Audi Q5: test su strada e prova del Virtual Cockpit

Nuova Audi Q5 è il SUV di medie dimensioni che sfoggia tanta tecnologia ed il Virtual Cockpit, focus del video SicurTECH

Audi Q5: test su strada e prova del Virtual Cockpit
L'aggiornamento tecnologico di ogni auto deve riuscire a garantire delle potenzialità e comodità maggiori rispetto al modello o la generazione precedente, così Audi ha pensato di introdurre il Virtual Cockpit, sistema che dice definitivamente addio alle lancette analogiche della strumentazione. Noi abbiamo provato il SUV Audi Q5, interpretazione a metà strada tra Q3 e Q7, e con la nostra rubrica SicurTECH vi mostriamo in video direttamente come funziona la dashboard digitale.

ESTERNI TIPICAMENTE AUDI

Da diversi anni a questa parte il design di Audi non ha mai fatto un balzo in avanti tale da rompere i ponti direttamente con il passato, ma tutti i modelli si stanno pian piano plasmando un piccolo particolare alla volta (leggi anche della Audi Q8 Sport Concept presentata al Salone di Ginevra 2017). E' il caso anche di Audi Q5, il SUV di medie dimensioni del brand dei Quattro Anelli, che esteticamente riprende a mani basse il design delle vecchie generazioni (leggi anche la nostra prova su strada in anteprima del SUV Audi Q2). Ciò che più si riesce ad apprezzare, e che di più lascia capire che effettivamente qualcosa sia cambiato rispetto al passato sono i gruppi ottici sia anteriori che posteriori: il design 3D degli interni così come la disposizione degli elementi segue la firma stilistica dell'ultimo periodo di Audi, ma ciò che più attira l'attenzione, meraviglia e piace sono le frecce dinamiche (scopri qui molto di più sulle modifiche aftermarket delle frecce dinamiche), con una barra che si riempie piano piano verso la direzione nella quale si dovrà girare. Non più quindi un lampeggio classico, con tutti i segmenti della freccia che si accendono contemporaneamente, ma un riempimento progressivo che suggerisce chiaramente agli altri automobilisti la direzione che prenderà l'auto. La calandra anteriore esagonale è di grandi dimensioni e riesce a donare qualche muscolo ben in evidenza, sapientemente aiutata dalle prese d'aria laterali e dai fari ben raccordati esattamente sotto la linea del cofano, ma dal vivo lo sbalzo anteriore molto pronunciato lascia percepire la sensazione di qualcosa "appeso" avanti all'auto. Il resto della carrozzeria appare compatto e con delle proporzioni massicce e muscolose ma allo stesso tempo fluide in zone come il montante posteriore, che richiama un po' l'andamento dei SUV coupè che tanto piacciono oggigiorno al mercato. Data la scelta della trazione Quattro sono d'obbligo i paracolpi sotto i paraurti anteriore e posteriore, che a dirla tutta non dispiacciono affatto su auto di questo segmento e non sono ingombranti a livello visivo, bensì danno il giusto tocco per spezzare un paraurti altrimenti monotono.

INTERNI COMODI E RAZIONALI

Salire a bordo dell'Audi Q5 significa essere su di un SUV premium, con interni che vogliono essere comodi ed allo stesso tempo funzionali e belli da vedere, fattori che solitamente non camminano proprio di pari passo. Già la leva di comando del cambio automatico S-Tronic fa capire quanto l'attenzione di Audi nei confronti del design interno sia alta, perché ricorda vagamente i comandi dei motori di un aereo ma con poi il tastino di parcheggio direttamente sulla sinistra, facilmente raggiungibile dal pollice. Gli inserti carbon look sul tunnel centrale e sulla plancia sono belli da vedere ed al tatto, forse il carbon look più esteticamente valido che abbiamo incontrato, e nascondono un'illuminazione colorata ma soffusa, impossibile da vedere di giorno e flebile di sera in modo da non distrarre o creare strani effetti. Come ogni SUV che si rispetti lo spazio a bordo c'è ed è sufficiente per tutte le corporature, che vengono ben trattenute dalle alette laterali dei sedili anteriori e ben accolte dal divanetto posteriore, a patto che chi siede al centro sia disponibile a qualche leggero sacrificio. L'ergonomia della distribuzione dei comandi sulla plancia ha portato i designer a preferire un display semplice per il climatizzatore, che vive in autonomia e non è (fortunatamente) incluso nell'infotainment come altri Costruttori, con tasti che una volta sfiorati lasciano illuminare le opzioni disponibili per ogni comando. Al di sotto la striscia di tasti che gestisce l'Audi Drive Select così come il controllo di stabilità e lo Start&Stop ci è parsa, invece, posta troppo in basso: premerli durante la guida porta a distogliere lo sguardo dalla strada.

