Tata mette le mani su Faraday Future: accordo da 900 milioni di dollari

Faraday Future è sotto pressione e Tata entra in forze nella società: con 900 milioni di dollari compra il 10% delle azioni. Sinergie con JLR?

Tata mette le mani su Faraday Future: accordo da 900 milioni di dollari
La scacchiera dell'automotive è globale ormai da tempo e uomini, capitali e idee si spostano con disinvoltura da un capo all'altro della Terra. Quest'industria vive di economie di scala proprio per ammortizzare gli ingentissimi investimenti necessari per produrre una nuova auto o anche solo aggiornarla. È anche per questo che, da decenni a questa parte, non si registrano nascite di nuovi marchi: negli USA, per esempio, l'unico nuovo brand con una produzione in serie è Tesla. Le auto elettriche, che possono esternalizzare maggiormente la produzione (ne abbiamo parlato nel post dedicato al ruolo preminente che avranno USA e Asia nelle auto a batteria) potrebbero essere più facili da produrre ma non tutto fila sempre licio. La startup Faraday Future è in difficoltà e ad aiutarla arriva Tata, comprando a suon di milioni un bel pacchetto di azioni.

ARRIVANO I SOCCORSI

La notizia è recentissima e racconta di un acquisto multimilionario che coinvolge 2 continenti, l'America e l'Asia. L'indiana Tata entrerà infatti nel capitale di Faraday Future (FF), acquistandone il 10% per 900 milioni di dollari: la notizia è partita ieri dal media cinese Gasgoo ed è rimbalzata in quelli occidentali, ad esempio Autocar. A parte l'enormità della cifra, che non è soltanto ingente di per sé ma equivale a valutare FF la bellezza di 9 miliardi di dollari, a stupire è anche la tempistica. La startup sino-americana è infatti in difficoltà economiche (leggi che la gigafactory di Faraday Future viene ridimensionata) e anche organizzative, dato che ha perduto due figure di primo piano pur avendone strappate diverse anche a Tesla.

CAMPAGNA ACQUISTI BIDIREZIONALE

Il direttore finanziario Stefan Krause (già in BMW e Deutsche Bank) si è infatti dimesso il mese scorso mentre non è chiaro se l'altro "partente", il responsabile della tecnologia Ulrich Kranz già a capo delle elettriche BMW, abbia rassegnato le dimissioni o ha visto il suo contratto arrivare a scadenza. Faraday Future ostenta sicurezza e dice che questi addii non influenzeranno le sue attività di ricerca e sviluppo. Alla fine del 2016 avevano chiuso il loro rapporto con FF anche ex Ferrari Marco Mattiacci (leggi di Mattiacci dalla Ferrari alla guida autonoma di Faraday Future) e Joerg Sommer, ex Senior Vice President Product Marketing & Strategy in Volkswagen e con esperienze in Daimler, Opel e Renault.
Tornando all'acquisto delle azioni e relative perplessità, la mossa di Tata Motors arriva in un momento di difficoltà anche per l'Azienda indiana: nello scorso marzo ha varato un piano di prepensionamenti e la riduzione della forza lavoro potrebbe arrivare a 1500 unità. Il Gruppo ha anche cancellato la sua partecipazione al Salone di Ginevra del 2018, tagliato i compensi dei suoi dirigenti, ritirato i suoi camion dal campionato Prima Truck Racing e ha messo in stand by la spinoff Tamo dedicata alle auto premium.

SALVEZZA PER 2?

Autocar ha provato a contattare contattato Faraday Future e Tata riguardo queste indiscrezioni ottenendo un rifiuto dalla prima e un rinvio da Tata. Sappiamo bene che Tata Motors possiede Jaguar Land Rover, un marchio che sta investendo pesantemente nello sviluppo delle automobili elettriche.
Questo accordo potrebbe consentire a JLR di accedere alle avanzate tecnologie di Faraday Future, che comprendono anche sistemi di connettività ad alta tecnologia sviluppati dal partner finanziario cinese LeEco, che è anche un produttore di elettronica. C'è del buono in Faraday Future e nel suo prototipo FF 91 ha avuto un boom di prenotazioni nonostante la figuraccia al CES. Riusciranno i soldi di Tata a dare una scossa (è il caso di dirlo, parlando di auto elettriche) al vacillante brand FF? l'anti-Tesla FF91ha bordo una batteria da 130kWh e l'inverter Echelon, brevettato da Faraday Future, dovrebbe essere particolarmente efficiente e compatto e la Casa afferma che nel ciclo NEDC la vettura potrebbe avere 435 miglia di autonomia, ossia 700 km.

Pubblicato in Auto elettriche il 14 Novembre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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