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I bambini sono da considerarsi sempre pedoni incerti ed inesperti
Categoria: Sentenze e Leggi | 08 Febbraio 2010 | ottobre_rossoI bambini e gli anziani, proprio a causa della loro incertezza e vulnerabilità, sono i gruppi a più alto rischio di morte a seguito di incidenti stradali. Secondo i dati forniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno 34.000 vittime delle strada sono bambini da zero a 14 anni e ultrasessantenni.
I pedoni ed i ciclisti sono fortemente esposti al rischio di essere investiti da veicoli a motore e costituiscono il 33% delle vittime di incidenti stradali, corrispondente a circa 40.000 morti ogni annoIl conducente di un veicolo che scorge un bambino in movimento o fermo al margine della strada, deve rallentare e, se occorre, fermarsi, per norma di comune prudenza, al fine di prevenire le imprudenze altrui, probabili e ragionevolmente prevedibili, così si è espressa la Suprema Corte nella sentenza n° 40587/2009 richiamando la rigorosa osservanza dell'obbligo imposto dall'art. 102, comma 3, Codice della Strada (vecchio codice, attuale art. 141, comma 4) e confermando la condanna per omicidio colposo di un camionista che per non aver rispettato le norme di comune prudenza ha cagionato la morte di un bambino di 9 anni.
Ricorrendo in Cassazione l'uomo aveva cercato di dimostrare che la sua guida non era stata imprudente ma che, avendo visto i bambini, aveva rallentato la corsa del mezzo. Nel respingere il ricorso Piazza Cavour ha ricordato che "in caso di investimento, esattamente viene affermata la responsabilità del conducente che non abbia moderato particolarmente la velocità del veicolo e viene escluso che la condotta del bambino che si sposti incautamente sulla carreggiata possa concretare una "concausa" dell'incidente".
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