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Controlli Polstrada: non in regola il 16% degli pneumatici

Il dato, preoccupante, è frutto dei controlli su 6.500 vetture effettuati in maggio e giugno in base a un'indagine promossa da Assogomma e Federpneus.

Categoria: Pneumatici Auto | 12 Luglio 2011 | Riccardo Celi

Sono stati presentati questa mattina a Roma i risultati di una campagna di verifiche effettuate in maggio e giugno dalla Polizia Stradale dei compartimenti di Lazio, Liguria e Sicilia Nord occidentale. I controlli hanno evidenziato che su 6.500 veicoli sottoposti a verifica, il 12,52% presentava almeno un'irregolarità negli pneumatici, mentre il 4% non era stato sottoposto alla revisione periodica obbligatoria a quattro anni dalla prima immatricolazione e poi ogni due anni. I dati, rilevati dalla Polstrada in base a un'indagine commissionata da Assogomma (l'associazione delle imprese attive nel settore della gomma e della plastica) e da Federpneus (che invece rappresenta i rivenditori di pneumatici), sono stati elaborati dal Politecnico di Torino.

PEGGIO LE "PICCOLE"? - Nelle Regioni prese a campione dall'indagine è immatricolato il 21% del parco circolante italiano, che ha un'età media di oltre 7 anni (fonte Aci). I controlli sono stati effettuali su strade ad alto scorrimento di cui il 40% statali ed il 35% autostrada. Oltre la metà del campione aveva una cilindrata superiore ai 1400 cc. Ciò suggerisce che la situazione complessiva possa essere anche peggiore, in quanto spesso le auto di piccola cilindrata e con basso chilometraggio sono le meno controllate. Il luogo comune è: «tanto si usa solo in città, per fare la spesa e portare i bambini a scuola».

RISULTATI IN CHIAROSCURO - Dal 2003 ad oggi, Assogomma e Federpneus hanno effettuato numerose indagini in collaborazione con la Polizia Stradale, toccando quasi tutte le Regioni italiane e ottenendo indicazioni preziose sullo stato degli pneumatici di auto, moto, mezzi pesanti, veicoli commerciali e rimorchi. In tutte queste indagini, i controlli si sono concentrati innanzitutto sugli pneumatici lisci: secondo le prime indagini (svolte nel periodo 2004-2005), presentava uno spessore insufficiente del battistrada l'8-10% dei veicoli, un dato che oggi è sceso a una media del 2,6% (il 2,5% nel 2010). Il miglioramento indica che la prevenzione, l'informazione e i successivi controlli si traducono in un netto miglioramento della sicurezza stradale. Se invece si guarda all'aspetto dei danni agli pneumatici, la situazione è in peggioramento: il 4,3% del campione di quest'anno circolava con gomme danneggiate (nel 2010 era il 2,7%). Questa criticità è dovuta ad una combinazione di fattori: da un lato la forte percentuale di vetture che circola con pneumatici sgonfi e dall'altro il loro urto contro spigoli vivi (buche, marciapiedi, dissuasori, cordoli, e così via). Maglia nera è la Provincia di Roma dove il 6,8% dei veicoli controllati presentava pneumatici danneggiati.

OCCHIO ALL'OMOLOGAZIONE - Molto preoccupante è anche la diffusione di pneumatici non omologati: li montava quasi il 5% del campione controllato quest'anno (ben l'11% in Liguria), contro un dato 2010 che non raggiungeva l'1%. Eppure, l'omologazione è fondamentale per avere la certezza che i prodotti acquistati siano stati controllati da una Autorità competente e riconosciuti idonei all'uso. La situazione potrebbe migliorare solo grazie a una maggiore attenzione da parte dell'acquirente e a una maggiore consapevolezza del rivenditore riguardo al fatto che la vendita di pneumatici non omologati è punita con sanzioni pecuniarie e il sequestro dei materiali. Auspicabile anche l'intensificazione dei controlli alle frontiere da parte delle autorità competenti, sia sugli pneumatici in entrata nel nostro Paese, sia durante la loro commercializzazione attraverso i diversi canali distributivi, internet compreso.

SCARSA OMOGENEITÀ - Il 2,6% dei veicoli controllati nel 2011 (contro l'1,7% del 2010) è risultato equipaggiato in modo non omogeneo in base al Codice della Strada, il quale prevede che su uno stesso asse debbano essere montati pneumatici identici, cioé della stessa marca, tipo, misura, indice di carico e codice di velocità. Il 6,3% del campione risultava ancora equipaggiato con pneumatici invernali, con picchi del 18% a Frosinone e del 13% a Latina, nonostante la stagione fredda, maggio e giugno, fosse ormai terminata. Come sottolinea Assogomma, per ottimizzare le prestazioni e i consumi di carburante, è bene procedere alla sostituzione dei pneumatici invernali in primavera e rimontarli all'inizio della stagione fredda, anche perchè le differenze in frenata sono abbissali (guarda l'immagine in fondo a questo speciale).

CONSIGLI? QUELLI DI SEMPRE - I risultati dell'indagine appaiono particolarmente preoccupanti in un periodo che precede il grande esodo per le vacanze estive. Le cosiddette "vacanze sicure" iniziano con la verifica delle condizioni di funzionamento e di sicurezza dell'auto, e queste ultime dipendono in buona parte da quelle degli pneumatici. Quindi, il consiglio è quello di sempre: prima del viaggio occorre far controllare gli pneumatici dagli specialisti (che offrono tali controlli gratuitamente su tutto il territorio nazionale), verificando la pressione di gonfiaggio, l'usura e gli eventuali danni, ma anche l'omologazione e la loro conformità ai dati riportati sulla carta di circolazione.

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