TECNOLOGIA AVANZATA

L'Audi Q5 è, di fatto, un bel tripudio di tecnologia al servizio di chi guida e non solo. Basti pensare alle semplici luci ambiente che si illuminano a sfioramento, senza necessità di dover premere un tasto ma esclusivamente passando un dito sulla luce stessa. Il pad del sistema MMI avanti al selettore del cambio è sfruttabile con la pressione delle dita, per confermare la selezione di una voce sul menù, oppure con la riproduzione di una lettera con il semplice sfioramento, per attivare direttamente la ricerca manuale. Indubbiamente il non plus ultra è però il Virtual Cockpit, la strumentazione completamente digitale composta da un display da 12.3 pollici. Nel video di SicurTECH che trovate qui sotto vi spieghiamo esattamente come funziona e cosa riesce a fare.

PROVA SU STRADA

In buona approssimazione possiamo dire che l'Audi Q5 è un SUV tuttofare, perché si trova a proprio agio in quasi tutte le condizioni di guida, grazie soprattutto alla variazione dell'altezza da terra garantita dalle sospensioni. Queste alzano ed abbassano l'auto in base alla modalità di guida scelta, per ottimizzare l'assorbimento delle asperità, l'aerodinamica o l'efficienza. La posizione di guida migliore è senza ombra di dubbio la Comfort, perché esalta quelle che sono le doti accomodanti del SUV di Audi: crea un cuscinetto d'aria per isolare l'abitacolo dal pavè cittadino ed il volante chiede poca forza per essere manovrato, quindi davvero ideale per essere condotto in città. L'unica perplessità è sulla logica di funzionamento del cambio S-Tronic a 7 rapporti, che sia in Comfort che Efficiency mantiene troppo a lungo la marce in alcuni casi, comportamento che in Dynamic, invece, diventa ideale. Proprio con quest'ultima selezione il 2.0 diesel da 190 cavalli cerca di spremersi per dare quanto più possibile, sfruttando la coppia vigorosa come principale freccia al proprio arco, coadiuvata da un numero di rapporti che permette di avere delle prime marce "corte" ed uno spunto maggiore. Superata la terza marcia però non sembra soddisfare in modo eccessivo chi cerca le prestazioni, anche se in ogni caso evidenzia un occhio attento ai consumi, perché nonostante la mole e l'ingombro aerodinamico si riescono a far segnare valori prossimi ai 20 km al litro, magari con l'aiuto del veleggiamento concesso in "Efficiency". Allroad ed Offroad sono le selezioni di guida più estreme, che permettono di affrontare una grande varietà di terreni con angoli di attacco ed uscita maggiori. Data la condizione estrema delle impostazioni in Offroad questa opzione è utilizzabile solo a velocità relativamente basse, le uniche utili nel fuoristrada, poi si passa in automatico ad Allroad che gestisce diversamente i sistemi elettronici di assistenza ed abbassa di una tacca l'altezza dell'auto. Tutto ha una sua funzione e tutto va bene in una particolare situazione di guida dunque, anche se le sette modalità di guida possono sembrare davvero troppe e lasciano pensare che la maggior parte degli utenti possa settare tutto su "Auto" e scrollarsi di dosso il peso di dover decidere. A quel punto non resta poi che guidare in rilassatezza e sicurezza, anche perché la trazione Quattro gestisce in modo costante la coppia inviata ai due assali e permette all'auto di mantenere un assetto neutro anche quando la si strapazza.

CONCLUSIONI

Per un utilizzo a 360 gradi l'Audi Q5 sembra essere un'auto efficace, ideale tanto per le gite fuoriporta tanto per il traffico cittadino, anche se in quest'ultimo le dimensioni cominciano ad essere sfavorevoli rispetto alle più compatte citycar. I 190 cavalli sembrano un compromesso per chi vuole un'auto che non consumi come una petroliera ma che riesca ugualmente a donare un piccolo brivido di tanto in tanto. Il prezzo dal quale si parte per potersela portare in garage è di 43.150 euro.

Pubblicato in Prove su Strada il 03 Maggio 2017 | Autore: Claudio Anniciello


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