Volkswagen-Uber: a Detroit tira aria di sfida con l'ID Buzz elettrico

A Detroit 2017 Volkswagen scela l'ID Buzz elettrico, il minivan con il quale intende insidiare Uber nei servizi si ride sharing senza conducente

Volkswagen-Uber: a Detroit tira aria di sfida con l'ID Buzz elettrico
Volkswagen torna a far leva sulla nostalgia e gioca per l'ennesima volta la carta di una riedizione del terzo millennio dell'iconico T2. Al Salone di Detroit la Casa di Wolfsburg ha presentato la concept car I.D. Buzz, prototipo chiaramente ispirato al celebre e intramontabile minivan tedesco. La showcar, secondo la casa, potrebbe concretizzarsi in un modello di serie già nel 2022 e la si immagina già come mezzo chiave per i nuovi servizi di mobilità e il ride sharing, entrando in concorrenza con il precursore Uber.

L'ICONA T2 NON VUOL PROPRIO TRAMONTARE

Volkswagen ci ha abituati ad esercizi di stile e prototipi fortemente ispirati agli storici furgoncini che spopolarono per il pianeta a partire dalla fine degli anni '50; lo scorso anno al CES di Las Vegas, preannunciando la volontà del brand di percorrere a tempo pieno la via della mobilità elettrica, venne presentato il concept Budd-e e ancora prima, nel 2011, fu il turno del prototipo Bulli (Qui trovi la presentazione al CES del Budd-e). La nuova I.D. Buzz questa volta non sembra essere destinata al cassetto dei prototipi dimenticati e la Casa sembra avere le idee ben chiare sul suo futuro, a partire dalla piattaforma esclusiva sulla quale sarà sviluppata la versione di serie.

BATTERIE NEL PIANALE E SPAZI POLIFUNZIONALI

Secondo quanto dichiarato da Klaus Bischoff, capo del design Volkswagen, la I.D. Buzz potrebbe già vedere la luce nel 2022 ed è stata prevista la realizzazione della piattaforma dedicata MEB, la quale non prevede l'impiego di motorizzazioni a combustione, bensì l'esclusivo utilizzo di unità elettriche. Il concept di Detroit è equipaggiato con due motori elettrici, uno per ogni asse, con batterie che li alimentano posizionate sotto il pianale (Leggi qui la novità delle batterie Samsung a carica ultrarapida); questa impostazione rende estremamente versatile l'abitacolo della vettura, il quale può trasformarsi all'occorrenza da ufficio mobile a camper per il weekend, caratteristica che lega il prototipo all'antenata T2. La coppia di motori elettrici eroga complessivamente 275 kW e l'autonomia stimata è di 600 km (ciclo NEDC); per la ricarica delle batterie Volkswagen ha pensato a un sistema a induzione, senza la necessità di collegare cavi e prese.

TARGET: RIDE SHARING A GUIDA AUTONOMA

Come è lecito aspettarsi per la I.D. Buzz Volkswagen ha previsto a bordo le funzionalità di guida autonoma I.D. Pilot, immaginando una commutazione rapida dalla modalità "guidata" a quella driverless, grazie alla quale gli occupanti della vettura possono interagire e intrattenersi negli ampi spazi offerti dall'abitacolo. Il microbus elettrico rientra nel piano della casa tedesca di immettere sul mercato almeno 30 nuovi modelli a emissioni zero, progetto nato a seguito dello scandalo Dieselgate che ancora turba i sogni dei vertici di Wolfsburg. Il ruolo da protagonista la I.D. Buzz lo giocherà comunque nella partita del ridesharing e, viste le sue caratteristiche, abitabilità fino a 8 posti, diverrà presto una delle punte della flotta MOIA, il brand che VW ha creato per i propri servizi di mobilità (Scopri qui tutti i dettagli sui piani di MOIA).

Pubblicato in Attualità il 10 Gennaio 2017 | Autore: Gabriele Amodeo


Commenti

Cerca Crash Test Auto

Stai per acquistare un’auto? Controlla se è davvero sicura! Clicca e scopri