedure. Tuttavia esistono dei limiti entro i quali, circolare in Italia con targa estera, è permesso, oltre alle procedure necessarie per rendere "legale" la circolazione della propria auto, magari comprata all'estero o successivamente a un trasferimento, in Italia.

PER QUANTO PUÒ CIRCOLARE UN'AUTO CON TARGA ESTERA

Partiamo dall'art. 132 del CDS, che vieta la circolazione sul suolo italiano di auto con targa estera oltre i 12 mesi. Inoltre, dal 2015, la legge che tutela tale esercizio ha subito una modifica, atta a regolamentare e a irrigidire tale procedura. Una mossa voluta dal legislatore per ostacolare comportamenti elusivi come maggiore vantaggio - inoltre vi ricordiamo della novità di quest'anno con la notifica delle multe via PEC. La modifica principale prevede il ritiro della carta di circolazione del veicolo qualora questo non sia regolarmente registrato alla Motorizzazione Civile. Ovviamente è presenta una procedura, piuttosto articolata, per la messa in regola della propria auto acquistata all'estero ma conviene davvero?.

COME POSSO IMMATRICOLARLA?

Sono due i percorsi che permettono l'immatricolazione in Italia, o presso la Motorizzazione Civile, iscrivendolo poi al Pubblico Registro Automobilistico, oppure presentando richiesta allo Sportello Telematico dell'Automobilista. Sono due procedure riconosciute dalla legge, e per questo ritenute valide e si possono utilizzare sia per veicoli nuovi sia per veicoli usati come nel caso in cui, un cittadino europeo, abbia trasferito la propria residenza in Italia portando con se la propria autovettura. Unica postilla riguarda le auto che arrivano da fuori i Paesi facenti parte dell'Unione Europea. In questo caso infatti, non si potrà presentare richiesta allo Sportello Telematico dell'Automobilista.

LA PROCEDURA PER AUTO UE ED EXTRA-UE

Focalizziamoci quindi su quella che è la procedura standard attraverso la Motorizzazione Civile, che, vi ricordiamo, è attuabile sia per auto provenienti dall'Unione Europea, sia per auto extra-UE, circolanti per un periodo inferiore ai 12 mesi oltre i quali scattano le sanzioni. In primis deve essere effettuata una verifica preliminare, dove viene valutata l'idoneità del mezzo esaminando tutti i documenti riguardo caratteristiche tecniche dell'auto e il pagamento dell'IVA uno dei principali motivi per i quali negli ultimi anni c'è stato un boom di auto a targa estere circolanti. Una volta effettuato il controllo preliminare, verrà rilasciata la carta di circolazione. Entro 60 giorni dal rilascio della carta di circolazione si può eseguire l'iscrizione al PRA la tua auto.

I DOCUMENTI NECESSARI PER L'ISCRIZIONE AL PRA

Per iscrivere la propria auto al PRA servono una lunga lista di documenti. Certificato di conformità europeo con omologazione italiana, dichiarazione di proprietà con firma autenticata, atto di vendita con firma autenticata da un notaio e fotocopia del documento d'identità dell'acquirente. Non solo, inoltre bisogna presentare, il certificato di residenza dell'acquirente, il modello NPSD compilato, la fotocopia della carta di circolazione rilasciata dalla Motorizzazione Civile. Nota importante, tutti i documenti devono essere redatti in lingua italiana e certificata da un traduttore consolare, salvo Paesi con accordi bilaterali.

PER AUTO IN UE PROCEDURA PIÙ SNELLA

Queste le procedure da seguire per auto UE ed exrta-UE. Discorso diverso se si passa per l'immatricolazione presso lo STA (Sportello Telematico dell'Automobilista). Ma anche in questo caso sono tanti i documenti richiesti per la messa in circolazione della propria auto. Insieme alla fotocopia del proprio documento di identità è necessaria la carta di circolazione estera - solo per vetture usate -, la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza, i modelli Np2C  e NP2D, la dichiarazione di conformità europeo con omologazione italiana, la domanda su modulo TT2119 compilato e firmato dall'acquirente e la dichiarazione sostitutiva del legale rappresentate per confermare la sede della persona giuridica.

NE VALE VERAMENTE LA PENA?

Già solo la lunghezza di tutte queste procedure potrebbero essere una valida motivazione per evitare di acquistare un'auto all'estero, per il semplice fatto che, tutti i vantaggi che si possono avere, risulterebbero quantomeno scomodi una volta scaduti i 12 mesi che, per legge, permettono alle auto a targa estera di circolare sulle strade italiane. Senza parlare del costo dell'immatricolazione che, tra moduli e bolli, supera di gran lunga i 200,00 euro. Il nostro consiglio, qualora possiate evitare l'acquisto di un'auto a targa estera, è quello di monitorare il mercato nazionale, sia nuovo che usato, per poter acquistare a prezzi vantaggiosi la propria auto - qui gli ultimi dati sul mercato dell'usato.

Pubblicato in Codice della Strada il 16 Marzo 2018 | Autore: Giuseppe Gomes


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