VW non molla: dimostrerà che 600 mila auto non sono truccate

La rivoluzione Volkswagen non risparmia l'Ufficio legale USA: un esperto a capo del team che dovrà salvare le auto travolte dal Dieselgate

VW non molla: dimostrerà che 600 mila auto non sono truccate
Il gruppo Volkswagen continua nella sua opera di recupero dopo il Dieselgate: i richiami per effettuare gli aggiornamenti software sono iniziati (leggi come Volkswagen dichiari che le prestazioni restano invariate) e, nel frattempo, continuano i cambiamenti negli organici: ora è toccato al capo dell'ufficio legale della filiale americana.

UN NUOVO HEAD OFFICE

A Wolfsburg hanno un grande problema e per risolverlo lo stanno giustamente affrontando da diversi fronti: quello tecnico ha già avuto l'avallo di KBA (anche se le autorità USA pretendono di più), non stanno trascurando quello "politico" (sicuramente dietro l'ampia flessibilità per le emissioni decisa dalla UE ci sono pressioni di vari costruttori) e intervengono anche in casa propria, con controlli interni e cambiamenti nell'organico. Le espulsioni non riguardano per ora il board (con l'eccezione di Winterkorn, che ha fatto da parafulmine agli altri top manager) mentre altrettanto non si può dire per i ruoli tecnici e quelli connessi agli uffici legali. In effetti nel quartier generale VW è arrivata, direttamente da Daimler, Christine Hohmann-Dennhardgt (per fronteggiare meglio cause per potenziali 40 miliardi promosse dagli azionisti) mentre David Detweiler, avvocato presso lo studio legale Clifford Chance (è un'organizzazione con 3.000 legali, uffici in 40 Paesi ed un fatturato annuale di circa 3 miliardi), è stato recentissimamente nominato Vice Presidente Esecutivo e Consigliere Generale in Volkswagen Group of America: fra i suoi compiti ci sarà il condurre in porto la delicata operazione di "sanare" i circa 600.000 veicoli che hanno i software defeat device che riconosce il ciclo di omologazione e abbassa le emissioni.

CAMBIO AL VERTICE

Detweiler, operativo dal 1 febbraio, ha già lavorato come consulente di VW, ad esempio in occasione dell'emissione di corporate bond, e ha sostituito David Geanacopoulos, che ha ricoperto lo stesso ruolo insieme a quello di capo dei Public Affairs. Geanacopoulos rimarrà in VW, occupandosi di relazioni con il Governo con la nuova mansione di Vice Presidente Esecutivo per Public Affairs e Public Policy e insediandosi in un nuovo ufficio nel centro di Washington, la capitale degli States. L'esigenza di relazioni migliori e più strette con il Governo americano è a questo punto primaria per Volkswagen. Thomas Steg, capo del Group Government Relations di Volkswagen AG, non si nasconde dietro un dito: "La crisi causata dalle emissioni dei diesel ha, comprensibilmente, infranto la fiducia dei regolatori, dei funzionari pubblici e dei consumatori. Ora, più che mai, l'azienda deve comunicare con trasparenza e reattività a tutti i soggetti interessati".

RAPPORTI DA RECUPERARE

Altri cambiamenti sono già stati concretizzati o predisposti: Audi of America sta per nominare Brad Stertz come nuovo Direttore per i government affairs e Tom Baloga come Senior Director dello stesso settore, oltre ad affidargli il nuovo ufficio di Sacramento. VW sta quindi lavorando per recuperare e rafforzare i legami con i politici e gli enti americani e in questo quadro si inserisce la recente visita di Matthias Müller (per la verità non brillantissima e che lo ha reso un sorvegliato speciale) con vari politici ed esponenti degli enti di controllo americani. Müller ha incontrato, fra gli altri, il repubblicano Fred Upton, un membro della Camera dei Rappresentanti piuttosto attivo nei temi dell'ecologia, e i senatori democratici Richard Blumenthal e Edward Markey, entrambi critici nei confronti di Volkswagen. Müller, lo ricorderete, ha anche incontrato la "tosta" Gina McCarthy, boss dell'EPA, e il Segretario al Commercio Penny Pritzker; quest'ultima ha chiesto lumi sull'impegno di VW ad investire nella propria fabbrica di Chattanooga ricevendo rassicurazioni in tal senso (il gruppo non può, attualmente, puntare troppo i piedi negli USA). La volontà di essere più presenti, a tutti i livelli, negli Stati Uniti traspare anche dalla nomina, effettiva dal 1 ° aprile, di Hinrich J. Woebcken (ex dirigente di BMW) come capo della regione del Nord America: in questo modo il CEO di VW America Michael Horn riporterà direttamente a Woebcken e non più a Herbert Diess, capo della divisione autovetture Volkswagen: la catena di comando aggiunge quindi un anello in America.

Pubblicato in Attualità il 05 Febbraio 2016 | Autore: Nicodemo Angì


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