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Autovelox Firenze: Corte Costituzionale li boccia

Anche la Corte Costituzionale si è pronunciata sugli autovelox fiorentini, ritenendoli illegittimi: smentite le tesi del Comune di Firenze

Categoria: Sentenze e Leggi | 17 Maggio 2012
autovelox

Ennesima sconfitta del Comune di Firenze: la Corte Costituzionale boccia i suoi autovelox. Questo vuol dire che, da anni, l'amministrazione toscana emette e incassa centinaia di migliaia di multe illegittime.

APPARECCHI FUORILEGGE - Dopo le innumerevoli sentenze dei Giudici di pace di Firenze, che danno ragione agli automobilisti; dopo le perizie tecniche; dopo le sentenze della Cassazione su casi analoghi contro i Comuni; ecco l'ordinanza numero 60 del 19 marzo 2012 della Corte Costituzionale. Secondo cui gli autovelox fissi possono essere installati esclusivamente su quelle strade che possiedono le caratteristiche minime previste dal Codice della strada; i Comuni non possono derogare a questa regola, adducendo come giustificazione la necessità "funzionale" di garantire la sicurezza. 

SOLO SU DETERMINATE STRADE - La pronuncia della Corte Costituzionale verte sulla legittimità dell'articolo 4, comma 1, secondo periodo, del Decreto legge 121/2002: limita l'uso degli autovelox fissi ad alcuni tipi di strade che abbiano le caratteristiche minime dettate dall'articolo 2 del Codice della strada. In particolare, nei centri urbani, gli autovelox possono essere installati solo su "strade di scorrimento" che, per essere classificate tali, devono rispettare i seguenti criteri: presenza di una banchina pavimentata a destra, semafori a ogni intersezione, parcheggi ai lati della carreggiata chiusi e con accesso concentrato. Criteri che mancano sui viali fiorentini, ma che il Comune si ostina a ignorare sostenendo di poter operare la classificazione anche in loro assenza (quindi in via del tutto arbitraria): proprio questa è la battaglia che l'Aduc, un'associazione dei consumatori, porta avanti da anni. La Corte Costituzionale esclude che i Comuni possano collocare autovelox fissi sulle proprie strade se non dove quelle caratteristiche sono soddisfatte.

PRETESA INFONDATA - La questione era stata sollevata da un Giudice di pace di Firenze, il quale ipotizzava che quei criteri sulle "stade di scorrimento" producessero "una disparità di trattamento", in quanto analoghe infrazioni commesse in Comuni diversi "sarebbero sanzionate solo in alcuni casi e non in altri, a seconda della classificazione della strada sulla quale l'infrazione ha luogo". Ora è certo: le tesi dell'amministrazione locale sono prive di fondamento. La Corte ha infatti dichiarato infondata la questione sollevata: "Le diversità riscontrabili a proposito dell'obbligo della contestazione immediata, dipendono dalle differenti condizioni che caratterizzano i diversi tratti di strada", non sussistendo in capo ai Comuni alcun margine di classificazione "funzionale".

E DUE - Era chiara sul punto già l'ordinanza numero 307 del 2006 della Corte Costituzionale: "Deve osservarsi come l'uso delle apparecchiature suddette non sia affatto rimesso all'arbitrio dell'amministrazione, essendo predeterminati sia i casi, che le sedi stradali, interessati dall'utilizzazione degli strumenti de quibus, secondo quanto stabilito dall'articolo 4 del Decreto legge 20 giugno 2002, numero 121".

SERVONO INTERVENTI - Secondo l'Aduc, per rendere più sicuri i viali fiorentini sarebbero necessari interventi strutturali che li trasformino in "strade di scorrimento". "Ma è evidente - dice l'associazione -  che il Comune non intende affrontare le spese necessarie a garantire realmente la sicurezza sui viali, preferendo di continuare a riscuotere multe illegittime.

PER RICORRERE - Al cittadino illegittimamente sanzionato (in assenza di un intervento della Procura della Repubblica) non rimane che impugnare individualmente i verbali dinnanzi al Giudice di pace. Il termine per ricorrere è di 30 giorni dal ricevimento del verbale. Si tratta degli autovelox di via Senese, e dei viali Etruria, Gramsci, Matteotti, Lavagnini. In sintesi, queste le motivazioni da scrivere nel ricorso, come ricorda l'Aduc: le strade in questione non sono riconducibili alla classificazione di "strade di scorrimento" (categoria D), le uniche nei centri urbani dove possano essere istallati apparecchi automatici (senza la presenza di un agente), in quanto non hanno le caratteristiche previste dall'articolo 2 del Codice della strada. La Cassazione (sentenze 3701/2011 e 7872/2011) ha ribadito che il Giudice deve disapplicare quei Decreti prefettizi che autorizzano l'uso di autovelox su strade urbane prive delle caratteristiche minime di scorrimento, e di conseguenza annullare i relativi verbali. Relativamente al solo autovelox di viale Etruria (in uscita dalla città), inoltre, vale anche un'ulteriore motivazione: non solo l'apparecchio è posizionato ad arte dietro un palo della luce, ma soprattutto il segnale di preavviso prima del sottopasso, già poco visibile perché di dimensioni minime, era circondato da segnaletica e striscioni che ne impedivano l'avvistamento facile. Relativamente agli autovelox dei viali Lavagnini, Matteotti, Gramsci e Etruria (in entrata città): gli apparecchi e la segnaletica è poco visibili. Una raccomandazione: occhio alle prove. Fate le foto. E ricordate di citare quest'ultima pronuncia della Corte Costituzionale: la numero 60 del 19 marzo 2012.

di E.B.

Tags: AutoveloxFirenze
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