Tesla su Marte? L'assurdo capriccio di Musk inquina lo spazio

Il primo lancio della Tesla su Marte sfida la veridicità dell’Apollo 11. L’impresa farà arrabbiare gli spazzini dell’Agenzia Spaziale Europea?

Tesla su Marte? L'assurdo capriccio di Musk inquina lo spazio
Il capriccio di Elon Musk di mettere piede su Marte non è mai stato un segreto ma se non può arrivarci lui, per ora ci manda l'auto - una Tesla Roadster che da una bizzarra battuta sui social, sulle prime presa come uno scherzo è diventato il malsano esperimento dell'azienda. Ora a parte il clamore mediatico del video che riprende l'auto fluttuare nello spazio qui sotto dopo essere stata rilasciata dal lancio del Falcon Heavy (il razzo che la ospitava), una volta che si sono spente le telecamere montate sull'auto, la notizia passerà alla storia come la prima auto lanciata nello spazio (con una finalità scientifica che Musk ha provato anche a giustificare), la prima che finisce tra l'enorme quantità di detriti e rottami nello spazio assiene a quelli che orbitano già attorno alla Terra.

MUSK, MANAGER O ILLUSIONISTA?

Lungi da noi voler passare per bacchettoni, ma da un manager che si è fatto portabandiera dell'ecologia delle sue auto per salvare il pianeta, forse la strategia di creare diversivi ad ampio effetto mediatico (e ad ampio raggio) stavolta è sfuggita di mano. Come ogni impresa di Elon Musk e di Tesla tutto sembra iniziare con un tweet e appena l'argomento diventa virale arriva anche a concretizzarla. Un'abilità che spregiudica i rischi pur di cambiare le sorti del pianeta (quando parlava del primo Semi elettrico capace di fare centinaia di chilometri nessuno gli dava credito, poi è arrivato realmente (assieme alla nuova Roadster in anteprima, giusto per dirottare l'attenzione che in quei giorni si concentrava troppo sui risultati finanziari non proprio brillanti, ne abbiamo parlato qui) e ci ha creduto UPS che ne ha ordinati 100 prima della Pepsi che ha realizzato il più alto ordine di 125 truck elettrici). Questo è il manager che ha rivoluzionato gli equilibri del sistema auto e ha cambiato le abitudini degli automobilisti di guidare, finché non annuncia che "anche le cose ridicole sono importanti".

I LAMPI DI GENIO

Ci sta pure l'idea di vendere (sempre prima per gioco - poi anche con prezzo e profitti) un lanciafiamme a 500 dollari, ma quella di abbandonare un'auto (con batterie incluse) nello Spazio davvero serviva a qualcosa? Secondo l'azienda il test ha dato incredibili feedback sull'auto,mentre le cose con il auper razzo Falcon Heavy non sono andate esattamente come previsto. Dopo il lancio infatti pare che il terzo stadio del razzo che conteneva la Tesla Roadster l'abbia costretta a una variazione della traiettoria portandola oltre l'orbita di Marte (sul pianeta non ci sarebbe mai potuta arrivare visto che la superficie sarebbe stata contaminata). Ma forse Musk preso dalla smania di dimostrare al mondo (e all'Aeronautica militare?) di cosa è capace la divisione SpaceX si è scordato che per quanto sconfinato che sia lo Spazio, la questione dei detriti metallici e dell'immondizia spaziale sta diventando di un certo peso portata a galla dall'Agenzia Spaziale Europea. Qui sotto potete vedere il video girato in diretta e trasmesso da SpaceX prima che si esaurissero le batterie.

NON BASTAVA L'IMMONIZIA CHE C'E' GIA'?

Le incredibili immagini della Tesla Roadster che tutti abbiamo visto sul web hanno permesso a Musk di esultare, visto che pur non avendo subito particolari modifiche - fa sapere il manager sudafricano - i materiali della Roadster si sono comportati bene e l'auto ha resistito. L'iralità e i dubbi sulla veridicità del video (come il primo sbarco dell'uomo sulla Luna) non sono mancati, ma i video selfie dell'auto che fluttua in diretta per circa 5 ore sono stati realizzati con telecamere e trasmessi con l'energia elettrica prelevata dalle stesse batterie dell'auto, e una volta vuote è calato il silenzio e il buio totale. Per la Terra pare non ci saranno rischi di collisione, visto che l'auto è tanto lontana anche da Marte che non ne subirà mai gli effetti, ma la questione che poniamo è puramente etica. Perché lanciare immondizia più lontano, solo per dimostrare di essere un bravo Pitcher (nel gergo è il lanciatore per il baseball), mentre qualcun altro (l'ASE) sta lavorando a un progetto (e.deorbit) che dal 2023 sarà impegnato proprio a spazzare lo spazio della spaventosa quantità di rottami metallici che volano sulle nostre teste? La risposta e ogni riflessione possibile la lasciamo ai commenti dei nostri lettori.

Pubblicato in Blog della Redazione il 10 Febbraio 2018 | Autore: Redazione


Commenti

Gustavo il giorno 10 Febbraio 2018 ha scritto:

Onestamente mi pare un ragionamento sciocco, lo spazio è davvero sconfinato e una Tesla oltre l’orbita di Marte non potrebbe mai costituire un problema, così come non lo sono tutti i detriti rocciosi che vagano nel sistema solare (ricordo che oltre Marte si trova una fascia di asteroidi che, per quanto innumerevoli, non hanno mai costituito un problema alle numerose missioni che l’hanno attraversata). Una minuscola automobile non farà la differenza; non farebbero la differenza neppure tutte le Tesla prodotte finora.
Il problema dell’esa, un grande problema, è con i detriti in orbita ATTORNO ALLA TERRA che costituiscono un grande pericolo per la ISS e i satelliti ed è costituita principalmente da vecchi satelliti e loro pezzi. Oltre che dalla stazione spaziale cinese, moduli della ISS e residui di vecchie missioni. Quelli l’esa vuole rimuovere, non una macchina in orbita oltre Marte! Ed è inutile farne una questione di di principio perché sono due questioni ben diverse. Certo, il Falcon avrebbe potuto distriggersi in orbita (improbabilissimo), così come è successo con altre missioni, ma era necessario testare la capacità di carico del Falcon Heavy e quindi il lancio era inevitabile. Magari avreste preferito metterci qualcosa di più utile di un’aauto, tipo un satellite GLONASS, ma sarebbe stupido rischiare un prodotto tanto costoso per un viaggio inaugurale. Migliorare il trasporto spaziale non è un capriccio di Musk, è un obiettivo importante per l’unanità, che si trasportino Tesla, astronauti o costoso moduli spaziali.

fausto il giorno 10 Febbraio 2018 ha scritto:

che articolo orribile, non avevate proprio nulla da fare eh

Donato D'Ambrosi il giorno 15 Febbraio 2018 ha scritto:

Gentile Gustavo,
grazie del messaggio. Tuttavia come chiariamo nell’articolo, la nostra volontà è lanciare una riflessione e lasciare ai lettori le deduzioni e i commenti. Il suo è chiaro e condivisibile ma nell’articolo non si fa alcun riferimento al rischio della Tesla lanciata in orbita, anni luce dalla terra. Probabilmente, la soluzione di lanciare un’auto nello spazio, ad ampio effetto mediatico (come speravano gli ideatori), poteva trovare altra valida alternativa, magari non in contrasto con l’immagine ecologista che l’azienda ha provato a costruire negli anni.

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