Volkwagen Tiguan 2.0 TDI: prova su strada e test Park Assist

Abbiamo provato su strada il SUV Volkswagen Tiguan, con Active Info Display, Park Assist e trazione integrale 4Motion

Volkwagen Tiguan 2.0 TDI: prova su strada e test Park Assist
Il mercato dei SUV e dei crossover è in forte crescita da anni, segno che questo genere di auto riesce a catturare sempre di più la propensione di una clientela variegata, fatta di uomini ma anche di donne, che storicamente prediligono una posizione di guida rialzata rispetto alle auto classiche. Noi abbiamo così puntato gli occhi sulla Volkswagen Tiguan per una prova su strada approfondita, SUV di 4 metri e mezzo del listino Volkswagen che si è rinnovato ed ha adottato contenuti tecnologici estremamente interessanti.

L'ESTETICA ROMPE CON IL PASSATO

Chi dovesse ricordare la vecchia generazione di Volkswagen Tiguan, quella fatta di linee curve e morbide, può cominciare a farsi da parte, perché la rivisitazione in chiave moderna di quest'auto ha visto l'adozione di una linea completamente diversa. Tutto è frutto dell'ultimo corso stilistico Volkswagen, lo vediamo a partire direttamente dai gruppi ottici anteriori che seguono in modo marcato le linee del cofano, del quale segnano anche una sorta di confine netto, così come la calandra a sviluppo orizzontale ha listelli cromati che uniscono otticamente i due proiettori. Sono scelte che già abbiamo apprezzato sulla Volkswagen Passat (leggi la nostra prova su strada approfondita della Volkswagen Passat Variant Alltrack), così come al posteriore ci sono gli stop con disegno 3D e che durante la frenata cambiano orientamento delle luci, passando da orizzontale a verticale. Il fatto che le linee di questa nuova Tiguan siano tese viene poi evidenziato anche dalle tasche orizzontali lungo le fiancate, che partono dai passaruota anteriori e collegano direttamente gli stop con una linea retta e quasi parallela al piano strada. La Tiguan che abbiamo provato ha beneficiato poi del pacchetto Offroad, che l'ha dotata di una protezione perimetrale in plastica nera, elemento che ha creato un notevole contrasto con il bianco della carrozzeria.

INTERNI RAZIONALI E TECNOLOGICI

Se dovessimo definire la nuova Volkswagen Tiguan con un solo aggettivo diremmo: razionale. Anche all'interno tutte le linee sono disposte in modo schematico e simmetrico, noi italiani potremmo dire con un'accezione tedesca che lascia poco spazio alle emozioni, anche se il risultato una volta a bordo è di fredda tranquillità. La plancia, ad esempio, si sviluppa in orizzontale con linee marcate, così come tutta l'illuminazione abitacolo, che passa dalle luci di cortesia fino a quelle nelle portiere, è bianca e disposta su linee scavate intorno agli occupanti. Ad ogni modo è chi guida ad essere al centro dell'attenzione, nessun'altro: questo lo si vede dalle bocchette climatizzatore al centro della plancia che risultano una sorta di continuum stilistico con la strumentazione, così come i comandi più importanti sul tunnel centrale sono facilmente raggiungibili da chi guida. Da buon SUV che si rispetti, comunque, anche i passeggeri sono coccolati con uno spazio vitale interessante, sia per chi siede avanti che per chi siede al posteriore, questi ultimi con anche tavolinetti ed annessi portabicchieri attaccati dietro ai sedili anteriori, ma il bracciolo posteriore (che nasconde anche il carico passante) sembra un po' scarno e poco solido. Qualitativamente comunque, tranne qualche particolare, è un'auto molto valida, anche perché gli inserti lucidi ed alcune incisioni, su tutte le lettere "DSG" sul pomello cambio, fanno percepire un'attenta progettazione anche dei particolari.

