Lamborghini Urus, pronta la fabbrica 4.0 per il SUV dai grandi numeri

Per il suo Super-SUV Lamborghini ha allestito una linea modernissima: la Urus nascerà da una fabbrica di tipo 4.0 che ha raddoppiato la sua superficie

Lamborghini Urus, pronta la fabbrica 4.0 per il SUV dai grandi numeri
Sport Utility Vehicle: tre parole, una sigla e un delirio collettivo, o quasi. I SUV sono infatti amati ai 4 angoli della Terra e praticamente tutte le Case hanno in catalogo diversi modelli di questo tipo. Da Dacia e Skoda fino a Jaguar e Bentley, questi veicoli presidiano oggi tutte le gamme e continueranno a farlo anche in futuro: la trazione elettrica e la guida autonoma saranno infatti di casa anche nei SUV, assicurando così la sopravvivenza della specie. Il nutrito battaglione delle Sport Utility si arricchirà presto della favolosa Lamborghini Urus che verrà presentata ufficialmente il 4 dicembre di quest'anno (guarda le foto spia dei test della Urus). La sua produzione avverrà in una nuova area, costruita con i criteri dell'industria 4.0 e in grado di raddoppiare la capacità produttiva dell'Azienda.

RADDOPPIO TUTTO

Lamborghini ha comunicato che, in vista del lancio commerciale del suo terzo modello di produzione, il SUV Urus, continua i suoi investimenti strategici che hanno portato anche al raddoppio della superficie dello storico (il terreno sul quale sorge fu acquistato da Ferruccio Lamborghini nel 1963) stabilimento di Sant'Agata Bolognese (leggi che il dieselgate ha sfiorato anche Lamborghini, che non usa né produce motori diesel).
La superficie del sito è passata così da 80 a 160 mila m2 e, dato che la Urus è previsto che determini un sostanzioso aumento della capacità produttiva, anche la produzione raddoppierà fino a raggiungere le 7.000 unità/anno. La nuova unità produttiva di Sant'Agata Bolognese comprende la linea di assemblaggio dedicata interamente alla Urus, il reparto finizione per tutte le Lamborghini e una nuova palazzina per gli uffici.

CERTIFICAZIONI E INNOVAZIONI

La grande modernità di quest'impianto traspare anche da questi uffici, progettati per ottenere la certificazione LEED Platinum, il più alto standard mondiale di certificazione energetica e ambientale per l'edilizia. L'arrivo di un SUV (non è il primo per il marchio di Sant'Agata: ricorderete probabilmente l'LM 002 a cavallo fra gli anni '80 e '90) ha inoltre suggerito di approntare un nuovo test track con 13 diverse superfici (anche fuoristradistiche) utili per i collaudi di auto non solamente stradali mentre sono stati costruiti anche un nuovo magazzino logistico, un secondo impianto di trigenerazione ed il polo per la produzione centralizzata di tutti i vettori energetici.
È soddisfatto il Chief Manufacturing Officer, Ranieri Niccoli, quando commenta: "Con il nostro terzo modello abbiamo voluto introdurre le tecnologie di produzione più innovative, legate ai concetti di una smart factory che supporta e collabora con gli operatori. Con Urus nasce una nuova fabbrica, che chiamiamo 'Manifattura Lamborghini' e che vuole essere un punto di riferimento per l'industria automobilistica luxury. I vantaggi che ci aspettiamo sono maggiore flessibilità produttiva, migliori accessibilità delle informazioni e interconnessione dei sistemi ma anche un'esaltazione della professionalità artigianale che da sempre contraddistingue Lamborghini". La costruzione di Manifattura Lamborghini ha visto all'opera più di 600 imprese e 3.600 persone che hanno costruito gli edifici e li hanno dotati di tecnologie sofisticate; la produzione vera e propria dovrebbe impiegare circa 200 addetti.

SOTTO IL SEGNO DEL 4.0

Persone e imprese hanno lavorato velocemente, oltre che bene: il nuovo impianto è stato costruito in soli 18 mesi e senza intaccare la produttività dell'Azienda che ha anzi segnato nel 2016 un nuovo anche il record di vendite. Il tutto è stato ottenuto senza inficiare la sostenibilità ambientale: lo stabilimento ampliato di Sant'Agata Bolognese conserva infatti la certificazione CO2 neutral ottenuta nel 2015. Manifattura Lamborghini è costruita sul modello Factory 4.0, che integra nuove tecnologie per affiancare gli operatori nelle attività di assemblaggio. Troviamo così la già citata artigianalità che, pur preservata,viene ottimizzata con nuove tecnologie per accrescere le possibilità di personalizzazione pur garantendo la più alta qualità.
La digitalizzazione permette poi agli operatori di accedere facilmente, tramite display touch screen collegati a sistemi interconnessi, a informazioni sulle procedure di produzione (leggi che Volvo testa gli Hololens 3D in fabbrica). La produzione prevede poi AGV (Automatic Guided Vehicle) per movimentare vettura e materiali (leggi degli stabilimenti di Honda nei quali gli operai si muovono assieme alle auto): in questo modo si evitano le ingombranti e difficilmente modificabili linee sospese, consentendo molta flessibilità produttiva. Ultimi ma importantissimi i robot collaborativi (leggi dei robot Ford che assistono gli operai) che aiutano gli operatori per migliorare l'ergonomia e per le operazioni ripetitive di alta qualità, quali l'incollaggio vetri e l'avvitatura di componenti nel sotto scocca.

Pubblicato in Novità Auto il 18 Ottobre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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