Toyota: dal 2020 auto connesse con la piattaforma globale

C’è l’accordo con KDDI: in Usa e in Giappone dal 2020 le auto Toyota sfrutteranno una nuova piattaforma di comunicazione globale

Toyota: dal 2020 auto connesse con la piattaforma globale
È il gigante giapponese delle telecomunicazioni KDDI a trascinare il mondo delle auto nell'Internet of Things, la dimensione in cui, oltre alle persone, anche gli oggetti sono connessi e capaci di comunicare. La connettività delle auto sta facendo passi in avanti e diventa un fattore sempre più importante per la sicurezza e non solo, Toyota da brava giapponese investe nelle nuove tecnologie e sigla un accordo proprio con KDDI per sviluppare una nuova piattaforma di comunicazione globale. Permetterà ai veicoli di "parlare" tra loro e con le infrastrutture in tutto il mondo, fornirà servizi da remoto e verrà sfruttata da tutti le auto del Gruppo Toyota a partire dal 2020 nei mercati di Giappone e Usa, e sembra che altre case siano già entrate nell'accordo.

CHI È KDDI 

Parliamo del secondo operatore telefonico per dimensioni del Giappone, oltre ad occuparsi di telefonia crede, e investe, molto nell'IOT con lo scopo di creare una rete di connettività globale soprattutto nei settori dell'industria e dell'automobile. Secondo una ricerca della stessa KDDI il mercato globale dell'Internet of Things raggiungerà nel 2020 un valore di circa 2.000 miliardi di euro ma le difficoltà derivano dal fatto che le aziende che operano a livello mondiale devono affidarsi a servizi di roaming internazionale istituiti a livello nazionale; in questo modo sono praticamente obbligate a negoziare individualmente i contratti di connettività con gli operatori di ciascun paese per ottenere l'accesso ai propri dispositivi (veicoli compresi) in "terra straniera". Per superare questo ostacolo, dal 2016 la KDDI ha avviato una collaborazione con Toyota per sviluppare una piattaforma di comunicazione su scala globale (leggi anche del dispositivo Toyota che favorirà connettività e sicurezza).

AUTO CONNESSE...OVUNQUE 

La piattaforma dovrà essere abbastanza ampia da supportare dei moduli di comunicazione dati uniformi (DCM), ma è fondamentale che questi siano tutti seguano uno stesso "codice" per garantire una connettività globale, ed è appunto sulla creazione di DCM standard che sta lavorando KDDI. Le auto Toyota saranno quindi equipaggiate con dispositivi di telecomunicazione "comuni", a differenza di quelli che oggi rispettano le specifiche di ogni Paese. Modificando da remoto le impostazioni del profilo della scheda SIM integrata - internet in auto, scopri come funziona - i clienti potranno così gestire la connettività tramite canali diretti agli operatori locali. Ovviamente tutto questo dipende anche, e soprattutto, dagli accordi con gli operatori nazionali, ma la KDDI si fa forte della sua esperienza decennale e dei buoni rapporti stretti con le società di telecomunicazione di tutto il mondo, e afferma che già dal 2019 riuscirà a collegare oltre 50 Paesi attraverso il nuovo standard, coprendo inoltre il 90% delle società giapponesi situate in tutto il mondo.

LE CASE SONO INTERESSATE 

La partecipazione di Toyota allo sviluppo della nuova piattaforma è stato più che ufficializzato, dal 2020 sulle auto del Gruppo (Toyota e Lexus) appartenenti ai mercati di USA e Giappone potranno vantare il nuovo dispositivo globale. Le vetture della Casa giapponese raggiungeranno così un livello di connettività V2V più completo, e i loro conducenti avranno la possibilità di sfruttare più servizi anche a livello globale: pensiamo ad esempio ad un e-Call funzionante in tutto il mondo (ora è obbligatoria in Europa). Ci sono anche i contro ovviamente, auto più tecnologiche sono anche maggiormente vulnerabili in termini informatici come dimostra l'attacco hacker subito da due Volkswagen, e bisognerà quindi proteggerle da questo punto di vista; così come ci vorrà maggiore tutela su possibili transazioni economiche effettuate direttamente con le auto connesse. Che il settore della connettività sia in grande crescita è però innegabile, tanto che secondo il media newyorkese Bloomberg ci sarebbero altre case pronte ad entrarvi: Honda sarebbe già in accordo con la compagnia giapponese SoftBank Group Corp, mentre l'American Telephone and Telegraph Incorporated afferma di lavorare già con 25 grandi Marchi automobilisitci, tra cui Audi, BMW e Tesla.

Pubblicato in Novità Auto il 12 Giugno 2018 | Autore: Redazione (F)


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