ELETTRONICA SPINTA

Il vero upgrade che questa Volkswagen Tiguan ha subito riguarda senza ombra di dubbio la parte elettronica, sia di assistenza alla guida che di multimedialità. Già il solo fatto di entrare in auto e ritrovarsi l'Active Info Display, un pannello 12 pollici che funge da strumentazione, potrebbe spiazzare chi non è avvezzo alla tecnologia. Di fatto c'è bisogno di un po' di tempo per imparare ad usarlo e per sfruttarne al massimo le potenzialità, anche perché immaginate che sulle due razze laterali del volante ci sono ben 18 tasti in totale. Fin quando il cliente non si abitua ad usare le funzionalità e fissa nella sua mente l'esatto scopo di ogni singolo tasto l'agglomerato in sé può essere anche pericoloso, poiché possibile fonte di distrazione per il conducente, ma c'è da dire che da lì passano anche i comandi dei i sistemi di sicurezza e dell'infotainment, non solo del display-strumentazione. A semplificare la percezione delle informazioni di base necessarie alla guida, cioè la velocità istantanea, il limite vigente sulla strada e l'eventuale uso di Cruise Control (che è adattivo, quindi accelera e frena in automatico per mantenere la distanza dall'auto che precede) ci pensa l'Head-Up Display, che non proietta i dati sul parabrezza ma su un pannello a scomparsa. I sistemi che però ci hanno interessato maggiormente e che ci hanno meravigliato sono stati due: gli abbaglianti automatici adattivi ed il Park Assist con telecamera a 360° e Bird View. Gli abbaglianti automatici sono di un'efficienza estrema e cercano in qualsiasi occasione di non essere d'intralcio alle auto che vengono in senso opposto o che precedono. E' incredibile vedere come il fascio di luce profonda si interrompa esattamente in prossimità della sagoma di un'altra auto e crei una zona d'ombra ad hoc, mentre continui ad illuminare a giorno tutto il resto della carreggiata, cartelli stradali compresi. Se poi l'auto che ci precede decide di cambiare corsia la zona d'ombra addirittura la segue, in modo fluido e senza sbavature: proiettori migliori di questi è difficile trovarne! Poi c'è il Park Assist, cioè la possibilità che questa Tiguan si parcheggi da sola sia in presenza di posteggi paralleli, sia orizzontali che a lisca di pesce, ma il suo funzionamento ve lo mostriamo direttamente nel video qui sotto.

IL DIESEL SU STRADA

Sotto al cofano della Tiguan che abbiamo avuto in prova ha trovato posto il motore diesel 2.0 TDI da 150 cavalli. La macchina non è esattamente un peso piuma e 150 cavalli forse non sono la scelta migliore per gli automobilisti che prediligono le prestazioni, perché tranne una discreta verve con l'innesto dei primi rapporti del DSG 7 marce il comportamento è piuttosto sommesso, ma in compenso i consumi sono interessanti: in autostrada abbiamo toccato anche 18/20 km al litro, che con un serbatoio da 60 litri in totale significano un'autonomia importante. Così come su tutti i modelli delle nuove generazioni anche sulla Tiguan c'è il selettore della modalità di guida, che regola risposta del motore, delle sospensioni, del volante, della trazione integrale e dei fari (!) in base a ciò che preferisce il conducente. E' in Sport che il comportamento su strada si avvicina in modo più marcato a quello di una hatchback, con trasferimenti di carico contenuti ma che richiamano al contempo un leggero ritardo nella risposta del posteriore...ma siamo pur sempre su di un SUV, con cerchi da 18 pollici. Seppur con le dovute limitazioni il feeling di stabilità è mantenuto anche utilizzando gli altri settaggi, che però si caratterizzano per velleità completamente diverse, come il confort di marcia in Comfort e la riduzione dei consumi con annesso veleggiamento del cambio in Eco. Purtroppo il vero e proprio tallone di Achille di questa Tiguan è stato il cambio DSG, che non ci ha affatto soddisfatto come logica di funzionamento, poiché tende a mantenere la marcia troppo a lungo rispetto al necessario ed in alcune situazioni ha cambiato marcia con molto ritardo dopo l'input trasmesso attraverso i paddle al volante. Strano per questo tipo di cambio, soprattutto considerando che è un doppia frizione, ma in compenso è necessario fare un plauso all'impianto frenante, che è sempre pronto e ferma in uno spazio contenuto una massa importante, merito anche della trazione integrale 4Motion. A proposito di trazione, poi, c'è anche la possibilità di selezionare la tipologia di strada che si sta per affrontare, lasciando poi all'elettronica la gestione di tutto il resto. Chiaramente la base è la marcia su asfalto, ma si può settare l'auto anche per la neve o per l'off-road, modalità nella quale viene contestualmente disattivato il controllo di stabilità.

Pubblicato in Prove su Strada il 01 Marzo 2017 | Autore: Claudio Anniciello


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