Samsung-Tesla: c'è l'accordo sui chip per la guida autonoma

Tesla vuole disegnare i suoi chip con la massima riservatezza e Samsung la asseconderà in pieno: il business della guida autonoma fa gola a molti

Samsung-Tesla: c'è l'accordo sui chip per la guida autonoma
Le nostre dilette automobili prendono il posto dei cellulari nei piani dei giganti dell'Hi-Tech? Sembra di si: più di un analista ha parlato dell'industria automotive come della Next Big Thing delle comunicazioni mobili (leggi come Qualcomm ha comprato NXP anche perché il mercato dei cellulari dà segni di stanchezza). In questa tendenza s'inserisce l'attivismo di Samsung che, dopo aver acquisito Harman International, sta chiudendo un accordo con Tesla per fornirle chip dedicati alla guida autonoma. Il gigante coreano è infatti uno dei pochi ad avere "in casa" le competenze per produrre, oltre ai display, i circuiti integrati, i processori ed i SoC (System on a Chip).

COMPUTER CHE GUIDANO

Ormai lo sappiamo bene: la "densità" dell'intelligenza delle auto, già alta per le auto connesse, aumenterà ancora con l'arrivo della guida autonoma e questo non potrà che fare felici i produttori di chip evoluti (leggi come ARM è già molto coinvolta perché ha a che fare con il "silicio" dei microprocessori). In questo quadro si capisce bene perché, come riportato dal sito coreano Etnews, Samsung abbia intenzione di sviluppare un proprio SoC per le automobili a guida autonoma e avviare un servizio di "fonderia" (si tratta della produzione a ciclo completo, ossia partendo dal Silicio, di circuiti integrati) in conto terzi.

RIASSETTO AZIENDALE

Una volta presa la decisione di entrare nel mercato dei semiconduttori per l'automotive, Samsung sembra fare sul serio, al punto che la divisione DS (Device Solution) dei System LSI (Large Scale Integration) Business Department sarà divisa in Foundry Department e Design Business Department e l'ufficializzazione di questo riassetto avverrà verosimilmente in occasione della periodica valutazione e riorganizzazione del personale di Samsung Group. L'accordo fra Samsung Electronics e Tesla riguarda l'attività di fonderia ASIC (Application Specific Integrated Circuit). Piccolo inciso: una fonderia ASIC è una Società che progetta e produce semiconduttori in base alle specifiche che sono state richieste da un cliente, a differenza della fonderia "classica" che produce i chip seguendo un disegno fornito dal committente. Tanto per non fare nomi, anche Apple aveva inizialmente siglato con l'acerrima rivale Samsung Electronics un accordo di fonderia ASIC, contratto non rinnovato quando a Cupertino si decise di progettare in proprio i chip grazie al know-how arrivato grazie all'acquisizione di Palo Alto Semiconductor. Con questa mossa Tesla sembra intraprendere con decisione la strada della progettazione in proprio dei SoC per la guida autonoma, anche se si tratta di un processo che richiederà del tempo.

PRODUZIONE PROPRIA

Attualmente un direttore esecutivo del System LSI Business Department Foundry sta già supervisionando il piano mentre una fonte ha detto: "Questo è un progetto a lungo termine che richiede circa 3 anni per la progettazione, la produzione di prototipi e produzione di massa. Lavorare con un'azienda leader come la Tesla fornirà l'opportunità di aumentare notevolmente la capacità del settore automotive di Samsung Electronics". Samsung ha incassato il colpo quando Apple ha commissionato il lavoro di fonderia a Taiwan Semiconductor Manufacturing Co, adducendo come motivazione il fatto che in Samsung la progettazione e la produzione non fossero separate e potessero quindi sorgere problemi di riservatezza; di qui la decisione definitiva di separare le 2 business unit quando Tesla ha richiesto la massima privacy. Ricordiamo che l'Autopilot di Tesla aveva come principale fornitore di tecnologia l'israeliana Mobileye, un rapporto finito bruscamente dopo l'incidente mortale del maggio scorso (leggi come Mobileye ha gelato il suo futuro con Tesla).

INGRESSO IN GRANDE STILE

La società di Musk ha dovuto correre ai ripari, stringendo accordi con Nvidia (ne avevamo parlato nel post dedicato al nuovo e costoso Autopilot) i quali, visti i tempi dell'alleanza con Samsung, rimarranno in vigore per un po'. Ricordiamo che Tesla aveva già arruolato Jim Keller di AMD (Società dalla quale Tesla ha "prelevato" diversi altri esperti) e Peter Bannon, già in Apple e PA Semi. L'espansione di Samsung verso l'automotive ha avuto una pietra miliare nell'acquisto di Harman, dato che l'Azienda americana non soltanto sonorizza, grazie al suo marchio esoterico Mark Levinson, auto al top come le Lexus ma fornisce anche i sistemi Uconnect a FCA e l'infotainment per, fra gli altri, Audi, VW, BMW e Mercedes. Samsung è quindi già ora ben insediata nel settore delle auto connesse, dell'audio di qualità e dell'infotainment di bordo e l'accordo con Tesla la proietta anche nel mondo della guida autonoma. Se aggiungiamo l'expertise di Samsung nei componenti innovativi, come i display curvi e gli OLED che potrebbero svecchiare la tecnologia delle auto, e il fatto che sia Harman sia Tesla sono americane, il quadro, in una era-Trump di possibile stampo protezionistico, appare quindi completo.

Pubblicato in Sistemi di sicurezza il 12 Dicembre 2016 | Autore: Nicodemo Angì


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